Il ritorno alla normalità, l’analisi e le proposte di Condorcet

Condorcet – Ripensare la scuola, 5.4.2020

– Proposte per la fine dell’anno scolastico 2019-20 e per l’avvio del 2020-21

(non però sugli esami di Stato) –

Introduzione

La situazione eccezionale di quest’anno scolastico impone provvedimenti che ne modificano la conclusione, in coerenza con quanto prefigurato dal Decreto Legge che il governo sta approvando in queste ore, decreto che concede ampi poteri al Ministero dell’Istruzione per modificare alcune norme sugli scrutini finali e gli esami di Stato conclusivi dei cicli. Queste modifiche verranno attuate con una o più Ordinanze nelle prossime settimane. Riteniamo utile contribuire a definire alcuni dettagli di queste norme. Questo documento avanza alcune proposte.

Una premessa importante è che la didattica a distanza (DAD) deve essere sostenuta, rafforzata e diffusa il più possibile; i primi dati ci dicono che in questo primo periodo non ha raggiunto circa il 20% degli studenti, crediamo quindi sia fondamentale fare ogni sforzo per alzare questa percentuale nelle prossime settimane. Bene quindi gli investimenti per consentire agli studenti che non hanno dispositivi adeguati di averne in comodato d’uso dalle proprie scuole; e bene anche la previsione del decreto di rendere la DAD obbligatoria per tutti i docenti: sarà così possibile mobilitare risorse per il momento inattive.

Proposte

Il cuore di queste proposte è un modo diverso di pensare la scansione del prossimo anno scolastico, in modo da poter garantire una ripresa e un recupero delle attività didattiche graduale, che permetta a tutti di consolidare quanto fatto in questi mesi, e a chi ne ha bisogno di recuperare.

Il nuovo anno scolastico non deve iniziare a settembre, ma a ottobre. Il mese di settembre (e forse anche qualcosa di più) deve essere utilizzato per riprendere, per tutti gli studenti, una parte degli argomenti dell’anno precedente trattati con la DAD, prevedendo anche una loro valutazione: questo permette di non disperdere quanto fatto, consolidandolo nel contesto del lavoro in classe, e di individuare più correttamente le situazioni di fragilità e le insufficienze.

La cosa più importante in questo momento è evitare la fretta: utilizzando bene il tempo da settembre-ottobre si possono ricucire gli strappi causati dall’interruzione e riprendere poi l’attività ordinaria.

Sulla base di questa idea fondamentale, si può pensare a un percorso secondo le tappe esposte qui di seguito.

1) A giugno tutti gli studenti, di ogni ordine e grado, vengono ammessi alla classe successiva o all’esame di Stato, però con le riserve del punto 2 per la secondaria di secondo grado (recupero dei debiti). Non è possibile bocciare né sospendere il giudizio, in queste condizioni: per ragioni didattiche, perché il lavoro in DAD è stato difficoltoso e frammentario, e non raggiunge tutti; per ragioni di ordinamento, perché la DAD non è prevista e questo espone a ricorsi.

A giugno, in sede di scrutinio, gli studenti andrebbero valutati tenendo conto di: risultati ottenuti fino all’interruzione delle attività didattiche; attività svolte in DAD, che vanno valutate costantemente, benché sempre con spirito formativo e tenendo conto anche di altri fattori oltre ai “risultati” in senso stretto, cioè impegno, partecipazione, rispetto delle consegne ecc. Quindi alla conclusione dello scrutinio i voti attribuiti devono tenere conto di questi fattori.

2) A questo punto il quadro si differenzia a seconda dei gradi di scuola.

Per la primaria e per la secondaria di primo grado, basta quanto detto al punto 1. L’importante è che all’inizio dell’anno successivo si riprendano le attività svolte in DAD (cfr. sotto, punto 3, lettera a) e si attivino azioni di supporto per i ragazzi più fragili. Per la terza media, il voto porta all’ammissione all’esame.

Per la secondaria di secondo grado, invece, bisogna registrare le insufficienze, che vanno affrontate all’inizio dell’anno successivo.

Una prima possibilità è che gli insufficienti vengano segnalati con un “sei con debito”, da recuperare nel corso dell’anno scolastico successivo. Questo sistema è simile a quello che era in vigore fino al 2007; ovviamente quello attuale, con la sospensione del giudizio a giugno e il recupero a luglio o settembre, è preferibile e deve restare la norma, ma la situazione di emergenza impone una soluzione eccezionale.

C’è anche una seconda possibilità, sempre per la secondaria di secondo grado. Tenendo conto che i voti attribuiti a giugno rischiano di essere meno attendibili, date le difficoltà della DAD, e perché alcuni studenti non sono stati raggiunti, si può ipotizzare un doppio passaggio: a giugno vengono proposti dei voti sulla base degli elementi già citati, individuando gli insufficienti con il debito; più tardi, a ottobre, dopo le attività esposte al punto 3, questi voti devono essere confermati o modificati, in particolare per chi ha superato le prove di recupero del debito o per chi non è stato raggiunto dalla DAD; sempre a ottobre vengono attribuiti i crediti scolastici per tutti.

Ovviamente, in entrambi i casi la situazione degli studenti di quinta verrebbe definita a giugno, con l’ammissione all’esame di Stato e l’attribuzione dei crediti scolastici.

3) Le attività didattiche riprendono il primo settembre, nel senso che il primo settembre si entra in aula e si inizia a fare lezione; tutte le attività collegiali preparatorie si fanno a fine agosto. Sarà possibile così avere tutto intero il mese di settembre. Durante questo periodo non inizia il nuovo anno scolastico, ma si riprende l’anno precedente, penalizzato dall’emergenza. Il nuovo anno scolastico potrebbe iniziare il primo ottobre, o anche il 15 ottobre (scelta da valutare). Si dispone così di un mese o un mese e mezzo da utilizzare come segue: a) ripresa per tutti gli studenti delle cose più importanti fatte in DAD, per ripassarle e consolidarle, e per fare una verifica su questi argomenti in condizioni normali; b) per la secondaria di secondo grado: attività di recupero, oltre al lavoro in classe, per gli studenti “con debito” e per quelli che non sono stati raggiunti dalla DAD; alla fine di questo periodo, esami di recupero del debito e conclusione dello scrutinio, con conferma o modifica dei voti proposti a giugno, e attribuzione del credito scolastico.

4) Dal primo ottobre o dal 15 ottobre (è preferibile questa seconda opzione) inizia il nuovo anno scolastico.

Due elementi di supporto a questo quadro:

per tutti gli studenti del primo ciclo (infanzia, primaria, secondaria di primo grado) si possono organizzare attività didattiche estive (se l’emergenza epidemiologica è passata), da svolgere nelle scuole e nei centri estivi dei Comuni, in collaborazione; le famiglie potrebbero iscrivervi gli alunni su base volontaria;

per la secondaria di secondo grado, per favorire lo slittamento dell’inizio del nuovo anno scolastico a ottobre, si potrebbero prolungare fino a ottobre le attuali supplenze fino a giugno o agosto.

5 aprile 2020

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Il ritorno alla normalità, l’analisi e le proposte di Condorcet ultima modifica: 2020-04-15T05:20:23+02:00 da Gilda Venezia
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