Scuola, perché va detto basta alle chat dei genitori

di Valeria Pini, la Repubblica, 24.9.2018

– Sono spesso al centro di discussioni e litigi. Il parere dell’esperto: “La comunicazione mediata non è mai la soluzione più giusta”. I consigli per salvarsi e tornare nel mondo reale.

C’E’ chi si lamenta per la meta della gita scolastica, chi scrive in continuazione e fa domande, chi contesta le scelte dei rappresentanti di classe. I genitori devono evitare di cadere in alcuni errori banali e fare di tutto per evitare liti. Le chat scolastiche create per comunicare e tenersi informati su ciò che accade all’interno (e non solo) dell’istituto sono utili, ma è bene fare attenzione e evitare piccoli incidenti sgradevoli. Fra l’altro per molti esperti questa modalità comunicativa non è delle migliori.

“La comunicazione mediata non è mai la soluzione più giusta – spiega Giuseppe Lavenia, psicoterapeuta e presidente dell’Associazione nazionale Di.Te., Dipendenze tecnologiche, gap e cyberbullismo – . I nostri figli imparano da noi, ci imitano, e per questo dobbiamo essere i primi a trasmettere loro l’importanza dell’empatia e  dei rapporti diretti. Non ho mai approvato l’utilizzo di queste chat che ritengo esclusivamente per uso e consumo dei genitori stessi e non un metodo per preoccuparsi dei propri figli. Queste chat sono progettate per creare l’illusione di un contatto rapido e veloce. Si è portati a pensare che, grazie alla tecnologia, si potrà avere una risposta immediata di fronte a qualsiasi interrogativo verrà posto all’interno del gruppo whatsapp”. Non p così? “I genitori pensano che sia uno strumento veloce e comodo. Da usare al lavoro, al supermercato o anche da casa. Ma in realtà è solo un apparente vantaggio che si camuffa con una finta ottimizzazione del tempo. Ma poi, di che tempo parliamo? Non certo un tempo di qualità. Perché il corpo e la mente in quel momento sono proiettai verso un’altra priorità, lontana anni luce dal benessere del ragazzo.

• LE FAMIGLIE
Oggi il ruolo della mamma è cambiato, perché in molte lavorano. Sono poche coloro che si ritrovano al di fuori della scuola o alle feste di compleanno per parlare della mole di compiti o sul nuovo insegnante. “Sicuramente il tran tran della quotidianità molto spesso non lascia alternative e il tempo da dedicare a queste situazioni rischia di essere sempre di meno. Si pensa di poter ovviare a questa mancanza tramite il proprio smartphone, ma non è così. Dobbiamo tornare ai rapporti umani diretti e non mediati – spiega ancora l’esperto – . Deve tornare di moda il dialogo tra genitori, alunni e insegnanti. E per farlo c’è bisogno di tornare a comunicare anche offline. Solo così riusciremo a ritrovare quell’empatia e quel legame che un semplice strumento, come un cellulare, è riuscito a far dimenticare”.

• A CONTATTO CON IL MONDO REALE
Cosa fare allora per cercare, per quanto possibile, di mantenere un contatto con il mondo reale? “La prima cosa da fare, una volta aggiunti in chat, è sicuramente “presentarsi” – spiega Lavenia – . Lo so, può sembrare un’osservazione banale, ma molto spesso fra genitori non ci si conosce più. Si rischia di incontrarsi per strada e non sapere di avere di fronte la persona con cui abbiamo chattato fino a pochi minuti prima.
Rispettare degli orari e non scriversi a tutte le ore. Ricordando che soprattutto nelle ore serali sarebbe bene dedicare del tempo ai propri figli e non al cellulare. Rispettare il più possibile lo scopo per cui è stata creata la chat, cioè non pubblicare o condividere contenuti che possono generare confusione e inutili perdite di tempo tra i contatti. Ricordarsi che il gruppo non è una chat privata e i messaggi rivolti solo a un numero limitato di genitori dovrebbero essere fatti esternamente. Evitare di litigare”.

Insomma l’obiettivo è usare queste chat con moderazione e ricordare quanto sia importante anche mantenere un contatto con il mondo reale. Fatto di strette di mano, di merende consumate con i ragazzi e gli altri genitori e di lunghe chiacchierate. “Ribadisco che se si analizzano singolarmente quanto detto, non c’è nulla che non possa essere sostituito da un rapporto face to face – conclude Lavenia – . Essere connessi 24 ore su 24 e in tempo reale con gli altri genitori crea un contenitore di ansia da prestazione che rischierebbe di rovinare anche il miglior genitore del mondo.La chat nuoce gravemente alla salute delle relazioni per due motivi: è un amplificatore delle piccole cose, un classico della dinamica di gruppo, e un generatore di ansia da prestazione del genitore che comunque tenderà a fare confronti con gli altri bambini.  Sulle chat di gruppo passa sempre quello che non serve. E non passa quello che serve. Meglio una chiamata o ancor meglio una bella chiacchierata”.

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Scuola, perché va detto basta alle chat dei genitori ultima modifica: 2018-09-25T04:41:13+00:00 da Gilda Venezia

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