La scuola ai tempi del Covid (4): PTOF e . . .

Gilda Venezia

dalla Gilda degli Insegnanti della Provincia di Venezia, 23.9.2020.

PTOF, piano delle attività, orario di lavoro, formazione  e organici nell’era del covid e della DDI.

Gilda Venezia

I tanti provvedimenti che si sono susseguiti con l’emergenza COVID e i tanti che verranno emanati ad integrazione dei precedenti stanno modificando di fatto le regole che sono alla base del normale funzionamento dell’attività didattica e alcune norme stabilite contrattualmente.

BISOGNA FARE ATTENZIONE ALLA FONTE NORMATIVA DI TALI PROVVEDIMENTI. Se si tratta di Legge, Decreto Legge, Decreto Legislativo, Regolamenti del Consiglio dei Ministri, PCDM, sicuramente dobbiamo subirne gli effetti. In caso di Ordinanze Ministeriali, di note, linee guida, circolari non sostenute da norme primarie è sempre da verificare se si tratta di applicazioni dirette di esse  e non semplici interpretazioni delle stesse. In questo caso si può impugnare il provvedimento.

In caso di periodo emergenziale sanitaria fanno testo i DPCM e i dispositivi stabiliti dal CTS (Comitato Tecnico Scientifico). L’esperienza insegna che i protocolli definiti per la scuola da parte del CTS sono spesso modificabili e conseguenti alla situazione di contesto in cui si collocano. I principi fondamentali di precauzione per evitare l’espansione della pandemia sono di fatto molto limitati:

  • il distanziamento delle persone nelle aule di norma a 1 metro tra un soggetto ad un altro (rime buccali- sic!!) calcolando la distanza tra bocca e bocca, due metri nei confronti della cattedra, se esiste. Da notare che il CTS, su pressioni del MI, ha concesso la deroga alle distanze in casi di oggettiva impossibilità di garantire il corretto distanziamento con la soluzione dell’uso continuativo delle mascherine;
  • il divieto di entrare a scuola con febbre superiore a 37,5 gradi, che dovrebbe essere verificata a casa dai genitori e degli stessi lavoratori;
  • la reiterazione di interventi di sanificazione individuale (lavaggio delle mani), delle aule e delle suppellettili e materiali di uso comune;
  • l’introduzione di regolamenti specifici di Istituto per l’uso degli spazi comuni (aule magne, aula docenti, uffici di segreteria, mense, ecc.).
  • la differenziazione degli orari di entrata e uscita degli allievi per evitare assembramenti.

Tralasciamo qui di elencare tutte le tante prescrizioni comunicate dal CTS, dal Gruppo di Lavoro IIS, Ministero della Salute, INAIL, ecc. e  dal Protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico (6 agosto 2020) sottoscritto dalle OO.SS. ma NON DALLA GILDA che lo ha considerato inadeguato e strumento di intervento limitativo della libertà professionale di insegnamento.

Più incisivo e preoccupante è sicuramente il documento definito come “Piano Scuola 2020-21 – Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione ” pubblicato in data 26/6/2020 e riproposto, spesso in maniera peggiorativa dalle alcune Regioni e  Uffici Scolastici Regionali.

Esso si basa sul paradigma dell’autonomia scolastica, demando di fatti alle singole scuole decisioni su modalità e contenuti del lavoro dei docenti e della didattica che dovevano, a nostro avviso, essere coerenti e omogenee sul territorio nazionale. Si parla infatti di ulteriori elementi di flessibilità derivanti dallo strumento dell’Autonomia, sulla base degli spazi a disposizione e delle esigenze delle famiglie e del territorio. Il documento del MI menziona tra gli strumenti di flessibilità della didattica: “la riconfigurazione del gruppo classe in più gruppi di apprendimento, l’articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso, una frequenza scolastica in turni differenziati, anche variando l’applicazione delle soluzioni in relazione alle fasce di età degli alunni e degli studenti nei diversi gradi scolastici, per le scuole secondarie di II grado, una fruizione per gli studenti, opportunamente pianificata, di attività didattica in presenza e, in via complementare, didattica digitale integrata, ove le condizioni di contesto la rendano opzione preferibile ovvero le opportunità tecnologiche, l’età e le competenze degli studenti lo consentano, l’aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari, ove non già previsto dalle recenti innovazioni ordina mentali, una diversa modulazione settimanale del tempo scuola, su delibera degli Organi collegiali competenti. Il tutto garantendo a ciascun alunno, la medesima offerta formativa, ferma restando l’opportunità di adottare soluzioni organizzative differenti, per realizzare attività educative o formative parallele o alternative alla didattica tradizionale”.

LE REGOLE

In un contesto così complesso e in continua trasformazione ci limitiamo a dare alcune indicazioni utili per evitare che un anno scolastico difficile possa diventare terribile per il nostro lavoro.

