Elezioni 2018: la guida (aggiornata al 27/2)

 La Tecnica della scuola, 26.2.2018 

– I 5 punti per la scuola di Liberi e Uguali –

Siamo agli sgoccioli della campagna elettorale per le elezioni politiche del 4 marzo, in cui gli italiani saranno chiamati a scegliere il prossimo Governo.

La nostra testata ha riportato nelle ultime settimane le anticipazioni dei partiti politici e i programmi per la scuola, stilati dalle coalizioni in caso di vittoria alle urne.

Proponiamo delle semplici schede di lettura con i 5 punti chiave proposte dagli schieramenti in campo.

Il programma di Liberi e Uguali

  • 150mila nuovi posti negli asili pubblici per garantire la crescita e la socialità dei bambini e consentire alle famiglie di gestire i tempi di vita e lavoro.
  • Obbligo scolastico dall’ultimo anno della materna fino all’ultimo delle superiori e lotta alla dispersione. Un piano straordinario: nuove scuole e messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici
  • Stabilizzare i precari dell’università e della ricerca e riformare l’accesso alla docenza e alla ricerca. Finanziare la ricerca, a partire da quella di base e dai settori meno in grado di contare su risorse.
  • Vanno abolite le tasse universitarie per gli studenti in corso, moltiplicate le borse di studio per i redditi medio-bassi, aumentate le residenze.
  • La 107 e i suoi decreti attuativi vanno abrogati insieme a molti altri provvedimenti precedenti.

IL PROGRAMMA DI LIBERI E UGUALI


– I 5 punti per la scuola del Partito Democratico –

La nostra testata ha riportato nelle ultime settimane le anticipazioni dei partiti politici e i programmi per la scuola, stilati dalle coalizioni in caso di vittoria alle urne.

Proponiamo delle semplici schede di lettura con i 5 punti chiave proposte dagli schieramenti in campo.

Il programma del Partito Democratico

I punti essenziali sono questi:

  • Proponiamo l’assunzione di 10 mila ricercatori di TIPO B nei prossimi 5 anni. Una misura che è fondamentale per affrontare i punti di crisi dell’università (divari territoriali e offerta formativa).
  • Negli ultimi 5 anni, stanziati 10 miliardi di euro sull’edilizia scolastica (più sicurezza), per complessivi 11mila interventi. Il PD intende stanziare una cifra analoga per la prossima legislatura.
  • Portare a centomila gli studenti degli ITS (istituti tecnici superiori): nel tempo dell’intelligenza artificiale e della robotica, il futuro dell’Italia parte dalla formazione e dalle competenze.
  • Potenziare l’offerta di tempo pieno nelle scuole elementari, portando in particolare i livelli del Mezzogiorno a quelli medi del Centro-Nord.
  • Liberare la scuola e i dirigenti scolastici da compiti e funzioni non strettamente connessi al “fare scuola”, in modo che possano concentrarsi sulle attività didattiche e formative.

IL PROGRAMMA DEL PARTITO DEMOCRATICO

Elezioni 2018, la guida: i 5 punti per la scuola del M5S

Elezioni 2018, la guida: i 5 punti per la scuola del centro-destra


– I 5 punti per la scuola del M5S –

– Siamo agli sgoccioli della campagna elettorale per le elezioni del 4 marzo, in cui gli italiani saranno chiamati a scegliere il prossimo Governo.

La nostra testata ha riportato nelle ultime settimane le anticipazioni dei partiti politici e i programmi per la scuola, stilati dalle coalizioni in caso di vittoria alle urne.
Proponiamo delle semplici schede di lettura con i 5 punti chiave proposte dagli schieramenti in campo.

