Un insegnante su tre è assunto in deroga

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di Eugenio Bruno, Il Sole 24 Ore, 18.11.2019

– Se il numero degli alunni complessivi, complice i bassi indici di natalità dell’Italia, è in calo costante da cinque anni lo stesso non può dirsi per gli studenti con disabilità. Stando ai dati diffusi dal Miur, al 10 settembre scorso questi ultimi erano infatti 259.757 contro i 245.723 dell’anno scolastico 2018/19 e i 216.452 del 2015/16. In aumento anche i docenti, per effetto del rapporto da garantire di un docente ogni due certificazioni richieste dalla legge 104/92. Si è superata quota 150mila. Con una particolarità non di poco conto: un posto su tre è assegnato «in deroga», cioè oltre l’organico preventivato. Bastano forse questi numeri a spiegare perché l’inclusione nelle classi degli studenti con disabilità rappresenti la vera sfida del nostro sistema d’istruzione.

La continuità didattica

In attesa di verificare gli effetti prodotti dalle nuove regole introdotte dai governi precedenti (su cui si vedano gli articoli nelle pagine seguenti) in questa sede conviene soffermarsi sulla descrizione dello stato di cose presenti. Con una considerazione preliminare che appare doverosa: se la continuità didattica è un valore per qualsiasi alunno, per chi ha una patologia certificata lo è ancora di più. Poter contare su una figura di riferimento stabile è una pre-condizione per un inserimento meno traumatico in classe. E sembra essersene accorto anche il legislatore che ha previsto la possibilità di reiterazione dei contratti a tempo determinato per gli insegnanti di sostegno. Purché – come spieghiamo meglio a pagina 4 della Guida Rapida – il posto su cui la supplenza viene “prolungata” sia disponibile/vacante e il docente abbia un titolo di specializzazione. Un doppio requisito che rende di fatto molto difficile poter contare sullo stesso professore per due anni scolastici di seguito.

La mappa del disagio

In percentuale le scuole maggiormente interessate sono le medie. Su 1,6 milioni di bambini iscritti all’anno scolastico 2019/20 alle secondarie di primo grado, oltre 69mila hanno una disabilità certificata. Vale a dire il 4,2 per cento. A seguire troviamo le primarie con il 3,9%, le superiori con il 2,7% e la scuola dell’infanzia con il 2,4 per cento.

Le promesse di Fioramonti

Attualmente si sta svolgendo il quarto ciclo del corso di specializzazione sul sostegno, per 14.000 posti. Tutti i partecipanti dovrebbero poi poter accedere ai concorsi che, come previsto dal decreto scuola all’esame della Camera, saranno banditi entro il 2019. Dopodiché, partiranno altri due cicli di formazione; ognuno garantirà 14.000 posti. Per un totale di 42mila specializzazioni bandite nel triennio 2018/20. Ma l’obiettivo dichiarato del ministro Lorenzo Fioramonti è quello di andare oltre questi numeri così da «garantire il docente sostegno dal primo giorno di scuola».

Un aiuto in tal senso è atteso anche dalla legge di bilancio. Il Ddl, che ha iniziato il suo iter parlamentare dal Senato, in una delle poche disposizioni dedicate al mondo dell’istruzione, stanzia 11 milioni sul 2020 per il «potenziamento della qualificazione dei docenti in materia d’inclusione scolastica». Un tema quanto mai attuale anche alla luce delle nuove modalità di redazione e di accompagnamento del Piano educativo individualizzato che debuttano quest’anno e che costituirà la “bussola” degli interventi. In classe e fuori.

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Un insegnante su tre è assunto in deroga ultima modifica: 2019-11-18T06:05:16+01:00 da Gilda Venezia
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