La madre arriva con mezzora di ritardo a prendere il figlio: rimproverata, sputa alla maestra

di Alessandro Giuliani, La Tecnica della scuola, 3.11.2018

Non era la prima volta

Il fatto, descritto dal quotidiano ‘La Prealpina’: “Non è la prima volta che accadeva che arrivasse in ritardo, adesso intendo sporgere denuncia”, ha detto la maestra.

“Non era neppure un alunno della mia classe, ma in quel momento stavo cercando d’aiutare una collega supplente che non poteva più trattenersi a scuola perché doveva prendere il treno per tornare a casa”, ha spiegato ancora la maestra.

La donna non rispondeva al telefono…

La docente spiega anche che la linea di ribadire il rispetto dell’orario di uscita da scuola era stata presa “dopo esserci confrontate con la dirigenza scolastica: abbiamo ritenuto di dover affrontare la situazione”.

Dopo alcuni tentativi a vuota di contattare la madre dell’alunno, che non rispondeva al telefono, alla maestra non è rimasto che attendere.

All’arrivo della donna, però, è scattato l’avvertimento che, alla prossima occasione, sarebbe stato necessario rivolgersi alla Polizia locale. Da qui la reazione della mamma con insulti e sputi, davanti ad altri alunni.

La maestra non era nemmeno obbligata a rimanere con l’alunno

La maestra, tra l’altro, non era nemmeno obbligata a rimanere sino all’arrivo di un familiare dell’alunno. In base al contratto collettivo di lavoro, il docente dell’ultima ora di lezione ha l’obbligo di accompagnare gli studenti all’uscita della scuola, controllando, soprattutto in caso di studenti di scuola primaria, se all’uscita ci sono i genitori dei propri studenti per la consegna.

Ma qualora il genitore non fosse presente all’uscita della scuola, il docente non ha l’obbligo di servizio di attendere l’arrivo del genitore, ma ha solo  di segnalare al dirigente scolastico o al vicario, la notizia della mancata presenza del genitore, consegnando lo studente alla vigilanza dei collaboratori scolastici oppure al capo d’istituto.

Potrebbe scattare l’accusa di reato aggravato

La madre dell’alunno, ora, dovrà spiegare ai carabinieri i motivi del ritardo e, soprattutto, la reazione indegna contro la docente. La quale, ricordiamo, ricopre il ruolo di pubblico ufficiale.

Esercitare violenza contro un insegnante equivale ad un reato aggravato: il docente, infatti, nel corso dell’esercizio della sua funzione è considerato dalla legge un pubblico ufficiale e non può essere offeso nell’onore. Una condizione affermata anche nel 2014 dalla Corte di Cassazione.

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La madre arriva con mezzora di ritardo a prendere il figlio: rimproverata, sputa alla maestra ultima modifica: 2018-11-03T22:21:21+00:00 da Gilda Venezia

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