Iniziamo con il programma del Movimento 5 Stelle, che fra i vari punti, propone l’abolizione in toto della Buona Scuola e il limite di alunni per classe. Vediamo però nello specifico cosa prevede il programma per la scuola del movimento che punta su Luigi Di Maio Premier:

Alternanza scuola Lavoro

L’alternanza voluta dal governo, benché abbia in qualche caso condotto a limitate esperienze positive, si configura in troppi casi come una disponibilità di manodopera a costo zero per le multinazionali, e come un onere burocratico per le scuole. Gli studenti hanno chiesto a gran voce di essere tutelati, perché in poco tempo la riforma ha già mostrato il suo vero volto, lontana dagli interessi dei ragazzi e dalla loro necessità di apprendimento. L’alternanza scuola–lavoro, così come prevista dalla legge n.107, rischia di svuotare le funzioni principali degli istituti scolastici anche per la bassa qualità dell’offerta formativa proposta, ormai legata ad un finanziamento non adeguato al numero di ore obbligatorie.

Pertanto, il Movimento propone

  • l’eliminazione dell’obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro promuovendo percorsi FORMATIVI più ampi, configurati come un’ Azione di Apprendimento nel Territorio;
  • l’abrogazione delle norme in materia presenti all’interno della Legge n.107, c.d. Buona Scuola;
  • la revisione degli enti formativi dell’istruzione professionale secondaria e degli Istituti tecnici superiori (ITS)

Edilizia scolastica

L’attuale condizione strutturale delle scuole italiane rappresenta uno dei punti più critici del nostro sistema scolastico. Metà delle scuole italiane ha 40 anni. A ciò si aggiunga che solo il 70% delle strutture esaminate è stato progettato per ospitare al suo interno un istituto scolastico​.

Occorre perciò:

  • un piano decennale per la messa a norma e in sicurezza, la riqualificazione e il rinnovamento di tutte le scuole italiane e degli ambienti dell’apprendimento;
  • un piano di ricognizione e monitoraggio costanti dei lavori eseguiti;
  • l’istituzione di un Fondo unico cui si accede tramite piani triennali.

Insegnanti

La scuola italiana, da tempo paga lo scotto dell’attuazione di politiche che hanno condotto ad un continuo sfruttamento del personale:

  • abrogare la chiamata diretta ed eliminare gli ambiti introdotti dalla Legge n.107 del 2015, c.d. “Buona Scuola”;
  • monitorare il percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (FIT), per un’eventuale riduzione da tre a due anni (uno formativo e uno dedicato all’esperienza sul campo) ed eventuali revisioni dei requisiti di accesso;
  • censire i precari ancora presenti nelle varie graduatorie, soprattutto nelle classi di concorso in esubero (diritto, storia dell’arte, musica…), ai fini di attuare un programma di assunzione il più possibile rispondente al fabbisogno delle scuole;
  • incentrare la formazione iniziale dei docenti sugli aspetti didattici e metodologici della professione, sull’utilizzo delle nuove tecnologie e sulle importanti sfide a cui saranno chiamati i cittadini di domani e per cui saranno fondamentali l’educazione civica, ambientale, alimentare e l’educazione alle emozioni, all’affettività, alla parità di genere e alla sessualità consapevole.
  • ripristinare l’inserimento dei docenti idonei ai concorsi nelle graduatorie di merito;
  • Il piano di assunzioni straordinario della L.107 su base nazionale e gestito da un algoritmo fallato e fallace ha creato gravi distorsioni nella distribuzione nazionale dei docenti, creando un esodo forzato di docenti perlopiù dal Sud al Nord, per la maggior parte delle volte ingiustificato. Bisogna prevedere, dopo aver analizzato i dati, un piano per eliminare le suddette distorsioni, in considerazione delle reali necessità delle scuole anche alla luce dei provvedimenti previsti nel presente programma in merito agli organici.

Personale ATA

Il Movimento 5 Stelle propone l’internalizzazione dei servizi ATA, ponendo fine allo sfruttamento dei lavoratori e allo spreco di denaro, inserendo nelle graduatorie provinciali tutti coloro che hanno svolto almeno 3 anni di servizio nel ruolo ATA, e procedendo al relativo scorrimento per la copertura dei circa 12 mila posti previsti, così come previsto dall’attuale procedura di reclutamento del personale ATA.

