Sostegno, ‘serve una carriera ad hoc’ per i docenti specializzati: ma quali le possibili conseguenze?

di Lara Sardi, Scuola in Forma, 7.5.2023.

Gilda Venezia
Il sostegno agli alunni con disabilità rappresenta da sempre un argomento molto dibattuto nel mondo della scuola e oggetto di attenzione anche da grande parte della politica scolastica. In questi giorni è tornata sotto la luce dei riflettori la questione della costituzione di una classe di concorso apposita e riservata per tutti coloro che vogliono insegnare sostegno: facciamo insieme qui di seguito il punto della faccenda.

Locatelli: “Occorre creare una classe di concorso specifica per il sostegno”

Torna alla ribalta la proposta di creare una classe di concorso specifica per il solo sostegno agli alunni con disabilità: a ripresentare la questione è stata la Ministra per la Disabilità, Alessandra Locatelli. Nel corso di un suo intervento a ‘Vita’ dei giorni scorsi, la Ministra ha spiegato che nel processo di inclusione scolastica agli alunni con disabilità, in ogni consiglio di classe gioca un ruolo centrale la figura del docente di sostegno: alla luce di questo, è fondamentale che gli studenti possano essere affiancati da personale qualificato, che abbia maturato competenze didattiche opportune, non solo attraverso l’esperienza diretta, ma anche conseguendo la relativa specializzazione prevista.

La Ministra ha sottolineato, infatti, che “le famiglie e i bambini hanno diritto ad avere un servizio adeguato con personale qualificato, motivato, che faccia questo percorso e prosegua in questo percorso. Il sostegno non deve essere un trampolino per poi andare a fare altri tipi di insegnamento come accade ora. Nella scuola serve una carriera ad hoc per chi si occupa di sostegno. Ne ho parlato con il ministro Giuseppe Valditara”.

Quali le possibili conseguenze?

La Ministra è stata chiara nel suo intervento e ha ripreso la proposta lanciata qualche mese fa dalla FISH: occorre l’approvazione di una proposta di legge che possa istituire una classe di concorso specifica per chi vuole essere docente di sostegno, in modo tale che questo non sia soltanto una ‘scorciatoia’ per accedere al mondo della scuola.

I diretti interessati, tuttavia, non condividono la proposta, poiché vedono un modo in cui si possa definitivamente cristallizzare la separazione tra docenti curriculari e docenti specializzati, a cui si delegherebbe l’intero processo di insegnamento ed educativo dell’alunno certificato. Si rischierebbe, così, di porre le basi per un’esclusione piuttosto che raggiungere più facilmente l’inclusione dell’alunno con disabilità, ottenibile invece con una formazione generale di tutti i docenti curriculari.

Occorrerebbe, pertanto, rivedere il sistema del reclutamento, rendere l’accesso nel mondo della scuola più rapido e snello per tutte le classi di concorso, e prevedere un sistema di formazione per tutti i docenti in materia di inclusione scolastica.

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Sostegno, ‘serve una carriera ad hoc’ per i docenti specializzati: ma quali le possibili conseguenze? ultima modifica: 2023-05-07T20:58:02+02:00 da
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