Non dimenticateci

inviata da S.E.  11.5.2020

– Docenti di sostegno con 36 mesi di servizio senza specializzazione –

Chi scrive si fa portavoce di un’intera categoria di docenti precari, accomunati dal requisito del servizio su sostegno senza titolo specifico. La nostra vicenda è nota, pubblica, oggetto di ogni tipo di discussione; tuttavia, non sembra esserci al momento nessuna risoluzione definitiva che possa risanare la nostra estromissione da ogni procedura concorsuale straordinaria e abilitante.

Siamo l’unica categoria di precari per cui, all’interno di un quadro normativo teso, in teoria, a valorizzare il requisito dell’esperienza, non è stata contemplata nessuna misura compensativa.

Si è tirato dentro di tutto, servizio nelle scuole paritarie, nei progetti regionali e nei percorsi IeFp, servizio reso sul potenziamento che, il più delle volte, tutto comprende tranne che attività concretamente curriculari; tutto tranne noi, in nome di un’ambigua burocrazia che cela, in realtà, una più preoccupante avversione ideologica ed umana.

A tal proposito è opportuno ricordare quanto espresso dal CSPI in merito alla vicenda:

l’esclusione dall’accesso alla procedura del personale che abbia maturato i tre anni di servizio sul sostegno, senza che il possesso del titolo specifico, e che chieda di partecipare alla selezione per la classe di concorso per cui ha titolo, ove non abbia almeno svolto un anno di servizio per quella specifica classe. Tale previsione risulta incoerente con la normativa vigente che consente la copertura di posti di sostegno mediante lo scorrimento delle graduatorie disciplinari relative ai posti comuni, e la conseguente valutazione di tale servizio nelle graduatorie stesse (D.M. n. 374/2017). Pur nella consapevolezza che tale limitazione è espressamente prevista dal testo normativo, non si può fare a meno di evidenziare che tale prescrizione contrasta con le norme che hanno disciplinato le precedenti procedure concorsuali ( D.L. del 12/07/2018, n. 87 convertito in legge 9/8/ 2018 n. 96) “che hanno riconosciuto il servizio prestato sul sostegno come fosse stato prestato sulla disciplina in quanto il docente che svolge attività di sostegno è nominato da una graduatoria disciplinare e, al fine di garantire l’inclusione degli alunni con disabilità, agisce nel senso di facilitare il loro apprendimento[…] Per questi motivi si auspica una con seguente rilettura della legge.

Per tali ragioni, auspichiamo che il parere del CSPI non cada nell’oblio, garantendo la nostra partecipazione alle procedure concorsuali straordinaria e abilitante, anche grazie all’approvazione dell’emendamento 2.104 , a firma PD/Leu, che apre proprio in questa direzione.

Riteniamo che la nostra esperienza sia fondamentale e, alla stregua di ogni capitale umano, vada giustamente valorizzata; pertanto facciamo appello ad una volontà politica che intenda superare alcune storture e voglia declinare in maniera risolutoria la nostra condizione permettendo:

  1. Partecipazione al Concorso straordinario/Procedura Abilitante;
  2. Un percorso abilitante speciale (P.A.S.) sulla materia di competenza che richieda una rigorosa formazione e selezione in uscita per chi ha maturato servizio a partire dai 36 mesi.
  3. Ammissione al corso universitario di specializzazione su sostegno, con selezione in uscita, in sovrannumero per i soggetti in possesso del requisito di 36 mesi di servizio svolti su posto di sostegno.

Cordiali Saluti

S.E.

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Non dimenticateci ultima modifica: 2020-05-11T03:19:16+02:00 da Gilda Venezia
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