L’arte di arrangiarsi dei presidi. Ora i prof si trovano sul giornale

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di Gianna Fregonara, Il Corriere della sera, 12.3.2017

– Presentati i pareri sulle prime deleghe: dopo le proteste dei genitori il Parlamento accoglie le loro richieste e corregge il testo del decreto presentato dal Miur due mesi fa.Ancora non si è pensato ad un’App per aiutare i presidi, ma sicuramente sarebbe utile. Un mese fa Maria Teresa Furci, la dirigente dell’Istituto comprensivo di via Racconigi a Torino, si è messa su Facebook per cercare un insegnante di sostegno. Aveva già controllato le graduatorie a esaurimento e di istituto, aveva chiesto agli altri presidi delle scuole vicine e alla fine non trovando neppure una maestra disponibile aveva provato con un post. Ma non è stata l’unica. Un suo collega di Sacile, in Friuli, Alessandro Basso, era sul punto di arrendersi quando una sua collaboratrice andando in ufficio ha letto un annuncio sulla free press locale di un neo laureato che si offriva per lezioni di chimica. Con una telefonata e un colloquio l’ex studente è diventato prof.

L’arte di arrangiarsi.
A Cordenons, poco lontano, un’altra dirigente ha seguito la collega di Torino e ha cercato su Facebook. E per un po’ è persino tornata ad insegnare lei per non lasciare la classe per troppo tempo senza insegnante. Vita da preside che deve arrangiarsi: da anni sono finiti in molte province specialmente al Nord gi insegnanti di materie scientifiche e di italiano. La mega stabilizzazione della riforma Renzi per ora si è risolta in una giostra di insegnanti da Sud a Nord e poi da Nord a Sud, lasciando troppi prof con poco lavoro in alcune aree del Paese e in alcune discipline e cattedre vuote in altre. Nonostante due terzi dei candidati all’ultimo concorso siano stati bocciati, sono in buona parte tornati in cattedra come supplenti. Chi ha potuto ha messo al lavoro a far supplenze tirocinanti o professionisti – per le materie tecniche – reclutati anche attraverso gli ordini professionali.

Facebook o concorso?
E’ ben più di un campanello d’allarme. E se la soluzione non la trovano gli esperti e il ministero, finirà che i concorsi e i tirocinii varranno meno di un post su Facebook o della pagina dei piccoli annunci.

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L’arte di arrangiarsi dei presidi. Ora i prof si trovano sul giornale ultima modifica: 2017-03-12T18:15:51+01:00 da Gilda Venezia
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