Chiamata diretta, Giannini: è solo un differente criterio d’assegnazione

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Alessandro Giuliani , La Tecnica della scuola  2.8.2016

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– Se per un verso il Codacons sulla chiamata diretta dei prof denuncia eccessi, come quello di inviare un video affinché si capisca con che tipo di docente si ha a che fare, così come accade per le proposte Tv, per i Telent, per i provini nei film, con evidente scadimento del significato stesso di professione insegnante, i Partigiani della scuola pubblica chiedono le dimissioni della ministra Giannini  per manifesta incapacità a gestire i trasferimenti.

Rassegni la ministra le dimissioni, scrivono i Partigiani della Scuola Pubblica (Psp) “al più presto per far posto a qualcuno che trovi risposte da dare ai 70.000 docenti sospesi nell’attesa del responso di un ‘algoritmo'”.

Secondo i Psp – in prima linea contro la ‘buona scuola’ del Governo Renzi – “70.000 docenti attendono che un algoritmo decida a quale ambito territoriale debbano essere assegnati, per poi inviare un curriculum vitae e fare un ‘provino’ di reclutamento presso le varie scuole. In nessun paese del mondo esiste un sistema che violi i diritti umani dei docenti fino a questo punto: in nessun paese è un algoritmo e non l’interessato a scegliere dove vuole vivere. Prima di questo caos esistevano le graduatorie per punteggi gestite dai Provveditorati. Succede solo ai docenti del piano assunzioni di Renzi! Noi chiediamo alla Ministra a cosa le serve mantenere quella funzione visto che ha dato prova di non saper garantire procedure trasparenti e rispettose dei diritti”.

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Chiamata diretta, Giannini: è solo un differente criterio d’assegnazione ultima modifica: 2016-08-03T05:02:01+00:00 da Gilda Venezia

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