“Le scuole paritarie fanno risparmiare 6 miliardi allo Stato”

di  Vincenzo Pascuzzi,  qui non si banna! / Dossier: Scuole private, paritarie …/ Vaticanerie, 4.2.2019

– Mini Dossier –

Il Senatore Mario Pittoni, responsabile scuola della Lega e Presidente della Commissione Cultura ed Istruzione del Senato, rispolvera lo slogan dei 6 miliardi risparmiati dallo Stato grazie alle paritarie.
Però questo risparmio miliardario viene rivendicato dalle scuole paritarie e ciò si può paragonare al classico ramo segato da chi ci siede sopra.
Inoltre è del tutto assurdo e irrealistico ipotizzare o temere la chiusura generalizzata o la serrata delle paritarie.
In più bisognerebbe dimostrare che i 6 miliardi indicati (calcolati grossolanamente da Agesc nel 2007) sono davvero 6 miliardi e non cifra minore; perché proprio così fece notare Andrea Gavosto (FGA).

Scuole paritarie, lo Stato “costretto” a risparmiare 6 miliardi
di Vincenzo Pascuzzi – 10/02/2019
Ancora una volta il “gruppo di pressione pro-paritarie” rispolvera lo slogan propagandistico “lo Stato risparmia sei miliardi di euro all’anno, per merito delle scuole paritarie”, coniato più di dieci anni fa!
Infatti fu l’Agesc nel 2007 a quantificare in un suo dossier la somma di 6 mld; più precisamente 5.878 mln, calcolata su dati Miur del 2006; aumentata poi a 6.334 mln, nel 2009, quando gli studenti delle paritarie raggiunsero il 12% del totale, grazie ai guasti e ai tagli della riforma Gelmini-Tremonti.
È dai dati del dossier Agesc 2007, poi aggiornati nel 2012, che scaturisce e poi si appoggerà l’idea dell’escamotage del “Costo standard”.
Già dal 2007 e poi anche in seguito allo slogan del risparmio dei 6 mld sono state rivolte osservazioni e critiche che conviene richiamare e riassumere brevemente.
La prima osservazione è che mai lo Stato ha stipulato o formalizzato nessun accordo o patto, né con l’Agesc, né con le scuole paritarie, né con lo Stato Vaticano. Perciò la pretesa di un ristorno pari al risparmio imposto è infondata, contraddittoria, ai confini dell’assurdo e del ridicolo, né ha potuto avere seguito finora.
Ancora, conviene precisare che non sono le scuole paritarie a far risparmiare, o meglio a causare una indiretta riduzione di spesa, ma sono invece le famiglie che scelgono liberamente le scuole private, rinunciando alle statali; e le famiglie lo fanno per loro propri motivi, tra i quali anche l’ambiente elitario, le valutazioni più favorevoli e le promozioni senza rischi; caratteristiche privilegiate che potrebbero venir meno con la parità economica, cioè con finanziamenti statali pari alle rette di frequenza.
Riguardo all’ammontare del risparmio, va considerata l’osservazione di Andrea Gavosto (FGA) in ordine a “quanto costerebbe allo Stato inserire un allievo in più nelle proprie strutture: questo è quello che andrebbe riconosciuto alle scuole paritarie. Infatti, non avrebbe senso rimborsare alle scuole paritarie le componenti di costi fissi di sistema che lo Stato già sostiene”. Così Gavosto ridimensiona anche l’affermazione che, scegliendo liberamente le paritarie, “le famiglie sostengono il doppio costo”.
Altra contraddizione del “gruppo di pressione pro-paritarie” consiste nel fatto che mentre vanta le virtù e l’efficienza delle paritarie, rispetto ai vizi e all’inefficienza delle statali, contemporaneamente lamenta le proprie difficoltà economiche causate dallo Stato (?!), l’imminente collasso, addirittura l’ecatombe!
Per concludere, può essere utile al dibattito riportare la seguente citazione da un articolo relativamente recente (2016): “Il dato incontrovertibile, confermato anche da uno studio OCSE, è che la scuola statale italiana ha performance migliori della non-statale sul piano dell’apprendimento” e perciò “non si vede il motivo di finanziare con fondi statali un servizio parallelo ad uno già erogato dallo Stato stesso, per giunta di qualità più bassa”.
——-
«Paritarie, il ministro sbaglia i conti»
La replica della Fondazione Agnelli all’allarme lanciato dalla Giannini. «La chiusura delle scuole private in crisi costerebbe allo Stato molto meno di 6 miliardi»
di Redazione Scuola – Corriere della Sera – 27 giugno 2014
