Pensioni insegnanti: le conseguenze dell’anno commerciale

tuttoscuola_logo14Tuttoscuola, 11.7.2018

– In una recente intervista il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha reso nota una situazione che riguarda il calcolo di pensione anche del personale scolastico.

L’INPS, l’istituto previdenziale che da alcuni anni provvede anche al trattamento pensionistico dei dipendenti pubblici, compresi quelli della scuola, adotta l’anno commerciale per calcolare l’anzianità utile per la pensione.

L’anno commerciale è un sistema utilizzato per semplificare diverse procedure di calcolo, prevedendo che sia costituito da dodici mesi della durata uguale di trenta giorni ciascuno per un totale di 360 giorni per l’anno.

Rispetto all’anno solare di 365 giorni, quello commerciale ne ha cinque in meno.

Ma con cinque giorni in meno all’anno l’anzianità richiesta per la pensione si riduce al punto che, con l’accumulo di giorni e mesi non più calcolati utilmente nel corso della carriera, molti insegnanti non riescono a raggiungere l’anzianità utile richiesta per la pensione e si vedono costretti a permanere in servizio un altro anno.

Le conseguenze di questa anomala situazione – che da alcuni calcoli ministeriali riguarderebbe circa 5mila insegnanti – hanno ricadute diverse sul sistema scolastico, oltre che sulla posizione personale degli interessati.

Le sedi di servizio non si liberano riducendo la possibilità di mobilità di altri docenti per l’assegnazione provvisoria.

Inoltre non si liberano posti per nuove assunzioni in ruolo.

Sembra che lo stesso Ministro, dopo un confronto con i vertici dell’INPS, sia rassegnato a prendere atto della situazione.

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Pensioni insegnanti: le conseguenze dell’anno commerciale ultima modifica: 2018-07-12T05:42:54+00:00 da Gilda Venezia

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