Scuole paritarie. Elisabetta Casellati al Meeting CL di Rimini – 1/2

– Affermare, riconoscere che la Scuola italiana sia mal messa e in sofferenza significa scoprire l’acqua calda; idem constatare che in Italia sia presente, ormai da anni, una situazione preoccupante di de-natalità.
Scuola (pubblica e paritaria) e Famiglia sono stati i due argomenti trattati [1] da Elisabetta Casellati, presidente del Senato, alla apertura della XL edizione del Meeting CL di Rimini lo scorso 18 agosto.
Una sintesi dell’intervento di Casellati e alcuni commenti critici sono contenuti nelle note di Alessandro Giuliani su TS [2], di Pino Turi sul sito di Uil Scuola [3] e di Anna Monia Alfieri sul blog formiche.net [4].
Peraltro, possono essere utili ulteriori osservazioni e anche richiami di articoli di altri autori, attinenti all’argomento Scuola paritarie. Infatti l’intervento di Casellati appare sbrigativo, grossolano, poco fondato sulle situazioni reali, superficiale e finalizzato ad ottenere applausi scontati e compiaciuti dalla platea CL e mandare in brodo di giuggiole i componenti il c.d. “gruppo di pressione pro-paritarie”; gruppo che da oltre trent’anni (v. Giorgio Vittadini: dal 1997) [5] insegue l’”effettiva parità scolastica”, cioè scuole cattoliche a totale carico economico dello Stato, malgrado l’art. 33 della Costituzione vigente.

Casellati e l’incontro con la “pasionaria delle paritarie”

Il 3 luglio scorso, la Presidente Casellati aveva avuto un incontro inatteso, “no programmato” (?) al Senato con la “pasionaria delle paritarie”, cioè la attivissima suora marcellina sr. Anna Monia Alfieri, probabilmente proprio per ottenere informazioni e dati utili all’intervento poi svolto al Meeting di CL.
Così ne scrive fratel Giorgio Banaudi: “Semplicemente mi piace ricordare l’impegno e la costanza di una persona, sr. Anna Monia Alfieri, che da tempo, imperterrita, continua nella sua cocciuta e perseverante battaglia di libertà: stimolare le persone verso un dibattito più maturo e consapevole sul discorso della libertà di educazione” [6].
E la stessa Alfieri riporta su facebook: “Carissimi, condivido con voi alcuni scatti di un incontro emozionante (soprattutto perché non programmato) e significativo. È stato un piacere e un onore incontrare la presidente del Senato Elisabetta Casellati, che stimo molto per l’eleganza e lo spessore culturale con il quale rappresenta l’Italia. Onora le istituzioni. Ho potuto dirglielo di persona. In un clima cordiale, abbiamo parlato di libertà di scelta educativa, tema a lei caro come genitore, avvocato e donna delle istituzioni … “ [7]; e ancora la pasionaria su orizzontescuola.it: “Il 3 luglio ho avuto un dono graditissimo, quanto inatteso: l’incontro con la presidente del Senato Elisabetta Casellati, che rappresenta un aspetto assolutamente positivo delle Istituzioni italiane: la cultura, l’eleganza, l’apertura mentale. E’ stato un incontro informale, piacevole, con una donna che conversa con umanità e intelligenza, ma anche con semplicità, di questioni “di fondo”. Abbiamo parlato di libertà di scelta educativa, temi a lei caro come genitore, avvocato, donna delle Istituzioni…… “ [8].
Peccato che, accanto alle lodi forse esagerate, ci sia chi giudicò “l’elezione di Maria Elisabetta Alberti Casellati alla presidenza del Senato, ha tanto il sapore del vecchio che avanza” [9], ci sia chi ricorda la partecipazione di Casellati alla marcia – era l’11 marzo 2013 – del Pdl sul tribunale Milano [10], ci sia dagospia.com che ne riporta un c.v. piuttosto critico [11] e, infine, ci siano i moltissimi che non possono dimenticare la devastante riforma Gelmini del 2008, di cui Casellati è co-intestataria assieme agli altri parlamentari PdL ed è perciò corresponsabile dell’”emergenza educativa sempre più diffusa” appena denunciata al Meeting CL .

