Senza scritto più peso al saper essere e al saper fare

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di Maria Piera Ceci, Il Sole 24 Ore, 8.6.2020.Gilda Venezia

Una prova di maturità quella di quest’anno che può davvero produrre degli effetti speciali. Ne è convinto Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva.

Quanto è importante per gli studenti svolgere in presenza l’unica prova di maturità prevista quest’anno?

Il fatto che verrà vissuto in presenza e non a distanza lo renderà quel momento unico e speciale che deve essere. Sarà un momento di esame, ma anche di commiato, con il suo rituale affettivo e di emozione. L’esame segna la fine dell’adolescenza e l’apertura di un nuovo territorio. Farlo in un modo fisico, con i docenti che hanno visto in tutti questi mesi solo dietro a uno schermo, dal punto di vista affettivo e simbolico è importante e necessario per i ragazzi. Sono un grande sostenitore dell’esame in presenza e mi dispiace che lo stesso non sia previsto per i ragazzi di terza media. Credo che ci sia un aspetto di restituzione reciproca nell’incontrarsi fisicamente. Un chiudere il cerchio di un percorso e di un’avventura che ha significato tante cose nella vita dei ragazzi. Dopo che sei stato per lungo tempo in una casa con delle persone che si sono occupate di te, una mattina scompari, chiudi la porta e non succede più niente fra di voi. Invece ora c’è un ulteriore incontro in cui studente e insegnante possono dirsi non solo quello che si è imparato, ma anche quello che si è stato l’uno per l’altro. Comprensibile che i docenti si sentano più protetti a casa, dietro uno schermo, però come abbiamo chiesto alla cassiera del supermercato di continuare ad andare al lavoro, credo sia importante che i docenti facciano sentire che sono disposti a rischiare per questi ragazzi, che hanno tenuto per mano per tutti questi anni.

Come andrebbe valutata questa unica prova orale a conclusione di un anno così particolare?

Mai come quest’anno i ragazzi hanno data ampia dimostrazione della loro maturità: sono stati obbedienti, rispettosi di tutte le regole del lockdown. Poi si sono messi in gioco con un modo di fare scuola in cui ci siamo dovuti reinventare un po’ tutti. Per mesi sono stati lì, davanti agli schermi, a seguire le lezioni. Hanno dovuto conquistare competenze come l’autonomia, l’autogestione, l’auto-organizzazione, quindi secondo me sono queste le aree che vanno valutate quest’anno nell’esame. Intendendo la maturità come conquista di competenze complesse sul campo: non solo valutando quello che sai, ma quello che hai imparato a fare, quello che hai imparato ad essere.

Come ha trasformato la Dad il rapporto fra insegnanti e studenti?

Credo che sia diventato un rapporto molto più alla pari, si sono guardati negli occhi, uno di fronte all’altro, attraverso lo schermo, si sono dovuti più alleare che scontrare, perché questa era la premessa per far funzionare le cose. Il fatto che i ragazzi facessero compiti e verifiche a distanza è stata anche una scommessa fondata sulla fiducia. I ragazzi si sono sentiti valorizzati dai loro docenti, ma a loro volta hanno anche stimato i docenti che hanno saputo mettersi in gioco. Però ora l’esperienza della Dad lasciamocela alla spalle prima possibile. La chiamerei comunque una modalità d’emergenza, dove i docenti migliori sono diventati ancora “più migliori” e hanno veramente fatto vedere di che pasta sono.

Una sola prova orale. Tutto questo può creare stress nei ragazzi? Qualche consiglio?

Non hanno però lo stress dello scritto, che non sai mai quello che sarà. Sarà un esame molto meno nozionistico e molto più di personalità, dove più che il sapere emergerà il saper fare e il saper essere. Io consiglierei al maturando di lavorare sul modo di raccontare le cose e di preparare un lavoro che racconti la personalizzazione che lui stesso ha saputo fare dei contenuti appresi. Quindi di raccontare come si è vissuta l’esperienza della pandemia, quali letture si sono fatte, quali film hanno lasciato il segno. Se tutto quello che ha da raccontare si riduce al mondo dei videogiochi c’è poco da dire, se invece si è messo in gioco, potrà descrivere cosa vuol dire essere stati maturi dentro un tempo così diverso.

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Senza scritto più peso al saper essere e al saper fare ultima modifica: 2020-06-12T07:53:33+02:00 da Gilda Venezia
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