Nuova aggressione a un docente, denuncia “senza se e senza ma”

dal blog di Gianfranco Scialpi, 19.10.2019

– Nuova  aggressione contro un docente. Non ci sono alternative. Lo richiede la nostra dignità e anche la normativa vigente. “Senza se e senza ma”.

Nuova aggressione a un  docente, la vicenda

Nuova aggressione a un docente. Si legge su Palermo-Repubblica.itI custodi della scuola non sono riusciti a fermare madre, padre e nonna che sono piombati nella classe di una studentessa della scuola media Borgese di piazza Ferrini, al Villaggio Ruffini. Uno schiaffo, sembrerebbe da parte della madre, è stato assestato a un docente di Geografia e Storia. Il motivo? Il giorno prima, secondo una prima ricostruzione, avrebbe preso per un braccio la sua studentessa per farla entrare in classe. Episodio che è stato raccontato in famiglia dalla giovane e che ha dato il via all’aggressione di questa mattina.”

La dichiarazione della Preside che in parte lascia basiti

Immediata la reazione dell’Istituto. Ha dichiarato la Dirigente Scolastica: ” La scuola sta prendendo i provvedimenti necessari in merito alla vicenda e rifletteremo sulla possibilità o meno di presentare denuncia”
La parte finale della dichiarazione mi lascia perplesso. Se dopo aver accertato i fatti, tutto finirà a “vino e tarallucci”, non sarà stata rispettata la dignità della persona e della scuola e in prospettiva verrà fatto un pessimo servizio al sistema formativo.

L’insegnante è una persona,  un pubblico ufficiale!

Nessuno può mettere in dubbio che prima di tutto si è offesa la dignità di una persona. La violenza fisica a prescindere è sempre da condannare.
Detto questo, se l’aggressione è contro un insegnante, allora l’atto è un offesa ad un pubblico ufficiale. La conferma proviene da una sentenza (15367/14), che pur trattando un caso di oltraggio, dichiara: “le ingiurie furono pronunciate nei locali scolastici, in modo tale da essere percepite da più persone; inoltre l’insegnante di scuola media è pubblico ufficiale (Sez. 3, n. 12419 del 06/02/2008, Zinoni, Rv. 239839) e l’esercizio delle sue funzioni non è circoscritto alla tenuta delle lezioni, ma si estende alle connesse attività preparatorie, contestuali e successive, ivi compresi gli incontri con i genitori degli allievi“.
Il 9 agosto 2019 è stato convertito in legge con alcune modifiche il Decreto n°53  del 14 giugno, recante disposizioni relative all’ordine alla sicurezza. Si legge “Art. 341 -bis (Oltraggio a pubblico ufficiale) . – Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La pena è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato

La denuncia con richiesta di risarcimento economico

Quindi non resta che denunciare richiedendo anche un risarcimento economico.  Certi “energumeni” sentono solo il loro portafoglio, quando si alleggerisce.
Detto questo è un dovere del Dirigente Scolastico (non può ignorare il fatto) che è tenuto alla sicurezza dei lavoratori (D.lvo 81/08), dell’Ufficio scolastico e del Miur a difesa della dignità del proprio dipendente.
Ovviamente tutto deve partire dalla denuncia del docente.
La mancata denuncia è un pessimo messaggio che si trasmette all’utenza e anche ai ragazzi: l’impunibilità dei reati, che invece  hanno sempre delle responsabilità civili e penali.
Inoltre la decisione di non presentare denuncia potrebbe favorire il ripetersi di comportamenti simili nel futuro e favorire la consapevolezza sociale  che “a scuola tutto è permesso”, perché azioni civilmente e penalmente rilevanti non sono sanzionate.

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Nuova aggressione a un docente, denuncia “senza se e senza ma” ultima modifica: 2019-10-20T07:19:57+01:00 da Gilda Venezia
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