“Una mezza verità è una bugia intera”

Così recita un proverbio arabo e questo è un espediente spesso usato da chi fa politica e cerca di sostenere proprie tesi o iniziative. La mezza verità occultata o nascosta può consistere in omissioni scelte con astuzia; in interpretazioni soggettive spacciate come verità oggettive e scontate; in vetrine colorate e luccicanti che sostituiscono sostanza e realtà assenti; in un futuro dipinto di rosa, possibile sì, ma affatto certo, presentato come sicuro e già attuale (i due tempi, le due fasi); in ostacoli, vincoli, contrarietà, incertezze, tempi non definiti non messi in conto, ma a lato, lasciati in ombra, non considerati.
Veniamo al discorso di Casellati. La grossa mezza verità mancante, l’omissione palese – ma insieme allusione incombente – riguarda l’aspetto economico, gli “oneri per lo Stato” esplicitamente vietati dall’art. 33, Cost. per le scuole di “enti e privati” (nemmeno scuole paritarie, non citate in Costituzione, poi introdotte e normate dalla l. 62/2000!). Sono evidenti gli equilibrismi e i giochi di prestigio verbali di Casellati volti a individuare in Costituzione inesistenti appigli cui agganciare “scuole private paritarie con oneri per lo Stato” totali come le per le scuole pubbliche!
Oltre alla sapiente omissione citata e relativa a oneri, costi, finanziamenti, possiamo leggere nell’intervento della Presidente del Senato frasi e proposizioni che non trovano agganci nel testo costituzione, ma costituiscono interpretazioni adattate, soggettive e di parte dello stesso testo. Vediamo:
► “ …. necessità di garantire la piena attuazione del diritto ad avere un’istruzione equa, efficace e significativa, di cui fa parte integrante la effettiva parità scolastica, in armonia con il dettato costituzionale”. La parità scolastica non è nel testo della Costituzione.
  • “Il diritto di istruzione, sancito dagli articoli 33 e 34 della Costituzione, deve infatti qualificarsi come diritto a un insegnamento libero e, allo stesso tempo, come libero diritto di insegnare”. OK! Ma “senza oneri per lo Stato”!
  • “ …. garantire ai privati la possibilità di istituire scuole di ogni ordine e grado significa riconoscere il valore del pluralismo scolastico”. C’è già, purché “senza oneri per lo Stato”!
  • “ …. scuola pubblica e scuola paritaria non si distinguono come sistemi alternativi o in contrasto tra loro ….”. La l. 62/2000 parla già di “Il sistema nazionale di istruzione ….costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali” senza peraltro specificare cosa si intende per sistema; e ciò potrebbe essere una semplice e neutra presa d’atto della realtà esistente, ovvero il solo riconoscere una giustapposizione di scuole.
  • “ …. la libera iniziativa nel sistema dell’istruzione si qualifica come una risorsa irrinunciabile. Così come irrinunciabile deve essere considerata la libera iniziativa economica e imprenditoriale ….”. No comment.
Da notare la cautela di Casellati che, relativamente agli oneri per lo Stato, cioè i finanziamenti alle scuole private, non cita nemmeno il noto ritornello (o la cantasilena) del “costo standard ecc.”, né fa cenno a un presunto “diritto inviolabile della libertà di scelta educativa” con sottintesi oneri a carico dello Stato. Eppure proprio al Senato due terzi (40 su 60) dei senatori del suo stesso gruppo (FI-BP) hanno appena (26 giugno) presentato il ddl n. 1363, prima firmataria Sandra Lonardo, volto ad attenere finanziamenti statali – “la effettiva parità scolastica” – con il meccanismo del “costo standard ecc.” [12] [13].
Inoltre già l’anno scorso, subito a inizio legislatura, la Lega aveva presentato alla Camera il pdl costituzionale n. 354 volto ad eliminare dall’art. 33, Cost, il …. fastidioso ostacolo “senza oneri per lo Stato” [14]. In proposito è stato osservato che “Il merito [del pdl costituzionale] della Lega consiste nell’aver chiarito una volta per tutte che i finanziamenti pubblici alle scuole private o si devono dare o non si devono dare” [15].

Link attinenti

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Scuole paritarie. Elisabetta Casellati al Meeting CL di Rimini – 1/2 ultima modifica: 2019-08-28T16:18:49+02:00 da Gilda Venezia
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