Sperimentare e verificare? Macché, la scuola procede alla cieca

gruppo-FI_logo1

di Giorgio Ragazzini, Il Gruppo di Firenze,  19.5.2020

 Per fare un bilancio della didattica a distanza, anche per programmare gli interventi necessari per il futuro, abbiamo solo qualche percentuale dell’Istat sugli alunni che avrebbero avuto la possibilità di fruirne, essendo le loro famiglie in possesso di un computer o di un tablet. Ma sarebbe stato importante sapere quante classi e quanti insegnanti ha impegnato, qual è stato il numero di ore medio per allievo, quali le principali difficoltà anche in relazione all’età: invece niente.

Da quasi due mesi è stato firmato l’accordo tra Ministero e Rai per mettere a disposizione della scuola una grande quantità di materiali utili alla didattica: film, documentari, programmi culturali televisivi e radiofonici, lezioni. Non si sa nulla però sull’uso che se ne è fatto. Quanti studenti hanno approfittato di questa possibilità? Quali programmi sono stati più seguiti? Gli insegnanti hanno dato indicazioni ai propri allievi? L’offerta didattica è catalogata in modo da consentire ai docenti di scegliere in funzione dei loro piani di lavoro?

Terzo e ultimo esempio, col quale andiamo un po’ più indietro nel tempo. Nel 2017 un appello di 770 docenti universitari ricordava che anche durante gli ultimi anni del percorso scolastico e persino in quelli universitari “troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente”; tanto che “alcune facoltà hanno persino attivato corsi di recupero in italiano”. Il grande interesse suscitato dall’iniziativa spinse la ministra Fedeli a insediare una commissione presieduta dal professor Luca Serianni, che individuò alcune modifiche alle prove di italiano degli esami di terza media e di maturità, con l’intenzione di favorire retroattivamente una più efficace didattica dell’italiano scritto. Non venne invece preso in considerazione il suggerimento più importante dell’appello, “l’introduzione di verifiche nazionali periodiche durante gli otto anni del primo ciclo: dettato ortografico, riassunto, comprensione del testo, conoscenza del lessico, analisi grammaticale e scrittura corsiva a mano”. Si poteva però sperare che venisse programmata almeno un’indagine a campione per capire se le proposte della commissione hanno avuto qualche effetto migliorativo. Ma siamo nel Paese del pressappoco, come opportunamente lo ha definito Raffaele Simone nell’omonimo saggio; e la cultura del controllo e della verifica, specialmente nelle politiche pubbliche, è largamente ignorata. Il Ministero si comporta come un allenatore che la domenica non andasse a seguire la partita. Lui, però, verrebbe sùbito licenziato in tronco.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

 

Sperimentare e verificare? Macché, la scuola procede alla cieca ultima modifica: 2020-05-21T04:43:41+02:00 da Gilda Venezia
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl