Coronavirus e rientro a settembre, nuove responsabilità docenti e dirigenti

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di Gianfranco Scialpi, Orizzonte Scuola,  24.4.2020

– Dal distanziamento alle entrate ed uscite studenti-

Ripresa a settembre in aula possibile, non certa. Sicuramente si coniugherà con la didattica a distanza. Il ritorno nelle aule porrà diversi problemi riguardanti la sicurezza. Tutti richiamano le responsabilità del Dirigente scolastico, quella dei docenti e in genere di tutto il personale scolastico. A questo punto non conviene…

Ripresa a settembre in classe, soluzione probabile 

Ripresa a settembre in classe. E’ una delle possibili soluzioni per far rientrare la scuola nella quotidianità. Finora questi due mesi di restrizioni delle libertà individuali sono stati vissuti come uno standby, rispetto allo standard di vita che ci eravamo dati. Tutto si è fermato qui. Molte attività e interazioni sono state trasferite altrove.

Mi riferisco al Web versione 2.0.
Ora però, si fa sempre più strada il bisogno di tornare a vivere, riacciuffando la normalità fatta soprattutto di relazioni, incontri, prossimità e contatti fisici. Il desiderio, purtroppo si scontra con le esigenze di sicurezza, imposte dall’emergenza sanitaria. Per tornare alla piena normalità occorrerà attendere il vaccino. E i tempi non saranno brevi.
La scuola non poteva rimanere fuori da questo bisogno di ritorno alla dimensione quotidiana.

Quasi sicuramente, però i cancelli non saranno riaperti quest’anno. Non è neanche sicuro che lo saranno a settembre.
Le soluzioni non sono tante! Certamente non si tornerà con le classi pollaio, ma neanche con quelle leggermente sottodimensionate rispetto al sovraffollamento voluto da M. Gelmini e G. Tremonti nel 2008-09.
Avanza l’ipotesi di un mix di configurazione: La convivenza della Dad  con la presenza in aula di piccoli gruppi. Se la soluzione sarà adottata rappresenterà sicuramente un compromesso tra il profilo storico della scuola ad alta densità sociale e quello imposto dall’emergenza sanitaria dimagrito di relazioni offline.

Le criticità di una presenza ridotta in classe

La soluzione però deve essere ben gestita da ogni singolo istituto scolastico. Porrà diversi problemi: organizzativi, didattici e di sicurezza. Probabilmente dovrà essere supportata da altri interventi locali (trasporti, centri pre-postscuola) e nazionali che dovranno risultare sinergici rispetto a quelli dell’istituzione scolastica. Non a caso il gruppo di esperti nominato dalla Ministra Azzolina per individuare soluzioni di rientro a scuola, coerenti alla sicurezza sanitaria dovrà proporre soluzioni per “il consolidamento e lo sviluppo della rete dei servizi di educazione e di istruzione a favore dei bambini dalla nascita sino a sei anni”

Detto questo la presenza distribuita in più turni della classe in aula porrà diversi problemi al Dirigente scolastico, ai docenti e in genere al personale scoalastico. Mi spiego.

Le direttive nazionali riguardanti il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine e la frequente sanificazione dei locali comporteranno una serie di pesanti responsabilità che coinvolgeranno a livelli diversi ogni singolo Istituto, Le regole dovranno essere tradotte localmente e in decisioni e azioni adeguate alla necessità di dover convivere con il Coronavirus per diversi mesi.

L’emergenza sanitaria e la “Culpa in organizzando”

La responsabilità sulla sicurezza ricade sul Dirigente scolastico che deve  “Valutare tutti i rischi, individuando le misure di prevenzione e protezione idonee a eliminarli o ridurli, le procedure da mettere in atto per realizzare tali misure e i ruoli o le persone che devono provvedere a realizzare queste procedure… Organizzare e gestire le situazioni d’emergenza; (art. 18 D. Lgs 81/08)

Nel caso specifico il Dirigente scolastico, coadiuvato dal RSSP (responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) dovrà applicare con intelligenza  le regole dettate dall’emergenza Coronavirus. Concretamente dovrà organizzare le entrate e uscite dei ragazzi, degli alunni e le presenza dei genitori per la consegna e la ripresa di questi ultimi. Dovrà riorganizzare le aule, predisponendo i banchi a distanza di sicurezza. Con il Dsga dovrà pianificare il lavoro del personale scolastico per l’uso dei bagni, contingentando le presenze e organizzando gli orari, prevedendo anche soluzioni per situazioni imprevedibili dovute alle impellenti esigenze fisiologiche soprattutto degli alunni più piccoli. Dovrà essere organizzato un piano per i diversamente abili fisici e psichici. Arduo sarà il compito in presenza di questi ultimi, dovute alle difficoltà gestionali dovute al loro stato.

Difficile fornire indicazioni, perché le decisioni e le direttive dovranno tener conto della logistica, del personale scolastico a disposizione e del numero di alunni/studenti presenti nell’Istituto.
Sicuramente le disposizioni del Dirigente Scolastico dovranno chiare e riguardare ogni momento della giornata.
La superficiale inottemperanza delle disposizioni generali potrebbe favorire la chiamata in giudizio di qualche giudice per “culpa in organizzando”.

Senza dimenticare i docenti (Culpa in vigilando)

In questa situazione i docenti non sono esenti da eventuali responsabilità, derivanti dall’ art. 2048 c.c. che recita “precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto”

Per non incorrere nella culpa in vigilando i docenti dovranno rispettare tutte le disposizioni del Dirigente Scolastico, dimostrando che qualunque comportamento evidenziato dai genitori rientra nei casi di imprevedibilità, dovuti all”esuberanza e spontaneità dei più piccoli. E’ opportuno che prima della riapertura delle scuole, i genitori e i docenti con il supporto di psicologi e pedagogisti (asl= ) elaborino una vera e propria progettazione all’affettività a distanza. Sarà dura, molto dura con i più piccoli!

E se confermassimo solo la Dad?

Concludendo la soluzione di un rientro a scuola a settembre, limitata alla presenza di piccoli gruppi comporterà molti problemi e un innalzamento d’ansia generale a detrimento della didattica che non potrà essere svolta bene. In altri termini Dirigenti e Docenti porranno molta attenzione (giustamente) ai problemi di sicurezza, sottraendo energie alla formazione.

Il rischio è di diventare dei controllori a discapito della didattica., Quindi non è meglio continuare a settembre con la Dad che avrà i suoi limiti, ma almeno quel poco o tanto che si potrà fare sarà svolto serenamente. Al più potranno essere previste le presenze, sempre in piccoli gruppi delle classi iniziali di ogni ordine grado per favorire un l’avvio del processo di socializzazione e quindi di inserimento e integrazione. Oltre non andrei!

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Coronavirus e rientro a settembre, nuove responsabilità docenti e dirigenti ultima modifica: 2020-04-24T12:22:23+02:00 da Gilda Venezia

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