Si chiuderà in ordine sparso e non si sa ancora come si riaprirà

La Tecnica della scuola, 1.6.2020

– Nei giorni scorsi la viceministra Anna Ascani aveva lanciato l’idea di consentire ad alunni e insegnanti di incontrarsi a scuola a fine lezioni.
Il Comitato Tecnico Scientifico, dopo un primo no perentorio, ha dato il via libera ma a condizione che si faccia all’aperto.
E infatti in qualche realtà si sta organizzando ma si tratta di iniziative che promosse dai Comuni o dal mondo del volontariato e non dalle scuole.

Sul rientro a settembre è il caos. Ci sono le linee guida del Comitato tecnico scientifico ma nessuna soluzione concreta.
I dirigenti scolastici, in particolare, sono sul piede di guerra.

Matteo Salvini, per parte sua, ha già colto l’occasione per attaccare  il Governo e affermare che ad oggi non c’è neppure una data per la riapertura.

Si parla di classi dimezzate e di aule con pochi alunni, ma per farlo o si aumentano gli organici o si riduce l’orario delle lezioni.
Dice Gabriele Toccafondi (Italia Viva): “Servono miliardi su miliardi, oppure si può pensare a fare meno scuola, perdendo il 20% delle ore di lezione”.

Dal Ministero fanno sapere comunque che un primo passo è già stato fatto perchè gli organici sono stati confermati, nonostante la diminuzione del numero degli alunni.
Ma le criticità sono tante e vengono ammesse anche da esponenti del Governo.

M5S e Anna Ascani suggeriscono di fare scuola nei musei, nelle biblioteche e nei teatri.
L’idea è interessante ma ha un limite: i luoghi di cultura possono avere un ruolo educativo ma non possono sostituire del tutto la scuola.

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Si chiuderà in ordine sparso e non si sa ancora come si riaprirà ultima modifica: 2020-06-02T04:15:43+02:00 da Gilda Venezia
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