Cara ministra, proprio non ci siamo!!

di Fabrizio Reberschegg, dalla Gilda degli insegnanti di Venezia, 24.3.2020

– Lucia Azzolina, dopo l’ottima gestione del Ministro Fioramonti che si è dimesso, ricordiamo, perché in disaccordo con le magre poste di bilancio per la scuola e il personale della scuola presentate al Parlamento nella legge di Bilancio 2020, era portatrice di grandi speranze per il rilancio della scuola statale. Dopotutto era esponente del Movimento 5 Stelle che si era speso tantissimo contro la Buona Scuola renziana e che aveva ottenuto in diversi parti del Paese un plebiscito elettorale da parte dei docenti nelle ultime elezioni politiche. In pochi mesi Azzolina si è dimostrata prigioniera di una logica autoreferenziale governata dalle lobbie dei funzionari ministeriali, dei tanti sedicenti “esperti” dell’istruzione, delle associazioni dei dirigenti scolastici. Il progressivo deterioramento delle relazioni sindacali, azzerato dopo la crisi del coronavirus, ha segnato un netto distacco tra la scuola reale, fatta da docenti e discenti che si stanno reinventando forme innovative e alternative di didattica, a proprie spese, superando la logica del contratto di lavoro e con fragili o inesistenti aiuti concreti da parte dell’Amministrazione.

Non bastano i proclami solitari della Ministra su facebook,  in cui colpevolmente  dimentica di menzionare l’enorme sforzo lavorativo dei docenti e  si affida ai “capitani” delle scuole (i dirigenti), per recuperare una immagine ormai appannata. La Ministra non ha capito che gli appelli diretti al “popolo” della scuola sono privi di significato se non si recuperano forme di partecipazione, coinvolgimento e corresponsabilità con il coinvolgimento delle associazioni professionali dei docenti e dei sindacati. I sindacati e i “sindacatoni”, nel bene e nel male rappresentano centinaia di migliaia di docenti e ATA. Non si può credere che si possano prendere decisioni fondamentali per la scuola senza confrontarsi con tali realtà e credere che l’unica rappresentanza delle scuole siano le corporazioni dei dirigenti.

Mentre i docenti si arrabattano per fare videoconferenze con i propri alunni, il MI (Ministero dell’Istruzione) non riesce o non vuole confrontarsi on line con le realtà sindacali. Gli ultimi esempi relativi all’uscita della nota Bruschi e alla notturna emanazione dell’ordinanza sulla mobilità senza  informare adeguatamente le OO.SS., possono essere interpretabili come atteggiamenti arroganti che segnano un possibile punto di rottura con le parti sociali. Confidiamo che ciò non sia vero.

Nel futuro ci saranno importantissimi provvedimenti essenziali per la scuola statale italiana: la formazione degli organici, la partenza del concorso straordinario, i bandi per il concorso ordinario, le modalità di conclusione e organizzazione di quest’anno scolastico ormai stravolto dalla crisi del COVID 19, ecc. In tutti questi casi è necessario politicamente e tecnicamente il confronto costruttivo con le forze sociali e sindacali.

Confidiamo che la Ministra Azzolina comprenda che è opportuno cambiare atteggiamento nei confronti non solo delle OO.SS., ma di tutti i docenti che stanno lavorando per tenere in piedi la scuola statale nel nostro Paese. Se ciò non avverrà sarà corresponsabile dell’ulteriore declino del M5S all’interno del quale tanti esponenti hanno già fatto sentire la loro voce critica.

Abbiamo già avuto l’esperienza della Ministra Giannini di renziana memoria. Non ci serve un clone.

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Cara ministra, proprio non ci siamo!! ultima modifica: 2020-03-24T12:44:15+01:00 da
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