Scuola, Censis: pesano le disuguaglianze, un lavoro inadeguato al titolo di studio per 4 ragazzi su 10

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di Corrado Zunino, la Repubblica, 14.6.2018 

– L’ipoteca del futuro inizia con il voto di terza media, un liceale su due fa un mestiere inadeguato. E solo il 4,7 per cento di chi ha studi superiori trova lavoro con i Centri per l’impiego.

ROMA – Sono un milione e mezzo in Italia i diplomati e laureati che svolgono un lavoro inadeguato rispetto al titolo di studio. L’ipoteca sul futuro dei giovani inizia nella scuola, prosegue con il lavoro non qualificato e finisce con la mobilità sociale bloccata (solo il 10,6 per cento dei genitori con la licenza media ha figli laureati). La ricerca di un lavoro è ancora un fatto privato: solo il 4,7 per cento dei laureati ha trovato lavoro grazie ai centri per l’impiego. E al top del sottoinquadramento ci sono i liceali diplomati che non sono andati all’università. E’ quanto rileva il Censis.

L’avvio della scuola è decisivo. Il voto ottenuto all’esame di licenza media seleziona rigidamente il percorso scolastico successivo dei ragazzi. Quasi quattro giovani diplomati e laureati di 15-34 anni su 10 svolgono un lavoro inadeguato rispetto al proprio titolo di studio: si tratta complessivamente, appunto, di un milione e mezzo di giovani. Lo scorso anno i forzati del demansionamento sono stati il 41,2 per cento dei diplomati e il 32,4 per cento dei laureati. La metà (il 50,1 per cento) dei 15-34enni occupati che si sono diplomati al liceo svolge un lavoro inadeguato rispetto al titolo di studio posseduto, così come il 37,3 per cento dei maturati presso gli istituti tecnici, il 40,8 per cento se si considerano gli istituti professionali, il 41,3 dei giovani con qualifica professionale triennale. I più recriminanti, si può vedere, sono i liceali diplomati che non hanno proseguito gli studi all’università: uno su due fa un lavoro non all’altezza del titolo di studio conseguito.

La trappola per i giovani scatta anche nella ricerca del lavoro, che è ancora un esercizio affidato prevalentemente alle relazioni personali e in cui contano poco le istituzioni, come i centri per l’impiego. Tra i laureati che nel 2011 hanno trovato lavoro, solo il 4,7 per cento è passato per un centro per l’impiego. Per il 32,8 per cento hanno funzionato gli annunci e l’invio del curriculum, il 24,3 per cento ha potuto contare su amici e conoscenti, per l’11 il merito va a stage e tirocini, per il 9,8 alle segnalazioni dell’università, il 9,9 ha scelto di avviare un’attività autonoma, il 7,6 ha vinto un concorso pubblico.

Se in Italia difficilmente si risale da basse performance scolastiche, altrettanto difficilmente si sale nella scala sociale rispetto alla famiglia d’origine. Di fatto, la scuola conferma le disuguaglianze più che combatterle. “Da questa trappola per i giovani”, come la chiama il Censis, “bisogna uscire”. Un ruolo importante possono giocarlo le imprese, “mettendo a disposizione dei figli dei loro collaboratori strumenti e percorsi dedicati all’orientamento”, ha detto Alberto Perfumo, amministratore delegato di Eudaimon, società specializzata in welfare aziendale.

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Scuola, Censis: pesano le disuguaglianze, un lavoro inadeguato al titolo di studio per 4 ragazzi su 10 ultima modifica: 2018-06-14T11:53:04+00:00 da Gilda Venezia

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