Assunzioni fase B, ecco perché l’esodo di massa da Sud a Nord non è una favola

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Alessandro Giuliani  La Tecnica della scuola  Giovedì, 27 Agosto 2015.  

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Al Miur continuano a dire che la mobilità dei precari è fisiologica. Ma i numeri parlano chiaro: dei 16.210 posti disponibili ben 11.464 (il 71%) riguardano province del Nord.

Al Sud e alle Isole vi sono meno del 10% delle cattedre rimaste libere per mancanza di candidati nelle prime due fasi: appena 1.514 posti liberi. Il problema è che proprio dal Meridione sono giunte oltre la metà delle candidature al ruolo: delle oltre 71mila domande pervenute al Miur, attraverso il sistema telematico Istanze on line entro lo scorso 14 agosto, circa 39mila riguardano le regioni da Abruzzo e Campania in giù. A fronte di circa 18mila domande pervenute degli aspiranti docenti del Nord, quindi meno della metà.

Numeri alla mano, polemiche a parte, nella fase B delle assunzioni il rischio per un precario del Sud di essere assunto nelle regioni Settentrionali è davvero alto. Molti neo-assunti, lo ricordiamo, avranno comunque la possibilità di prendere servizio al Nord con un anno di ritardo: sono tutti quelli che accetteranno una supplenza annuale entro il prossimo 8 settembre.

Mentre nelle fase successiva, come indicato dalla Tecnica della Scuola prima di tutti, il 10 luglio scorso, “chi sta indietro in graduatoria potrebbe ritrovarsi dietro casa”.

Assunzioni fase B, ecco perché l’esodo di massa da Sud a Nord non è una favola ultima modifica: 2015-08-27T18:44:47+00:00 da Gilda Venezia

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