Bonus per tutti: una proposta “estrema”

di Stefano Battilana, InfoDocenti.it, 24.1.2021.

Ogni scuola, in seguito alla Finanziaria dell’anno scorso, che ha fatto confluire il Bonus docenti nel FIS 2020/21, fa repubblica a sé e sulla questione Bonus si procede in ordine sparso, ma con un unico dato in comune: il Bonus ai soli docenti è ormai passato in cavalleria, è diventato ex e suddiviso dovunque, in misura maggiore o minore, col personale Ata, come fosse un fondo aggiuntivo di destinazione generalista. Eppure proviene ancora dai fondi della legge 107/2015, relativi alla “valorizzazione del personale docente”, trasformata dall’Accordo sul MOF in valorizzazione del personale, e basta.

Detto questo, per capire come muoversi, per non veder penalizzati del tutto gli interessi dei docenti nelle diverse, ma uniformemente penalizzanti, contrattazioni di istituto, sarà più comprensibile partire da una proposta base, articolata in 7 punti, per la suddivisione del Fondo d’istituto, da cui sfrondare progressivamente quanto si potrà ottenere, a seconda del contesto e della forza contrattuale. La potremmo chiamare “proposta estrema”, da cui partire ed eventualmente togliere mano a mano qualche elemento, se necessario, tuttavia tenendo sempre presente il modello di riferimento.

  1. Quest’anno il Bonus si integra nel FIS, per un valore aggiuntivo di circa il 30 %: un incremento che proviene interamente dai fondi destinati ai docenti.
  2. Il Bonus non era presente negli anni passati nel FIS, per cui le percentuali di suddivisione fra docenti e ATA erano state ritoccate per bilanciare questa assenza, fino a generose suddivisioni 70/30 e anche oltre, in alcuni casi inserendo anche un accantonamento a monte a favore di tutto personale ATA (in genere del 5 %), per bilanciare l’erogazione del Bonus, che comunque non andava a tutto il personale docente, dovendo sottostare ai criteri selettivi del Comitato di valutazione del merito, ora decaduto, perché non più rinnovato nelle sue componenti esterne.
  3. Ora, questa suddivisione deve tornare al rispetto delle consistenze organiche (il più vicino possibile alla cosiddetta “divisione per testa”) e non è assolutamente più necessario né perequativo l’accantonamento preventivo per il personale ATA.
  4. Si tenga presente che, incidendo l’ex-Bonus per un 30 % in più, distribuirne, a titolo di esempio, 1/4 anche agli ATA, significa assicurare loro circa un 8 % in più rispetto agli anni passati. Un aumento considerevole, che andrà a regime anche negli anni futuri.
  5. È necessario, affinché questo contributo non vada dimenticato, soprattutto in questo periodo di esasperata “flessibilità docente” per via dell’emergenza pandemica (“telelavoro, più lavoro”, come hanno constatato tutti i docenti) che esso venga finalizzato al riconoscimento di tale stress lavorativo, come un’indennità professionale rispetto alla DAD, alla DID e alla continua e complicata gestione della didattica in tempi di Covid.
  6. Dopo aver tolto la quota trattenuta per gli ATA, procediamo a una attribuzione paritaria del Bonus ai docenti, come fosse una sorta di “intensivo”, figura contrattuale perfettamente esistente per gli ATA: invece di aggiungere retribuzione alle figure di sistema, peraltro in presenza di cospicui residui (durante il lockdown dell’anno passato, a scuole chiuse, pochi hanno svolto attività aggiuntive) e dividiamo in parti uguali fra tutti i docenti riconoscendo loro questa straordinaria flessibilità didattica. Magari poca cosa, direte voi, ma estremamente significativa.
  7. Facciamo un esempio numerico, dal momento che il Bonus arriva alle scuole sulla base di parametri simili: se tutto il Bonus fosse distribuito in parti uguali fra tutti i docenti, compresi i supplenti annuali, considerati nell’organico di diritto, si potrebbero pagare fino a 8 ore di attività di non-insegnamento (140 euro), computate a € 17, 50 cadauna. Ma questo quasi mai avviene ed ecco quindi le ore corrispondenti a una suddivisione percentuale:
  8. Con l’80 % del Bonus si possono pagare 6 ore a 17,50
  9. Con il 75 % del Bonus si possono pagare 5 ore a 17,50, con abbondanti residui
  10. Con il 70 % del Bonus si possono pagare 4 ore a 17,50, con abbondanti residui
  11. I calcoli di cui sopra sono approssimativi e generalizzati, ma danno l’idea dell’ordine di grandezza

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Bonus per tutti: una proposta “estrema” ultima modifica: 2021-01-24T08:29:34+01:00 da Gilda Venezia
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