In tal modo sarà possibile:

  • ripristinare i 2020 posti ATA tagliati in legge di Stabilità 2015;
  • ripristinare le supplenze brevi;
  • sbloccare i posti ATA accantonati, al fine di internalizzare i servizi di pulizia, con una pubblica selezione (scorrimento graduatorie provinciali) che copra i circa 12 mila posti e che tuteli chi per anni ha svolto le mansioni in questi ruoli;
  • prevedere regolari concorsi per l’assunzione dei DSGA, tutelando chi ha maturato l’esperienza in questo ruolo;
  • ampliare l’organico ATA sulla base del fabbisogno delle scuole assicurando almeno un collaboratore scolastico per ciascun piano dell’edificio;
  • prevedere la figura dell’assistente tecnico anche nelle scuole del primo ciclo.

Dirigenti scolastici

Tra le azioni che il M5S ha intenzione di implementare sono da evidenziare:

  • l’assunzione del numero dei dirigenti scolastici necessari eliminando le reggenze;
  • l’ampliamento delle risorse per la gestione degli Istituti scolastici;
  • il maggior supporto per l’accesso ai fondi europei e adeguata attenzione alle aree disagiate;
  • la rimodulazione delle responsabilità relative alla sicurezza;
  • l’estensione dei processi decisionali a strutture intermedie competenti periodicamente elette dal collegio docenti;
  • l’aumento stipendiale di tutto il personale scolastico (Dirigenti, docenti e ATA);

– I 5 punti per la scuola di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia –

– Siamo agli sgoccioli della campagna elettorale per le elezioni del 4 marzo, in cui gli italiani saranno chiamati a scegliere il prossimo Governo.

La nostra testata ha riportato nelle ultime settimane le anticipazioni dei partiti politici e i programmi per la scuola, stilati dalle coalizioni in caso di vittoria alle urne.
Proponiamo delle semplici schede di lettura con i 5 punti chiave proposte dagli schieramenti in campo.

Il programma del Centro-destra: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.

In questa scheda viene riportato il programma della coalizione del Centro-destra, che vede nello stesso schieramento Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.

Trattandosi di un’alleanza, i tre partiti hanno sottoscritto il programma in modo omogeneo, nonostante alcune proposte arrivate da forza politica e non condivisa dall’altra, ad esempio.

I punti essenziali condivisi sono questi:

  • Più libertà di scelta per le famiglie nell’offerta educativa e sanitaria
  • Incentivazione della competizione pubblico-privato a parità di standard
  • Abolizione di anomalie e storture della legge detta “Buona scuola”
  • Piano di edilizia scolastica
  • Centralità del rapporto docente-studente nel processo formativo

Quello che appare comune a tutte le colazioni è la revisione dei punti critici della legge 107 e quindi non la totale abolizione. Fra questi soprattutto l’organico del potenziamento e la chiamata diretta, sistema da rivedere per poter diventare efficace.

Se Forza Italia punta sul rafforzamento della figura del dirigente scolastico, Fratelli d’Italia invece pensa esattamente l’opposto. Il partito di Giorgia Meloni propone invece di poter restituire la titolarità su scuola agli insegnanti e l’abolizione del bonus docenti.

La Lega parla invece di “federalismo scolastico”, ovvero la possibilità cioè che ogni Regione, sull’esempio tedesco, disciplini l’istruzione, ad eccezione dei principi generali per uniformare i livelli essenziali dei saperi nel territorio nazionale e fermo restando pure il principio di autonomia di ogni scuola. Reclutamento e organici, fra le altre cose, per la Lega dovrebbero essere a carico delle Regioni che potranno stabilire dei paletti per evitare trasferimenti sgraditi. Sempre il Carroccio vorrebbe sostituire il comma della legge 107 sui 36 mesi di precariato, superati i quali, in base alla legge, non si può più essere assunti.

Infine, da segnalare la proposta di Forza Italia di rendere obbligatoria l’educazione civica a scuola e rivedere l’alternanza scuola lavoro.

IL PROGRAMMA DEL CENTRODESTRA QUI

 

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Elezioni 2018: la guida (aggiornata al 27/2) ultima modifica: 2018-02-28T03:27:47+00:00 da Gilda Venezia

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