Tutto quello che avreste voluto sapere sulle pensioni

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di Carlo Mazzaferro, La Voce.info, 6.11.2018

– La spesa per pensioni nel 2017 è stata di 286 miliardi di euro, il 16,4 per cento del nostro Pil. Lo certifica un rapporto dell’Inps, che ne descrive le principali caratteristiche. È un’analisi utile per andare oltre gli slogan su un tema così complesso.

Il rapporto dell’Inps

A fine ottobre l’Inps ha pubblicato un breve rapporto con informazioni relative alla dimensione e alla composizione della spesa per pensioni in Italia al 31.12.2017.
In un periodo di annunci e promesse di cambiamento, può essere molto utile dare uno sguardo alle statistiche relative alla più importante componente della spesa pubblica italiana, per capirne il peso e le principali caratteristiche.

Nel corso del 2017 la spesa totale per le prestazioni erogate dal sistema pensionistico italiano è stata pari a 286 miliardi di euro, ovvero il 16,4 per cento del prodotto interno lordo. Se le prestazioni sono circa 23 milioni, i pensionati sono poco più di 16 milioni: questo significa che, in media, ogni pensionato percepisce 1,4 pensioni. Più in dettaglio, il 66 per cento dei pensionati percepisce una sola pensione; il 26 per cento ne ha due e il restante 8 per cento tre o più.

Questi numeri ci aiutano a capire perché il tema delle pensioni sia oggi – e sarà in futuro – al centro del dibattito di politica economica del nostro paese. Nel 2017 un italiano su quattro ha percepito almeno una pensione. L’invecchiamento della popolazione lascia presagire che nei prossimi decenni la quota sia destinata a crescere.

La pensione delle donne

La spesa corrente è per molti aspetti frutto e conseguenza delle dinamiche passate del mercato del lavoro. L’importo medio del reddito pensionistico, ovvero la somma delle prestazioni in capo a ogni pensionato, è di quasi 21 mila euro per gli uomini e di 15 mila euro per le donne. Il differenziale di genere è quindi pari al 28 per cento, a favore degli uomini. Non solo, mentre tra gli uomini sono prevalenti le pensioni di vecchiaia e anzianità, per le donne sono le pensioni di reversibilità e quelle assistenziali a farla da padrone. Il modello produttivo del passato, con l’uomo capofamiglia spesso unico produttore di reddito da lavoro e la donna casalinga e quindi non produttrice di reddito monetario, trova oggi una conferma nella composizione della spesa per pensioni. In termini numerici sono le donne a essere in maggioranza (8,4 milioni contro 7,6 milioni di uomini). Questa caratteristica è spiegata completamente dalla netta prevalenza femminile nella classe di età superiore agli 80 anni, a causa della loro maggiore aspettativa di vita.

Un altro ambito dove il sistema pensionistico italiano rispecchia quanto accade nell’economia è quello relativo alla distribuzione territoriale delle risorse. Al Nord e al Centro l’importo medio del reddito pensionistico è più alto rispetto al Mezzogiorno. Inoltre, le pensioni che traggono origine dal versamento di contributi sul mercato del lavoro prevalgono nella parte del territorio più ricca; la quota che invece ha origine assistenziale è più diffusa dove i redditi e l’occupazione sono più bassi. Il differenziale nei redditi da pensione è anche qui importante, ma meno che tra uomini e donne: 19 mila euro circa al Nord e al Centro, contro poco meno di 16 mila euro nel Mezzogiorno – a testimonianza del ruolo perequativo giocato dal sistema pensionistico italiano.

Il valore dell’assegno

Aspetti di grande interesse derivano dall’analisi della distribuzione delle pensioni e del reddito pensionistico per classe di importo. L’aneddotica relativa alla diffusione di un numero elevato di pensioni di importo molto basso trova qui qualche parziale conferma. Soprattutto, però, ha conferma l’evidenza che in un sistema che eroga 23 milioni di prestazioni la questione deve essere esaminata con attenzione molto maggiore di quanto si fa nei “talk show”. Il rapporto dell’Inps ci informa infatti che le pensioni di importo fino a mille euro mensili lordi erano pari al 63 per cento del totale e coprivano nel 2017 il 31 per cento della spesa complessiva. In questa prospettiva, il sistema pensionistico italiano appare come distributore di un numero molto elevato di importi bassi, incapaci di fornire un valido contrasto alla povertà. A conferma, se restringiamo l’osservazione alle prestazioni di importo inferiore a 500 euro mensili, troviamo che erano pari a 5,7 milioni, il 25 per cento del totale delle prestazioni erogate.

Il quadro cambia se consideriamo i redditi pensionistici e non le singole pensioni. In questo caso, a finire sotto la soglia dei mille euro mensili sono il 25 per cento circa delle prestazioni. La quota si riduce al 12,5 per cento del totale se la soglia è posta a 500 euro mensili. Si tratta di circa 2 milioni di persone, in maggioranza donne, per le quali la pensione è presumibilmente la fonte principale di reddito. Poiché non abbiamo informazioni sulla composizione famigliare e sulla disponibilità patrimoniale, tuttavia, non siamo in grado di qualificare quanti di questi soggetti possano essere definiti “poveri”.

Cosa accade dall’altro lato della distribuzione? Selezionando i percettori di reddito pensionistico di importo superiore ai 5 mila euro abbiamo una buona approssimazione dei “super” pensionati. Non sono ancora i pensionati d’oro, il cui reddito da pensione è superiore a 6.900 euro, ma sicuramente sono soggetti che, dal punto di vista finanziario, vivono una vecchiaia serena. Si tratta di 266 mila individui, in grande maggioranza uomini. Sono l’1,7 per cento del totale e a loro arriva il 7,6 per cento del totale della spesa per pensioni. Anche in questo caso, i numeri non sono molto differenti da quelli che si trovano in analisi distributive relative ai redditi da lavoro.

Per quanto riguarda la componente assistenziale della spesa per pensioni, si tratta di 4,5 milioni di prestazioni, per un importo complessivo di 23 miliardi di euro all’anno. All’interno vi si trovano pensioni e assegni sociali, pensioni di invalidità civile e indennità di accompagnamento. Una testimonianza numerica del ruolo cruciale che il sistema pensionistico italiano occupa nel contrasto alla povertà e alla non autosufficienza all’interno della popolazione anziana.

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Tutto quello che avreste voluto sapere sulle pensioni ultima modifica: 2018-11-11T04:53:28+01:00 da Gilda Venezia

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