Catania, mamma aggredisce preside. Che fine ha fatto l’alleanza scuola – famiglia?

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Simone Consegnati,  Tuttoscuola, 2.12.2016

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– “La responsabilità’ e’ mia e voi fatevi i c.. vostri” . Queste le parole che una mamma ha rivolto a un dirigente scolastico di una scuola di Catania, colpevole di essersi rifiutato di far tornare a casa da solo un bambino di otto anni, come invece richiesto dalla sua famiglia. “Lavoro tutta la settimana fino alle 15. Non posso venire a prendere mio figlio e non me ne vado fino a quando non fate come dico io”, ha continuato la mamma. La risposta del dirigente: “Ha 8 anni. Neppure se lei firma un foglio di presa di rischio. Commetteremmo un reato, abbandono di minore“. Il preside ha poi aggiunto che la famiglia non avrebbe neanche potuto farlo venire a prendere dalla sorella di 17 anni perché anch’essa minorenne. Ma che fine ha fatto l’alleanza scuola – famiglia?

L’aggressione al preside – “Ha iniziato a coprirmi di improperi. Da quella bocca e’ uscito di tutto – racconta il preside intervistato da Repubblica – e quando le ho chiesto di uscire dall’ufficio mi e’ saltata addosso. Mi ha tirato due sberle, mi ha graffiato con tutta la rabbia che aveva dentro”. 

Richieste estreme Vs bisogni delle famiglie: cosa fare? – Sempre più spesso a scuola si ricevono richieste eccessivamente personalistiche, a volte bizzarre e, nei casi più estremi come questo, deliberatamente contro la legge. Certo, condannando la reazione violenta della mamma di Catania, va considerato però anche il dato oggettivo di una madre che per motivi di lavoro non può essere presente all’uscita del figlio e che rispetto all’eventuale presenza di una figlia diciassettenne sia stata eccepita la minore età della stessa. Se non ha altre possibilità rappresentate per esempio da nonni o amici è chiamata a scegliere o di essere presente o di rinunciare al lavoro. Come fare, allora, per evitare lo scontro continuo con le famiglie e i loro bisogni?

Riscoprire l’importanza dell’alleanza educativa tra scuola e genitori – La parola d’ordine in questi casi è infatti “alleanza”. Le indicazioni nazionali esplicitamente sottolineano l’importanza di un’alleanza, profonda e duratura, tra scuola e famiglia: La scuola perseguirà costantemente l’obiettivo di costruire un’alleanza educativa con i genitori. Non si tratta di rapporti da stringere solo nei momenti critici, ma di relazioni costanti che riconoscano i reciproci ruoli e che si supportino vicendevolmente nelle comuni finalità educative” (Indicazioni Nazionali per il curricolo della scola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, pag.10).

Da cosa partire – Costruire un’alleanza  scuola – famiglia significativa richiede passione, coraggio, costanza e rispetto reciproco. Significa prevenire lo scontro e promuovere un dialogo in tutti i momenti dell’anno, anche quando gli interlocutori non si mostrano disponibili. E’ indispensabile che ci sia un’attenzione ai rapporti con la famiglia non solo nei momenti di crisi, ma durante ogni fase dell’anno. L’alleanza scuola – famiglia  è dunque un obiettivo da raggiungere ed è continuamente minata dalle numerose insidie che la quotidianità scolastica porta con sé.

Fare qualcosa subito, ma insieme – Inutile negare che casi come questi lasciano l’amaro in bocca. “Potrebbe succedere anche a me“, avranno pensato molti insegnanti o dirigenti. Contemporaneamente molti genitori potranno aver pensato che la scuola a volte rischia di essere eccessivamente distante dalle loro richieste e dai bisogni familiari. Questi episodi spingono a chiederci quale sia lo stato di salute dell’alleanza tra la nostra scuola e le famiglie e, per cambiare prospettiva, tra la nostra famiglia e la scuola dei nostri figli. Appare urgente, e ormai inderogabile, un’azione concreta di lavoro anche extra-didattico, che punti a cementare i rapporti e a qualificarli. Promuovere percorsi di conoscenza reciproca, di sviluppo delle soft skills, attività di collaborazione reciproca. E’ urgente che famiglia e comunità docente ci si incontri anche sul fare qualcosa insieme.

Tutto nelle nostre mani – Solo se la scuola e la famiglia riusciranno a incontrarsi in un terreno comune, che è il benessere degli alunni, sarà possibile passare dall’emergenza educativa alla progettazione di attività di miglioramento della qualità dei rapporti. Solo in questo modo riusciremo a rispondere alle richieste dei nostri alunni, a soddisfare il loro bisogno di un messaggio educativo condiviso e coerente. La sfida è lanciata, sta a noi prenderla.

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Catania, mamma aggredisce preside. Che fine ha fatto l’alleanza scuola – famiglia? ultima modifica: 2016-12-02T21:25:38+01:00 da Gilda Venezia
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