Scuola, più soldi ai presidi. Guadagneranno tanto? Poco? Dipende

Fatto_lofo15di Alex Corlazzoli,  Il Fatto Quotidiano, 19.10.2017 

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– La campagna elettorale di Matteo Renzi è iniziata con l’aumento di 400 euro mensili in più ai dirigenti scolastici, a regime dal 2020. La manovra 2018 non li ha dimenticati. L’ex premier che era convinto di persuaderli dando loro più potere, in realtà nella puntata precedente li aveva persi: anche i presidi si sono accorti che la cosiddetta “chiamata diretta”, così come il bonus premiale, sono un boomerang perché aumentano il loro lavoro invano. La manovra ha promesso briciole (85 euro lordi) agli insegnanti che sui venti Paesi dell’Unione europea censiti dall’Ocse figurano per i loro stipendi nella parte bassa della classifica, al di sotto della media, con differenze che aumentano sensibilmente con il crescere dell’anzianità di servizio.
Al contrario, ha costruito ponti d’oro per i dirigenti scolastici per allineare le loro buste paga a quelle degli altri vertici della pubblica amministrazione.

Nessuna battaglia tra poveri. Il problema è un altro. Secondo le tabelle dell’Agenzia di rappresentanza del pubblico impiego (Aran), oggi un dirigente scolastico guadagna in media poco più di 58mila euro lordi all’anno. Tanti? Pochi? Dipende. La questione è un’altra. I dirigenti scolastici sono chiamati a occuparsi della gestione delle risorse umane, dei bilanci delle scuole, della sicurezza degli edifici, della didattica, del rapporto con le imprese per scuola alternanza lavoro. E ancora: incontrano genitori, sindaci, assessori, si occupano della chiamata diretta e della distribuzione del bonus premiale, verificano i docenti alla fine del loro anno di prova. E chi più ne ha più ne metta.

Sono stati chiamati a diventare dirigenti di un’azienda, tant’è che non si chiamano più presidi. E così si trovano a fare i responsabili delle risorse umane, i pedagogisti, gli psicologi, gli ingegneri, gli assistenti sociali e altro ancora. Sono in grado di fare tutto ciò? In un’azienda seria ci sono figure diverse con compiti differenti e se il responsabile del marketing o quello del personale non vanno bene, l’imprenditore cambia squadra prima di far fallire l’azienda. Nella scuola è uno solo al vertice con più incarichi e se non va bene è l’unico a giudicare se stesso.

Abbiamo bisogno di una scuola dove ci sia un responsabile delle risorse umane che si occupa veramente di valutare, organizzare, promuovere le risorse a disposizione. Abbiamo bisogno di un pedagogista nella scuola che elabori un piano dell’offerta formativa coerente con il territorio, capace di calare nella realtà gli insegnamenti di uomini e donne come don Lorenzo Milani, Maria Montessori, Alberto Manzi, Mario Lodi e tanti altri.

Abbiamo bisogno di figure che si occupino in maniera seria di elaborare progetti utili al reperimento di risorse per la scuola. Non abbiamo bisogno di un dirigente strapagato per assolvere compiti di cui non può avere le competenze: i presidi Superman sono roba da fumetto. Non solo. Conosco dirigenti straordinariche con la consapevolezza dei loro limiti e delle loro risorse si danno un gran da fare: penso a Roberta Mozzi a Cremona, a Daniele Barca a Modena, a Domenico Di Fatta a Palermo, alla dirigente dello Zen, a Ludovico Arte a Firenze, a Salvatore Giuliano in Puglia e a tanti altri ancora.

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Scuola, più soldi ai presidi. Guadagneranno tanto? Poco? Dipende ultima modifica: 2017-10-20T05:16:06+01:00 da Gilda Venezia
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