Il Governo vuole assumere i docenti con oltre 36 mesi di servizio

di Simone Micocci, Money.it, 26.6.2018 

Riforma della scuola: per gli insegnanti precari con più di 36 mesi di servizio potrebbero ridursi i tempi previsti per l’immissione in ruolo.

Utilizzare il condizionale in questo caso è d’obbligo poiché la proposta di legge di cui vi parleremo di seguito è ancora all’inizio dell’iter legislativo previsto. Nel dettaglio è il nuovo Presidente della Commissione Istruzione del Senato – il leghista Mario Pittoni – ad aver presentato un disegno di legge volto a favorire l’immissione in ruolo di quei precari che superano i 36 mesi di insegnamento.

A tal proposito ricordiamo che presto il MIUR presto bandirà il concorso previsto dalla riforma del reclutamento con il quale sarà previsto un percorso agevolato per quei docenti che hanno raggiunto i 36 mesi di servizio. L’assunzione in ruolo, però, non sarà assicurata (come invece avviene per i docenti abilitati che hanno preso parte alla recente selezione) poiché per ottenere l’immissione bisognerà vincere il concorso.

Pittoni invece vuole che a questi docenti venga data la certezza – o quasi – dell’immissione in ruolo così da risolvere un problema che da anni attanaglia la scuola: il precariato storico.

Ciò comunque non dovrebbe apportare stravolgimenti al nuovo reclutamento previsto dalla Buona Scuola; vediamo quindi in che modo la loro assunzione verrà favorita e qual è il percorso agevolato pensato dal disegno di legge presentato al Senato.

Immissione in ruolo di diritto per i precari storici

Come anticipato, il disegno di legge riconosce per i precari storici, ovvero per gli insegnanti con più di 36 mesi di esperienza nel ruolo, il diritto all’assunzione con contratto a tempo indeterminato.

Naturalmente l’assunzione dovrà essere possibile, poiché per procedere bisognerà che ci sia effettiva disponibilità di posti in organico di diritto; qualora invece non fosse possibile procedere con l’assunzione immediata, a questi insegnanti verrebbe comunque garantita la precedenza assoluta nell’assegnazione degli incarichi di supplenza.

L’immissione in ruolo, però, non riguarderebbe la totalità di posti disponibili nell’organico di diritto, ma solo la quota del 50%; come stabilito dal nuovo reclutamento, infatti, il restante 50% sarà assegnato esclusivamente tramite concorso pubblico.

Cosa cambierebbe quindi in caso di approvazione del disegno di legge in questione? Scopriamolo.

Come funziona l’assunzione agevolata dei precari storici

Per capire quali novità introdurrebbe la nuova legge dobbiamo fare una distinzione tra precari storici iscritti nelle Graduatorie ad Esaurimento e quelli che invece non lo sono.

I precari storici che si trovano nelle GaE, infatti, già hanno maturato il diritto all’ammissione in ruolo, la quale avverrà tramite lo scorrimento della graduatoria.

Quindi qualora le nuove disposizioni dovessero entrare in vigore i cambiamenti riguarderebbero quasi esclusivamente coloro che pur insegnando da anni nelle scuole non sono riusciti ad entrare nelle GaE né tantomeno nelle nuove Graduatorie Regionali aperte ai soli abilitati che hanno preso parte all’ultimo concorso a loro riservato.

Per loro ci sarebbe l’istituzione di nuovi elenchi appositi – una sorta di Graduatorie ad Esaurimento – alle quali si può accedere a prescindere dal possesso dell’abilitazione una volta compiuto il 36° mese di servizio con supplenze annuali.

Inoltre, si legge nel ddl, a questi precari verrà attribuito il diritto all’immissione in ruolo, ma dall’anno successivo a quello della maturazione dei 36 mesi, anche nelle province e nelle regioni differenti da quelle di appartenenza, ma solo a condizione che “siano esaurite tutte le graduatorie a tempo indeterminato e che non ne sia previsto l’aggiornamento per l’anno successivo”.

Precedenza nelle supplenze in caso di mancata assunzione

Potrebbe accadere però che vista la mancanza di disponibilità di posti dell’organico di diritto non sia possibile garantire l’imminente assunzione in ruolo per questi docenti.

In tal caso il disegno di legge in questione prevede una “clausola di salvaguardia” per i precari storici, stabilendo che qualora allo scadere dei 3 anni di servizio questi non possano essere stabilizzati a causa della carenza di posti allora bisognerà riconoscere loro una precedenzanella stipula dei contratti a tempo determinato nell’organico di fatto.

Riassumendo: o assunzione immediata oppure supplenza annuale garantita (con contratto in scadenza il 30 giugno, poiché queste vengono attribuite dall’ufficio scolastico tramite lo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento).

Per quanto riguarda le supplenze temporanee decise dal Dirigente Scolastico (il quale già riconosce una precedenza ai docenti iscritti nella I fascia delle GdI) ci sarebbe un’ulteriore novità: per loro, infatti, la precedenza dovrà avvenire “senza limitazioni di scelta delle scuole”, ovvero per tutti gli istituti presenti nella provincia.

Di conseguenza la nuova legge andrebbe ad eliminare quanto previsto dalla Buona Scuola in tema di supplenze, la quale nel comma 131 stabilisce che dal 1° settembre 2016 i contratti a tempo determinato stipulati dai docenti (ma anche dagli ATA) non possano superare la durata complessiva di 36 mesi, anche non continuativi.

Ribadiamo comunque che l’iter normativo è ancora agli inizi, quindi al momento quanto descritto rientra ancora sul piano delle probabilità. Una cosa è certa però: il Governo Lega-Movimento 5 Stelle è pronto per trovare la soluzione migliore per risolvere una volta per tutte il problema del precariato nel comparto Istruzione.

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Il Governo vuole assumere i docenti con oltre 36 mesi di servizio ultima modifica: 2018-06-27T05:52:12+00:00 da Gilda Venezia

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