Riforma pensioni. A che punto siamo con la Quota 100

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di Bruno Franzoni, PensioniOggi,  27.10.2018

Palazzo Chigi è ancora al lavoro per mettere a punto il pacchetto di modifiche alla Legge Fornero per il 2019. La quota 100 vedrà il ripristino del divieto di cumulo redditi/pensione.


Governo alla prova del nove sul dossier pensioni. A distanza di quasi due settimane dall’approvazione preliminare del disegno di legge di bilancio per il 2019 i tecnici di Palazzo Chigi stanno ancora scrivendo i punti saldi del capitolo previdenziale. Sulle pensioni e welfare gli obiettivi dell’esecutivo si confermano ambiziosi con il varo in primavera della quota 100 per dare più flessibilità nell’accesso alla pensione per chi ha raggiunto i 62 anni e 38 di contributi; l’incremento delle pensioni minime a 780 euro al mese (da chiarire però la modalità di realizzazione); l’avvio del reddito di cittadinanza. Anche il reddito di cittadinanza è atteso in primavera dopo la riforma dei Centri per l’Impiego.

Il pacchetto di modifiche alla Legge Fornero prevede anche la proroga dell’opzione donna, cioè la possibilità per le lavoratrici dipendenti ed autonome di uscire anticipatamente accettando il ricalcolo contributivo dell’assegno, con una ulteriore proroga dell’Ape sociale per le categorie più disagiate (l’Apesociale scade a legislazione vigente il 31 dicembre 2018).  Per recuperare risorse l’esecutivo punta anche ad assorbire nella legge di bilancio il taglio alle pensioni d’oro (superiori a 4.500 euro netti mensili) tramite il ripristino del contributo di solidarietà e la cancellazione dei privilegi sulle pensioni dei sindacalisti. Il pacchetto di modifiche potrebbe contenere anche una nona salvaguardia pensionistica e il blocco del prossimo scatto della speranza di vita per le pensioni anticipate con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne; 41 anni i lavoratori precoci) dopo l’apertura del Ministro del Lavoro, Luigi di Maio, dei giorni scorsi.

La quota 100 dovrebbe entrare concretamente in vigore da aprile tramite un meccanismo di quattro finestre di accesso fisse (probabilente aprile, luglio, ottobre e gennaio) come già anticipato nei giorni scorsi.  E’ certo, ormai, che con la quota 100 tornerà anche il divieto di cumulo reddito/pensione: chi sceglierà il pensionamento anticipato non potrà cioè cumulare reddito da lavoro dipendente o autonomo (ad eccezione di piccoli impieghi come, ad esempio, il lavoro occasionale) per un periodo di 24 mesi dalla data di pensionamento; obiettivo rafforzare il ricambio generazionale nelle imprese e nelle pubbliche amministrazioni. Ancora da chiarire se sarà concessa, invece, la facoltà di cumulo gratuito della contribuzione mista, cioè la contribuzione versata in diverse gestioni previdenziali, per raggiungere i 38 anni di versamenti. Il requisito anagrafico dei 62 anni resterebbe soggetto ai futuri adeguamenti alla speranza di vita. Teoricamente quindi dal 2021 l’età anagrafica minima per uscire con la quota si porterebbe a 62 anni e 3 mesi, secondo le ultime proiezioni dello scenario demografico Istat.

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Riforma pensioni. A che punto siamo con la Quota 100 ultima modifica: 2018-10-27T21:56:26+00:00 da Gilda Venezia

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