Mobilità 2018/2019, ecco come funziona l’esito della titolarità

di Lucio Ficara, La Tecnica della scuola, 9.3.2018

– Molti docenti chiedono di conoscere come funzionerà l’esito della mobilità 2018/2019 riguardo la titolarità degli aspiranti al trasferimento territoriale e al passaggio.

PROCEDIMENTO DEI TRASFERIMENTI E DEI PASSAGGI DI RUOLO E DI CATTEDRA

La parte del CCNI sulla mobilità 2018/2019 che riguarda il funzionamento degli esiti delle titolarità di chi verrà soddisfatto nelle proprie richieste, è quella scritta nell’art.6 del contratto dell’11 aprile 2017. Chi non verrà soddisfatto nella domanda di mobilità, resterà con la mobilità già acquisita negli anni precedenti.

In particolare al comma 5 del suddetto articolo contrattuale è specificato che, secondo l’ordine delle preferenze espresse, il docente soddisfatto in una preferenza di scuola acquisisce la titolarità su scuola, il docente soddisfatto nella preferenza su ambito acquisisce la titolarità su ambito, in caso di preferenza sintetica per provincia il docente che ottiene la mobilità è assegnato in titolarità su ambito territoriale secondo la catena di prossimità tra gli ambiti della stessa provincia. Qualora una domanda sia soddisfatta mediante la preferenza sintetica provincia, al docente viene assegnato il primo ambito disponibile, secondo l’ordine risultante dalla tabella di prossimità, salvo che il medesimo sia stato richiesto da altro aspirante, anche con punteggio inferiore, tuttavia mediante una indicazione puntuale. In tale ipotesi, poiché con la preferenza sintetica si richiedono indifferentemente tutti gli ambiti in essa compresi, il primo ambito con posto disponibile è assegnato al docente che l’ha richiesto con indicazione puntuale sia pure con punteggio inferiore ed al docente che ha espresso la preferenza sintetica viene assegnato il successivo ambito disponibile. Quindi per spiegarla semplicemente: “Se un docente A con 100 punti chiede direttamente l’ambito territoriale X e il docente B con 200 punti chiede la provincia Y in cui l’ambito territoriale X è il primo ambito secondo la catena di prossimità tra gli ambiti della provincia Y, essendoci un solo posto disponibile sull’ambito X questo è assegnato al docente A anche se ha un punteggio inferiore al docente B”.

QUANTI MODULI COMPILARE E QUANTE PREFERENZE ESPRIMERE?

Il docente che vuole fare domanda di mobilità territoriale deve compilare un solo modulo anche se dovesse esprimere nello stesso modello preferenze della provincia di titolarità (scuole ed ambiti) e preferenze di altre province (scuole, ambiti e province). È bene ricordare che ciascun docente potrà esprimere con un’unica domanda fino a quindici preferenze di cui al massimo cinque scuole, sia di ambiti diversi che del proprio ambito, sia per la mobilità intraprovinciale che per quella interprovinciale, in tale ultimo caso sarà possibile esprimere anche codici sintetici delle province.

Per chi vuole chiedere anche il passaggio di ruolo deve compilare un altro modello riferito al grado o all’ordine della scuola scelto, dove potrà sempre esprimere fino ad un massimo di 15 preferenze (massimo 5 scuole) anche differenti dalla domanda di mobilità territoriale. Il docente potrà fare domanda di passaggio di ruolo solo se ha superato l’anno di prova, se è in possesso della specifica abilitazione per il passaggio al ruolo e potrà scegliere, in caso di più abilitazioni in diversi ruoli, un solo ruolo diverso da quello di titolarità.

Nell’ambito del singolo ruolo, il passaggio può essere richiesto per più classi di concorso appartenenti allo stesso grado di scuola. Nel caso di presentazione di domande di trasferimento, di passaggio di cattedra e di passaggio di ruolo, il conseguimento del passaggio di ruolo rende inefficace la domanda di trasferimento e/o di passaggio di cattedra o il trasferimento o passaggio di cattedra eventualmente già disposti.

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Mobilità 2018/2019, ecco come funziona l’esito della titolarità ultima modifica: 2018-03-10T05:07:09+00:00 da Gilda Venezia

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