Galli della Loggia: “Il collasso della scuola inizio’ 50 anni fa”

di di Gaia Curci, La Provincia Pavese, 12.12.2019

– Lo storico domani al collegio Borromeo presenta il saggio “L’aula vuota” che racconta la parabola discendente del sistema dell’istruzione in Italia.

PAVIA. Una visione pessimistica della scuola italiana, è quella che ha lo storico e accademico Ernesto Galli della Loggia, il quale domani alle 18.30 è ospite del collegio Borromeo per presentare il suo saggio “L’aula vuota”.

Il volume racconta la parabola discendente di quello che per anni è stato un sistema d’istruzione invidiabile e che adesso appare in profonda crisi. «Una data simbolica nella quale identificare l’inizio della fine del prestigio della scuola del nostro Paese – esordisce Galli della Loggia – è il 1969, quando ci fu la liberalizzazione degli accessi all’università e si decise che ci si poteva iscrivere a qualsiasi facoltà con qualsiasi tipo di licenza di scuola superiore.

A metà degli anni Sessanta la classe politica si trovava impegnata nella necessità di porre fine alla vecchia scuola classista italiana e di costruire una scuola democratica di massa. Ma il Sessantotto portò all’estremo tale obiettivo, con ripercussioni a mio parere molto negative». Aperte le porte a tutti gli aspiranti studenti, prendendo la strada di un sistema il più inclusivo possibile nella scuola dell’obbligo, la maggiore affluenza di giovani provenienti da situazioni sociali disparate portò la necessità di abbassare i criteri di merito, spiega ancora. «La preparazione iniziale degli studenti in generale calò – prosegue – Perciò si abbassò il criterio di merito, decretando così il successo scolastico della maggioranza».

Eppure questa scolarizzazione di massa non ha dato gli effetti sperati. Oggi, i dati delle prove invalsi collocano gli studenti italiani agli ultimi posti in molte classifiche internazionali, a cominciare dalle verifiche di comprensione del testo o quelle di risoluzione di problemi di matematica. «Inoltre in Italia c’è una forte presenza di studenti con disabilità varie – aggiunge il relatore – Il loro numero è alto e crescente.

E il nostro è l’unico Paese europeo che non ha le classi differenziate. Così gli alunni con disabilità sono messi nelle fasce standard, insieme a chi non ha alcuna problematica. Questo spero abbia effetti positivi sulla loro condizione, però sicuramente rende difficile l’insegnamento per gli altri ragazzi».

Ancora va avanti: «Un problema grave è la perdita di autorità dei professori e il fatto che i genitori siano diventati degli avvocati difensori dei figli. Insomma, così non va. Inoltre vedo un disinteresse totale della politica nei confronti del mondo dell’istruzione. Finché la politica non si riapproprierà del suo ruolo direttivo, poco potrà migliorare davvero».

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Galli della Loggia: “Il collasso della scuola inizio’ 50 anni fa” ultima modifica: 2019-12-13T05:32:42+01:00 da Gilda Venezia
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