Azzolina. Game over!

Gilda Venezia

dalla Gilda degli Insegnanti della Provincia di Venezia, 4.2.2021.

Lucia Azzolina, ricordata da tutti gli italiani come la “ministra dei banchi a rotelle”,  ha dimostrato nell’emergenza pandemica una imbarazzante debolezza nella compagine di governo.

Gilda Venezia

La crisi di governo avviata strumentalmente da Matteo Renzi ci sta portando verso l’ennesimo “governo tecnico” guidato da Draghi. Si tratta di una sorta di commissariamento di una classe politica rissosa e inconcludente che aveva trovato in Conte un difficilissimo equilibrio sia nel caso del governo giallo-verde che nel caso del governo giallo-rosso. Nello specifico contesto dell’Istruzione siamo passati dal grigiore paraburocratico di Bussetti (Lega), alla meteora Fioramonti, giubilato per aver osato di chiedere investimenti importanti per la scuola, alla incompetenza confusa dell’Azzolina.

Su Lucia Azzolina molti avevano  creduto al’inizio memori delle sue battaglie contro le “classi pollaio” e confidando che avrebbe portato avanti le richieste di investimento sulla scuola di Fioramonti, suo collega di movimento. Azzolina sarà invece ricordata per le sue guerre solitarie per una organizzazione del reclutamento con concorsi “selettivi” e “meritocratici” che si è dimostrata farraginosa e governata da una burocrazia priva di una visione di lungo periodo in merito al problema del superamento del precariato della scuola. La stagione delle GPS sarà incorniciata come un incubo da decine di migliaia di precari. La ex ministra sarà soprattutto ricordata da tutti gli italiani come la “ministra dei banchi a rotelle”, inutile spesa di  centinaia di milioni di euro per  fingere di far entrare nelle aule un numero consistente di allievi rispettando il distanziamento previsto dall’emergenza Covid, dimenticando che l’unica soluzione possibile era quella della riduzione di allievi per classe. I banchi a rotelle saranno sicuramente un problema di rottamazione e riciclo nel futuro.

Lucia Azzolina ha dimostrato nell’emergenza pandemica una imbarazzante debolezza nella compagine di governo e di fronte alle Regioni che hanno di fatto deciso quando e come aprire le scuole in presenza. L’uso spregiudicato della DAD e della DDI, legittimato anche da un inutile contratto integrativo sottoscritto da alcuni sindacati (non dalla Gilda), imposto da dirigenti scolastici, “governatori” delle Regioni e funzionari ministeriali si è inserito negativamente in una situazione già caotica. Questi ultimi si sono sostituiti alla politica per interpretare o addirittura novellare le norme nazionali portando il Ministero dell’Istruzione in una situazione di marginalità rispetto ad altri poteri. Di fatto alla debolezza della Ministra si sono sostituiti dirigenti del ministero che hanno fatto la politica dell’istruzione nei mesi scorsi (Bruschi e Novelli su tutti) e dirigenti territoriali del Ministero che si sono curvati ai desiderata dei governatori regionali e alle richieste dell’”utenza-cliente”.

Non sentiremo la mancanza dell’ex Ministra che ci lascia in mezzo a concorsi straordinali da finire, concorsi ordinari da organizzare, ad una normativa sulla mobilità dei docenti che dovrebbe essere oggetto di verifica con contratto integrativo nazionale e, soprattutto, senza una visione di lungo periodo della scuola del futuro. Il Recovery Plan presentato dal governo uscente  riproduce una serie di proposte vecchie e che fondano la loro esistenza sempre sul principio dell’autonomia scolastica di natura aziendalista e immaginando i docenti come operatori esecutivi in una struttura competitiva e inefficace (vedi le vaghe proposte sulla carriera dei docenti e sulla formazione obbligatoria). Della promessa diminuzione del numero di allievi per classe non c’è traccia.

Siamo preoccupati per la scelta del futuro ministro, se ci sarà il varo del nuovo governo. I governi “tecnici” non sono mai stati veramente “tecnici” e hanno sempre espresso nell’istruzione figure e politiche  di basso profilo. Se non ci sarà una vera discontinuità nella macchina del ministero e dei suoi dirigenti, se non ci sarà un ripensamento sulla governance delle scuole dell’autonomia non cambierà nulla. Intanto di aumenti stipendiali per gli insegnanti a fronte del progressivo aumento dei carichi di lavoro nessuno parla e probabilmente nessuno parlerà.

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Azzolina. Game over! ultima modifica: 2021-02-04T04:39:54+01:00 da Gilda Venezia
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