Telecamere contro gli abusi? Meglio puntare su coscienza e formazione

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di Gianluca Nicoletti ,  La Stampa 14.1.2019

– Si leggano le medie reazioni sui social alla notizia dell’arresto di quattro educatrici del Centro S. Agostino di Noicattaro. Tutti s’indignano di fronte alle immagini delle telecamere nascoste dai Carabinieri con bambini autistici maltrattati, picchiati e insultati.

Sono immagini terribili e quindi si richiedono punizioni esemplari, s’invoca la pena capitale, si qualifica le responsabili con i peggiori epiteti possibili. Poi non cambierà nulla magari il giorno dopo si trova un altro bersaglio per indignarsi. Eppure quelle immagini dovrebbero esserci familiari, come minimo ne abbiamo viste di simili in decine di occasioni negli ultimi mesi, anche a Roma in un asilo dieci giorni fa. Stesso set di orrore ogni volta che le forze dell’ordine intercettano con telecamere.

Qualcuno pensa che la soluzione sia mettere telecamere ovunque e sempre accese… Bastasse, chi mai poi potrà controllare minuto per minuto per tutta la giornata tutte le telecamere in tutti i posti dove ci siano persone fragili e inermi come anziani, bambini, disabili. Chi controllerà gli angoli nascosti?

Il problema vero è che ancora non c’è una coscienza istituzionale diffusa sul fatto che il personale che si occupa di categorie molto fragili debba essere altamente qualificato, costantemente formato e aggiornato. Soprattutto monitorato continuamente sull’equilibrio psichico e umorale di ogni operatore nello svolgimento di un lavoro così delicato e logorante.

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Telecamere contro gli abusi? Meglio puntare su coscienza e formazione ultima modifica: 2019-01-15T05:10:38+01:00 da Gilda Venezia
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