Sei miliardi. Tanto costerebbe allo Stato la chiusura delle scuole paritarie in crisi secondo Stefania Giannini. «Se domani mattina – ha detto il ministro dell’Istruzione intervenendo mercoledì al convegno di Treellle sulle scuole paritarie – tutte insieme le scuole paritarie spegnessero le luci, cosa che non deve succedere, avremo un grande problema: dovremmo mettere sul piatto 6 miliardi di euro». Alla cifra di 6 miliardi di euro si arriva così: gli studenti delle scuole paritarie in Italia sono poco più di un milione, il costo medio annuo per studente è di circa 6 mila euro. Una semplice moltiplicazione ed ecco quanto costerebbe allo Stato riassorbire gli allievi del sistema delle scuole paritarie, nel caso che queste dovessero scomparire. Tutto giusto? Niente affatto, fa notare la Fondazione Agnelli. Fatto salvo il principio della libertà di scelta educativa e dunque il ruolo della scuola paritaria privata come seconda gamba del sistema nazionale di istruzione, gli esperti della Fondazione fanno notare che a questo calcolo economico si possono e si devono muovere almeno due obiezioni.
«Sbagliato includere nel conto anche le scuole dell’infanzia comunali già a carico della Repubblica»
La prima è che all’interno del milione che frequentano le scuole paritarie sono inclusi anche circa 200 mila bambini delle scuole dell’infanzia comunali, sostenute quindi dalle amministrazioni locali: formalmente non sono costi a carico del Ministero, ma a carico della Repubblica certamente sì. Solo questo ridurrebbe la cifra a 4,8 miliardi. Ma c’è una seconda obiezione, più sostanziale, che mette in dubbio lo stesso metodo di calcolo. Per la stima della spesa complessiva non è corretto utilizzare come fattore il costo «medio» per allievo: bisognerebbe utilizzare invece quello che gli economisti chiamano «costo marginale». «Se anche “per assurdo” tutte le scuole paritarie chiudessero e lo Stato dovesse riassorbirne gli allievi – spiega Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli – il costo aggiuntivo che lo Stato dovrebbe affrontare sarebbe molto modesto. Infatti, nel complesso della scuola primaria e secondaria italiana il rapporto fra insegnanti e studenti resta uno dei più bassi a livello internazionale (22 allievi contro i 24 della media Ocse). Per accomodare i circa 400 mila studenti di scuola primaria e secondaria in più provenienti dalle paritarie non sarebbe necessario un significativo incremento di aule e insegnanti; basterebbe aumentare di poco più di un’unità la composizione media di ciascuna classe, con qualche variazione territoriale».
«Per accomodare i circa 400 mila studenti in più delle primarie e delle secondarie basterebbe aggiungere una sedia e un banco per classe»
«Per chiarire il concetto – conclude Andrea Gavosto – se ho degli invitati a cena e ne arriva uno inatteso, quasi mai è necessario comprare un nuovo tavolo. Spesso basta aggiungere una sedia. E così si dovrebbe ragionare anche per i costi per lo Stato della scuola paritaria. Sono convinto che le stime risulterebbero allora sensibilmente più basse. E da quelle si dovrebbe partire per fare davvero un ragionamento non ideologico sulla scuola paritaria e sul suo ruolo in Italia». Altro discorso, invece, è quello della scuola dell’infanzia, dove l’offerta dello Stato e degli enti locali è insufficiente, soprattutto nelle regioni meridionali, e che quindi – osserva Gavosto – andrebbe rafforzata. «A questo proposito – osserva il direttore della Fondazione Agnelli – va notato però che il 70% delle scuole paritarie dell’infanzia (che accolgono circa 400 mila bambini, ndr) è al Nord e quindi non aiuterebbe a soddisfare il bisogno dove esso è più forte».

Perché non finanziare le scuole paritarie con fondi statali
di Adriano Titta – 20 settembre 2016

<<Cara Bianca Laura Granato, ci vuole coraggio a presentarsi come difensori della scuola statale quando si vuol toglierle 6 miliardi caricandola degli studenti delle non statali. E rispettare gli impegni con i docenti precari della scuola pubblica (statale o non statale) è un dovere di chi si assume la responsabilità di governare.>>
.
.
.
.
.

.
.
.
.
.

.
.
.
.
.

.
.
.
.
.

.
.
.
.
.

.
.
.
.
.

.
.
.
.
.
“Le scuole paritarie fanno risparmiare 6 miliardi allo Stato” ultima modifica: 2020-02-05T05:33:53+01:00 da Gilda Venezia
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl