Insegnamento, un lavoro a rischio? Per la Francia sì

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di Giulia Boffa  Orizzonte Scuola,   12.10.2015.  

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Sono sempre di più gli insegnanti francesi che si assicurano contro il rischio di aggressioni da parte degli studenti e dei genitori, sintomo di una pericolosa trasformazione delle scuole,che stanno diventando ambienti a rischio in cui l’autorità, o meglio l’autorevolezza, dei docenti in pratica non esiste più.

La polizza contro i rischi di aggressioni e violenze nell’ambiente scolastico è stata proposta dalla mutua degli insegnanti transalpini, il gruppo Maif, e copre le cure mediche, indennizza con una somma di denaro per i giorni in cui non è stato possibile lavorare, fornisce assistenza psicologica contro i traumi subiti e tutela legale contro denunce. Sono tantissimi i docenti che si sono assicurati, il 55% di tutto il corpo docente attivo, incoraggiati anche dal prezzo contenuto della polizza, circa 40 euro, ma sono poche le aggressioni non gravi denunciate, soprattutto perchè i docenti non se la sentono di sporcare la fedina penale dei ragazzi, spesso minorenni.

In Italia non esiste nessun tipo di assicurazione del genere, eppure le scuole non sono più sicure, almeno non vengono percepite come tali: le aggressioni e intimidazioni verbali e fisiche tra studenti e le aggressioni agli insegnanti sono tra le cause principali del disturbo alle lezioni, disturbo di cui si lamenta il 70% degli insegnanti.

Ma in Italia gli insegnanti non sono neanche assicurati per gli infortuni sul lavoro dall’INAIL, perché non considerata categoria a rischio: uniche eccezioni sono gli ITP per l’uso dei laboratori e i docenti di Educazione Fisica per gli infortuni in palestra.

Eppure anche da noi in Italia i casi di violenza non sono rari: in un rapporto stilato due anni fa dall’Ocse, il 70% dei docenti intervistati si lamentava della cattiva condotta degli alunni.

Tra le cause di disturbo alle lezioni, venivano citate in primis dal 30% dei docenti le intimidazioni o le aggressioni verbali verso altri studenti.

Insegnamento, un lavoro a rischio? Per la Francia sì ultima modifica: 2015-10-13T04:52:20+00:00 da Gilda Venezia

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