  • 1 REGOLA: PTOF, PIANO DELLE ATTIVITA’ devono sempre essere votati dal Collegio dei Docenti e non possono essere la trasposizione delle “Linee guida” del MI o delle Regioni che non hanno natura imperativa.
  • 2 REGOLA: NON E’ POSSIBILE, MEDIANTE LA DIMINUZIONE DELL’UNITA’ ORARIA DI LEZIONE AUMENTARE L’ORARIO DI LAVORO DEI DOCENTI SENZA UNA DELIBERA DEL COLLEGIO DEI DOCENTI. Le Linee Guida fanno riferimento alla possibilità (possibilità!!) di ridurre l’ora di lezione in unità di apprendimento di 45-50 minuti. Ma resta ancora valido il disposto del comma 8 del CCNL 2007 che così recita: Per quanto attiene la riduzione dell’ora di lezione per cause di forza maggiore determinate da motivi estranei alla didattica, la materia resta regolata dalle circolari ministeriali n. 243 del 22.9.1979 e n. 192 del 3.7.1980 nonché dalle ulteriori circolari in materia che le hanno confermate. La relativa delibera è assunta dal consiglio di circolo o d’istituto.
    In concreto il COVID 19 è sicuramente una causa di forza maggiore determinata da motivi estranei alla didattica. Se il Consiglio di Istituto vota la riduzione, ma il Collegio vota invece per il mantenimento dei 60 minuti per ora di lezione NON SI E’ OBBLIGATI AL RECUPERO DEI MINUTI NON EROGATI E PREVALE LA DELIBERA DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO.
    Se sventuratamente il Collegio dei Docenti vota per la riduzione si dovrebbe provvedere al recupero delle unità orarie (calcolate in minuti) non fatte, ricordiamo che i recuperi devo o essere fatti  prioritariamente in favore dei medesimi alunni nell’ambito delle attività didattiche programmate dalla scuola tramite una delibera assunta dal CdC. Dunque, le ore vanno restituite agli studenti a cui sono state sottratte. State attenti: così rischiate di fare almeno 5 unità di lezione in più alla settimana senza alcun riconoscimento economico aggiuntivo (scuola secondaria..nella primaria e nell’infanzia molto peggio).
  • 3 REGOLA: la formazione in periodo COVID ha le stesse caratteristiche e limiti stabiliti contrattualmente. Le attività di formazione devono essere deliberate dal Collegio dei Docenti, se non sono imposte da una norma di legge o contrattuale, e devono rientrare nell’orario di lavoro (25- 24-18 ore più le 40 ore per le attività del Collegio dei Docenti e le sue articolazioni e le 40 ore per i consigli di classe). Il Collegio può votare anche forme di formazione a distanza che però devono avere le stesse caratteristiche in termini di oneri temporali.
  • 4 REGOLA: è probabile che le riunioni degli Organi Collegiali (Consiglio di Istituto, Collegio dei Docenti, Consigli di Classe, ecc.) possano ancora per diverso tempo essere organizzate con modalità a distanza. Come abbiamo accennato in precedenza è opportuno formalizzare per ogni organo un regolamento per il funzionamento delle riunioni a distanza dalle quali discendono delibere di primaria importanza.  Le regole fondamentali di funzionamento rimangono le stesse, così come previsto dal D.Lgs. 294/94 (Testo Unico).
  • 5 REGOLA: per evitare problemi con la dirigenza, e soprattutto con i dirigenti ottusamente burocrati, dovete sempre tenere prova del lavoro effettuato in classe o a distanza nel registro elettronico specificando tempi e modalità di utilizzo della piattaforma.
  • 6 REGOLA: in caso di DAD o DDI LE ORE DI LEZIONE NON POSSONO ESSERE UGUALI A QUELLE IN LA MOLE DI LAVORO E DI STRESS CORRELATO PER LA TENUTA DI UNA GIORNATA DI LEZIONE CON MODALITA’ DIVERSE DALLA PRESENZA NON POSSONO ESSERE OGGETTO DI QUANTIFICAZIONE ARITMETICA DEI TEMPI. Evitare quindi di votare in  collegio l’equiparazione delle lezioni fatte a distanza con quelle fatte in presenza.
  • STIAMO ASPETTANDO UNO SPECIFICO CCNI (Contratto Integrativo Nazionale) che stabilisca chiaramente le modalità di organizzazione della DAD e della DID, laddove nella DDI esistono quantità orarie di lezione svolte a distanza. Servono altresì regole certe riguardo alla privacy nello svolgimento delle lezioni e delle comunicazioni a disgtanza.

IL PIANO DELLE ATTIVITÀ: VIAGGI DI ISTRUZIONE, GITE, USCITE, ECC.

Queste sono di norma parte integrante del PTOF e sono deliberate dai singoli Consigli di classe; non dovrebbero esserepreviste nel Piano delle Attività, se non identificando in linea generale i periodi scolastici all’interno dei qualicollocarle più utilmente. Nel periodo COVID riteniamo che esse rimangano impossibili da organizzare o del tutto residuali.

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La scuola ai tempi del Covid (4): PTOF e . . . ultima modifica: 2020-09-23T06:14:51+02:00 da Gilda Venezia
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