Esami: cambiare ogni anno, però sempre in peggio

di Valerio Vagnoli, Il Corriere fiorentino, 14.6.2019

– Mercoledì la prova di italiano scritto darà il via agli esami di maturità. Si potrà scegliere tra l’analisi di un testo letterario, il tema argomentativo e il tema di attualità. Il resto (seconda prova e orale) non sarà come lo scorso anno: la formula è cambiata.

Certo anche gli esami possono aver bisogno di modifiche in relazione ai cambiamenti della società. Ma est modus in rebus. Tanto meno si dovrebbe cambiare, come stavolta è accaduto, ad anno scolastico avviato, senza neanche dare tempo alle scuole di capire come prepararli. Negli ultimi 12 anni l’esame è stato cambiato 6 volte. Ma quali sono stati i principali cambiamenti del corso degli anni? Quello più importante è il numero delle materie da preparare per l’orale: tutte fino al 1968; solo due, di cui una a scelta del candidato, dal ’69, con l’evidente intenzione di compiacere la contestazione studentesca. Di nuovo tutte le materie per l’orale dal ’97 a oggi, con variazioni legate alle competenze dei commissari. Diverse volte è cambiata la fisionomia della commissione esaminatrice, un tempo composta da docenti tutti esterni, poi (per risparmiare) tutti interni, poi metà e metà. È cambiato ripetutamente il valore del «credito scolastico», cioè del punteggio relativo all’andamento del triennio, così come i punteggi da assegnare al colloquio o alle prove scritte e le modalità di attribuzione del «Bonus»: un gruzzoletto di punti, questo, da assegnare ai meritevoli. Mutate anche le condizioni per essere ammessi all’esame: prima occorreva la sufficienza in tutte le discipline, ora può bastare che sia sufficiente la media. Per rendere più raggiungibile questo traguardo, da quest’anno conterà anche il voto di condotta.

Come si sarà capito, si tende sempre più a facilitare, facilitare, facilitare. Ci si propone di diminuire ulteriormente la percentuale dei non ammessi (intorno al 2%), come quella dei non promossi all’esame, benché posizionata allo zero virgola. E per questo è stata abolita la «terza prova», quella scritta su varie materie preparata dalla commissione, temutissima dagli studenti per la sua vera o presunta difficoltà. Si vuole banalizzare per forza un esame che è prezioso proprio in quanto costituisce una messa alla prova delle proprie capacità. Se un ragazzo si preoccupa (com’è normale), è un dramma. Il compito di far tendere a zero la percentuale dei bocciati è stato ora «delegato» anche all’aumento dei punti legati al curriculum triennale, che passano da 25 a 40 sul totale di 100, che è il massimo (lode a parte). È stato abolito, rispetto alle decisioni della ex ministra Fedeli, anche l’obbligo di aver svolto l’intero monte ore di alternanza scuola-lavoro per essere ammessi all’esame. E rispetto al passato tale monte ore è stato, come chiedevano gli studenti e alcuni sindacati, pressoché dimezzato in tutti gli indirizzi. Via, purtroppo, il tema di carattere storico, ma non è detto che un richiamo alla storia non sia presente nelle altre tracce. Positivo invece il fatto che la seconda prova potrà avere un carattere multidisciplinare, coinvolgendo magari due materie per poter così trattare, anche in maniera trasversale, lo stesso argomento. C’è inoltre la novità del colloquio che inizierà da un argomento svolto durante l’anno ma estratto a sorte dal candidato, e delle griglie per la correzione e valutazione delle prove che non saranno più costruite dalle singole commissioni, ma predisposte a livello nazionale. Finalmente una importante dichiarazione di qualche giorno fa del ministro Bussetti a proposito della serietà degli esami da garantire anche indossando da parte dei candidati, e talvolta potrebbe essere opportuno ricordarlo pure a certi commissari, un abbigliamento consono ad un contesto così importante come l’esame di maturità. E ha fatto bene a ricordare che non si copia e se colti con il cellulare acceso si sarà esclusi dall’esame. Di questo dovranno essere consapevoli le commissioni, tutte, perché capita talvolta che commissari e presidenti si rendano perfino disponibili a fornire soluzioni di problemi e traduzioni ai candidati. Durante il colloquio è previsto che obbligatoriamente venga richiesto al candidato di trattare il tema della «Cittadinanza e Costituzione». Insomma, una occasione per dimostrare che le parole non vanno tradite dai fatti e che almeno durante l’esame di maturità non si insegna, permettendo la copiatura, il «valore» dell’ipocrisia.

 

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Esami: cambiare ogni anno, però sempre in peggio ultima modifica: 2019-06-17T05:02:44+02:00 da Gilda Venezia

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