Il Ministro Bussetti un ottobre con scarsi risultati

dal blog di Gianfranco Scialpi, 4.11.2018

– Il Ministro Bussetti, gira molto e rilascia lunghe interviste. Un interessante report di V. Pascuzzi documenta l’intensa attività del Ministro. Purtroppo, l’elenco presenta pochi “fatti”.

Il ministro Bussetti e la sua intensa attività (ottobre 2018)

Il Ministro Bussetti si muove molto e parla altrettanto. V. Pascuzzi sul sito di Aetnascuola.it  certifica la suddetta attività svolta nel mese di ottobre e ripresa dalla pagina Fb del Ministro. Molte dichiarazioni, partecipazioni a iniziative, ma poche decisioni con effetti sul sistema scuola. Tra queste la firma del decreto per lo sblocco del concorso per la scuola dell’infanzia e primaria e i 36 milioni di euro per l’edilizia scolastica innovativa e per la sicurezza degli edifici. (19 ottobre). Non è molto!

Il Ministro Bussetti dimentica di pubblicare…

Nella pagina Fb del Ministro Bussetti è assente un post che certifica i limitati  spazi  di manovra del Miur, confermando la mia tesi, che bisogna cercare al Mef il vero titolare di Viale Trastevere. Quanta differenza tra le dichiarazioni, le interviste e la realtà!
Marco Bussetti, praticamente  ha ricevuto un bel no all’assunzione di 27.500 docenti (scuola infanzia e primaria) che aveva chiesto qualche giorno fa. Ha dichiarato M. Pacifico (Anief): “Già 27 mila posti, ancorché negati, erano un numero esiguo, soprattutto dopo che dieci volte tanto era stato promesso di chi oggi ci governa. Ora bisogna essere seri o tacere. Perché si tratta di un passaggio imprescindibile per sconfiggere la precarietà e migliorare il servizio formativo che si offre nelle nostre scuole: di promesse non mantenute la scuola non ha proprio bisogno. Servono i fatti, azzerando i numeri che fanno ormai paura, visto che la prossima estate si potrebbe superare la quota record di 200 mila posti vacanti e disponibili solo tra il corpo insegnante“

Pessimi segnali per l’abolizione delle classi pollaio

La prospettiva è nera! In particolare per l’abolizione delle classi pollaio. L’indecente soluzione organizzazione, voluta dal duo Gelmini/Tremonti (2009) può essere superata solo aumentando le classi e quindi i docenti da utilizzare. Non a caso l’art 1 della proposta di legge (5 luglio 2018) che intende abolire le classi pollaio, prevede un impegno finanziario progressivo. Si legge, infatti: serviranno “338.500.000 euro per l’anno 2019,  1.180.000.000 di euro per l’anno 2020 e  1.715.100.000 euro per l’anno 2021″ .
Questa è la situazione. Sempre su “Aetnascuola.it”  è presente un articolo. Si legge:” Nella scuola di oggi non c’è pedagogia” dice Lorenzo Barbagli. Cosa c’è allora? burocrazia, confusione, conflitti, povertà, degrado, disagio, dispersione, smarrimento, maleducazione, rancore, sciatteria, aggressività, falsità, noia e rabbia, gerarchia, autoritarismo, opportunismo, servilismo”. Un contributo significativo all’espulsione della pedagogia dal sistema scolastico è dato sicuramente dalle classi pollaio. Difficile coniugare lo slogan “Governo del cambiamento” con la presenza di questo virus organizzativo che sta depotenziando la qualità del sistema formativo.

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Il Ministro Bussetti un ottobre con scarsi risultati ultima modifica: 2018-11-04T21:08:15+00:00 da Gilda Venezia

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