Chiamata diretta: come si legheranno posti assegnati alle scuole, classi di concorso e requisiti richiesti dal dirigente?

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di Nino Sabella, Orizzonte Scuola,  17.7.2016

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– Il Miur, come abbiamo prontamente riferito in Chiamata diretta, Miur: Linee Guida la prossima settimana, poi avvisi dirigenti scolastici“, pubblicherà la prossima settimana le Linee Guida per l’assegnazione alle Scuole dei docenti titolari su ambito territoriale.

Nel comunicato, diffuso dal Ministero dopo la rottura della sessione negoziale con i sindacati, viene confermato che i docenti saranno scelti dai dirigenti non per anzianità ma per titoli, esperienze e attività formative.

Non sappiamo ancora se i titoli, che il Miur ha presentato ai sindacati e per i quali si è verificata la rottura della trattativa, saranno confermati in toto o modificati.

Nei resoconti forniti dal Ministero, almeno sino ad ora, è stata tralasciato un particolare non indifferente, ossia il fatto che i posti disponibili in ciascuna scuola sono collegati a specifiche classi di concorso che, almeno lo scorso anno scolastico, non hanno coinciso il più delle volte con i posti richiesti.

E’ mancata, almeno sino ad ora, una qualsiasi informazione o chiarimento relativi al legame, che deve per forza di cose istaurarsi tra classe di concorso e requisiti richiesti, e alla distinzione tra  posti di potenziamento e curricolari, che il dirigente dovrà assegnare. Infatti, se i requisiti potranno avere un peso rilevante, sempre rispettando le classi di concorso, per i posti di potenziamento, legati alla realizzazione di progetti presenti nel PTOF, detto peso sarà certamente minore per l’attribuzione delle cattedre curricolari.

In quest’ultimo caso, infatti, potranno essere pochi i requisiti richiesti e coerenti con quanto sarà chiamato a svolgere il docente. Consideriamo, ad esempio, il caso di una scuola che deve attribuire un incarico per una cattedra di lettere; quali requisiti potranno essere richiesti al docente? Gli unici richiedibili, a parere di chi scrive, possono riguardare il contesto scuola/classe, ossia si potrà richiedere esperienze in aree a rischio e immigrazione, qualora la scuola si trovasse in un contesto del genere oppure esperienze in scuole a forte disagio socio-culturale o riguardanti il bullismo, qualora il docente si trovasse ad opera in classi/scuole affette da tali problematiche. Non si potranno certo chiedere titoli o certificazioni linguistiche o corsi CLIL.

I criteri utilizzabili, dunque, a rigor di logica, soprattutto per i posti curricolari, non possono che essere in numero molto esiguo, anche meno dei quattro di cui si è parlato nei giorni scorsi.

Potrebbe, inoltre, succedere che alle scuole non siano state attribuite le classi di concorso richieste al fine di potenziare la progettualità delle medesime. In tali casi, che probabilmente non saranno isolati considerata la necessità di evitare esuberi, quale sarebbe l’opportunità della scuola di “chiamare” i docenti confacenti alla propria offerta formativa, se già a monte, ossia in fase di attribuzione dei posti da parte degli Uffici competenti, tale opportunità non è stata considerata?

Si tratta di problematiche che, almeno pubblicamente, il Miur non ha affrontato ma che si presenteranno al momento di mettere in pratica l’assegnazione degli incarichi con tutte le conseguenze del caso e all’interno delle quali si insinuerà il colloquio de DS.

Ribadiamo, il legame posti-classi di concorso è necessariamente più solido di quello posti-requisiti, soprattutto per i posti sull’organico di diritto, che saranno i primi che il DS dovrà coprire, come prevede il comma 78 della legge n.107/2015.

Chiamata diretta: come si legheranno posti assegnati alle scuole, classi di concorso e requisiti richiesti dal dirigente? ultima modifica: 2016-07-17T11:31:09+00:00 da Gilda Venezia

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