Presidi, concorso a rischio

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di Valentina Santarpia,  Il Corriere della sera, 8.6.2019

– Commissari con il dono dell’ubiquità e prove differenziate per i sardi –

Sarebbe stata aperta un’indagine per il ruolo ambiguo dei commissari del concorso per dirigenti. E il 2 luglio è attesa la sentenza per i ricorsi contro le presunte irregolarità della prova in Sardegna.

Dopo anni di ritardi, rischia ancora una volta di arenarsi la procedura per portare nelle scuole italiane almeno 1200 nuovi dirigenti scolastici: un concorso attesissimo, quello bandito alla fine del 2017, per sanare diverse situazioni critiche che vedono i presidi in reggenza barcamenarsi tra un istituto e un altro. Ma che potrebbe essere bloccato. La prima questione è quella che è nata dai ricorsi degli esclusi al Tar:, che potrebbe portare all’annullamento della prova scritta. In particolare, nel mirino dei giudici amministrativi c’è la prova sarda, che non si è svolta come le altre il 18 ottobre, bensì il 13 dicembre 2018, per motivi meteorologici. I candidati sardi quindi sono stati sottoposti a test diversi da tutti gli altri, e sono automaticamente diventati riconoscibili agli occhi delle commissioni d’esame, violando il principio dell’anonimato. Il 2 luglio il Tribunale amministrativo regionale deciderà se annullare le prove oppure respingere i ricorsi.

L’indagine

Ma intanto si profila un’altra questione. Ovvero l’indagine della Procura che, secondo L’Espresso, il pubblico ministero Desiree Digeronimo avrebbe aperto in relazione alla «ubiquità» di alcuni commissari che sarebbero stati presenti durante le correzioni delle commissioni in altri eventi di carattere ufficiale. In sostanza, durante la correzione dei compiti, i commissari risultavano presenti a consigli comunali, consigli d’istituto, e così via. Una «ubiquità» che, insieme alle griglie di valutazione create «magicamente» prima della correzione delle prove (altra anomalia segnalata alla Procura), sicuramente non giova al regolare svolgimento del concorso pubblico, e che potrebbe – anche in questo caso- portare all’annullamento e alla ripetizione in massa della prova.

I numeri

Attualmente sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni. I posti messi a bando erano, alla fine del 2017, 2425, di cui 9 destinati al Friuli Venezia Giulia, che corrispondevano ai posti vacanti nell’anno scolastico 2017/2018, più quelli che si prevedeva si sarebbero resi disponibili a seguito dei pensionamenti nel 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, detratti quelli che si possono coprire con le graduatorie esistenti nonché quelli delle scuole sottodimensionate (che non possono avere un dirigente titolare). Con il decreto semplificazione, che ha eliminato il corso di formazione, il numero dei vincitori è diventato 2900. In 30 mila si sono presentati alle preselezioni, i docenti che hanno superato la prova scritta sono 3795. Secondo le previsioni, il concorso doveva finire entro l’estate per portare i primi presidi a scuola a settembre 2019. Ma gli intoppi potrebbero far slittare ancora l’assunzione.

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Presidi, concorso a rischio ultima modifica: 2019-06-08T17:49:58+02:00 da Gilda Venezia

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