Per gli insegnanti preparazione psico-pedagogica e didattica

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di Claudio Tucci e Laura Virli,  Il Sole 24 Ore, 26.7.2019 

– Lo sbocco principale della laurea in scienze della formazione primaria è l’accesso all’insegnamento nella scuola dell’infanzia o nella primaria. Al titolo terziario, che è subito abilitante per espressa previsione normativa, ci si arriva dopo cinque anni di studio a ciclo unico, vale a dire con l’impossibilità di fermarsi dopo i primi tre.

Per gli studenti che scelgono questa strada l’obiettivo è quello di avere una preparazione completa in ambito psico-pedagogico, nella didattica e nei metodi di inclusione degli alunni con disabilità. Gli esami infatti spaziano dalla pedagogia alle lingue, alle didattiche delle varie materie, e comprendono anche i tirocini in classe. Naturalmente, dopo la laurea in scienze della formazione primaria, ci si deve iscrivere nella II fascia delle graduatorie di istituto (per le supplenze) o tentare l’accesso ai concorsi per il ruolo (oggi, per salire in cattedra esistono due canali, per il 50% dei posti disponibili il Miur deve scorrere le graduatorie a esaurimento dei precari storici; per il restante 50% deve procedere a selezioni pubbliche).

È stata la legge 169/2008 a chiarire, una volta per tutte, la questione dell’abilitazione per i laureati in scienze della formazione primaria. Il testo stabilisce che chi frequenta questo corso di laurea e sostiene l’esame finale è, a tutti gli effetti, abilitato all’insegnamento e può, da subito, partecipare a concorsi pubblici per l’assunzione in ruolo dei docenti (o, come detto, attendere le convocazioni per le supplenze). Per poter insegnare a medie e superiori, la procedura è un po’ più articolata, ed è stata oggetto di recente revisione da parte dei ministri, Valeria Fedeli e Marco Bussetti. Prima di tutto è necessario essere in possesso di una laurea vecchio ordinamento con specifico piano di studi previsto dal Dm 39 /1998 (per tutti gli insegnamenti) o di una laurea specialistica o magistrale di nuovo ordinamento con specifico piano di studi previsto dal Dm 22/2005 (per tutti gli insegnamenti) o un diploma di conservatorio, di accademia di danza, di accademia di belle arti.

Per conoscere a quali classi di concorso si può accedere con la propria laurea (ai fini dell’insegnamento) si può consultare la tabella dei titoli d’accesso pubblicata sul sito del ministero dell’Istruzione. È opportuno, però, sapere che, per accedere ad alcune classi di concorso, non è sufficiente il possesso del titolo di laurea, ma è necessario acquisire un numero minimo di crediti formativi (i Cfu) in determinati settori scientifico-disciplinari. Per esempio, la recente riforma dell’accesso ai ruoli docenti a medie e superiori prevede, per partecipare ai prossimi concorsi, oltre alla laurea il possesso di 24 Cfu in discipline antropo-psico-pedagogiche.

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Per gli insegnanti preparazione psico-pedagogica e didattica ultima modifica: 2019-07-26T06:16:29+02:00 da Gilda Venezia
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