Passaggio di cattedra e ruolo. Bruschi: serve un altro ciclo di specializzazione sostegno

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 Orizzonte Scuola, 2.1.2018

– Requisiti e date per abilitazione e specializzazione. 

L’ispettore del Miur, Max Bruschi, con un post su FB, è intervenuto sui passaggi di cattedra e di ruolo, illustrando quanto previsto dal decreto legislativo n. 59/2017.

L’ispettore afferma che i passaggi di cattedra sono possibili grazie alla previsione dell’articolo 4 comma 3 del suddetto decreto, laddove prevede l’organizzazione di attività formative “riservate a docenti di ruolo in servizio che consentano di integrare la loro preparazione al fine di poter svolgere insegnamenti anche in classi disciplinari affini o di modificare la propria classe disciplinare di titolarità o la tipologia di posto incluso il passaggio da posto comune a posto di sostegno e viceversa”.

Quanto ai passaggi di ruolo, Bruschi afferma che il decreto, articoli 16 e 17, offre la possibilità di far conseguire il titolo di abilitazione/specializzazione per poi chiedere il passaggio di ruolo, sebbene i predetti articoli siano dedicati ai docenti che vogliono conseguire i titoli per insegnare nelle scuole paritarie.

I succitati articoli prevedono l’accesso in soprannumero,  rispetto ai contingenti previsti per le procedure concorsuali FIT, sulla base di un test di accesso disposto dalle Università e con priorità ai titolari di contratti di docenza sui relativi posti per almeno nove ore settimanali per almeno tre anni, “presso una scuola paritaria, purché detti contratti siano retribuiti sulla base di uno dei contratti collettivi nazionali di lavoro del settore”. Ciò al fine di far conseguire ai docenti interessati il titolo per insegnare nelle scuole paritarie.

Considerato che, secondo le nuove disposizioni, il primo corso di specializzazione per l’abilitazione (nel decreto non si parla più di abilitazione, ma di questa si tratta) e la specializzazione su sostegno partirà nel 2019/2020, Bruschi si pone la domanda di seguito riportata:

Sarebbe così assurdo, nel caso del Sostegno, venire incontro alle richieste, anche da parte di docenti di ruolo, e alle esigenze urgenti del sistema, e bandire un ulteriore ciclo di specializzazione ex DM 249/2010, ovviamente privo di valore concorsuale o di titolo per l’accesso alle GMRA, togliendo il blocco messo per legge?”

Ecco il post dell’Ispettore:

“Per quanto concerne i passaggi di cattedra (e solo i passaggi di cattedra), il d.lgs 59/2017 prevede, all’art. 4 comma 3, che “Nell’ambito della collaborazione” tra scuola, università e AFAM “e in coordinamento con il Piano nazionale di formazione di cui al comma 5 del medesimo articolo, sono organizzate specifiche attività formative riservate a docenti di ruolo in servizio che consentano di integrare la loro preparazione al fine di poter svolgere insegnamenti anche in classi disciplinari affini o di modificare la propria classe disciplinare di titolarità o la tipologia di posto incluso il passaggio da posto comune a posto di sostegno e viceversa, sulla base delle norme e nei limiti previsti per la mobilità professionale dal relativo contratto collettivo nazionale integrativo”.

Le disposizioni attuative non sono state ancora emanate e sembrano peraltro vincolare la “modifica” della titolarità ai “limiti previsti per la mobilità professionale dal relativo contratto collettivo nazionale integrativo”. La disposizione ricorda molto quanto più volte previsto per i corsi di riconversione professionale del personale in esubero, sul cui impatto sulla qualità del servizio non mi esprimo.

La possibilità che invece è già fissata dalla norma, e che peraltro coinvolge anche i docenti dell’infanzia e della primaria che vogliano passare di ruolo, è quella di frequentare i corsi di specializzazione previsti secondo la procedura dell’art. 15 e dell’art. 16, in soprannumero rispetto ai contingenti previsti per le procedure concorsuali FIT, sulla base di un test di accesso disposto dagli Atenei o AFAM e con priorità ai titolari di contratti di docenza sui relativi posti per almeno nove ore settimanali per almeno tre anni, “presso una scuola paritaria, purché detti contratti siano retribuiti sulla base di uno dei contratti collettivi nazionali di lavoro del settore”. Sottolineo con priorità. Corrisponderebbe peraltro a buon senso dare modo di frequentare questi percorsi ai docenti che, per mille motivi (vincitori di più procedure, ad esempio) non hanno potuto completare i percorsi di TFA. Per accedere ai percorsi di specializzazione, i titoli di accesso sono i titoli di studio previsti dall’ordinamento vigente delle classi di concorso e i 24 CFU. Quanto alle tempistiche, rispetto ai calcoli basati sull’articolo 17, la prima tornata di corsi di specializzazione dovrebbe aver luogo nell’anno scolastico 2019/20, il che creerebbe un (ulteriore) anno di “buco” nelle procedure di abilitazione e, soprattutto, nelle procedure di specializzazione sul sostegno, che vivono una penuria cronica di personale specializzato dovuta, in primo luogo, ai continui passaggi su posto comune, resi più veloci dal computo del preruolo. Sarebbe così assurdo, nel caso del Sostegno, venire incontro alle richieste, anche da parte di docenti di ruolo, e alle esigenze urgenti del sistema, e bandire un ulteriore ciclo di specializzazione ex DM 249/2010, ovviamente privo di valore concorsuale o di titolo per l’accesso alle GMRA, togliendo il blocco messo per legge?”

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Passaggio di cattedra e ruolo. Bruschi: serve un altro ciclo di specializzazione sostegno ultima modifica: 2018-01-03T05:32:52+00:00 da Gilda Venezia

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