Una scuola per i più piccoli

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di Laura Donà, Scuola7, n. 240, 21.6.2021.

Consultazione nazionale 0-6: a che punto siamo?

Gilda Venezia

Lo scorso 31 marzo il Ministero dell’istruzione[1] ha organizzato, via webinar, il lancio delle Linee pedagogiche 0-6. Era presente Giancarlo Cerini, Presidente della Commissione nazionale, che oltre a lasciarci in eredità da alimentare e far crescere, questo documento nazionale, aveva anche predisposto il piano per una consultazione pubblica allargata, con l’obiettivo di diffondere le proposte, far condividere le idee, raccogliere i suggerimenti allo scopo di migliorare il documento.

Un testo da mettere alla prova

La sua idea, espressa negli ultimi incontri da lui coordinati, era quella di poter disporre di linee pedagogiche a larga diffusione e di un documento che potesse fungere da cerniera per l’effettiva realizzazione del sistema integrato 0-6. Una visione ad ampio respiro con un testo che potesse fungere da riferimento per i soggetti istituzionali, il mondo pedagogico, i servizi per l’infanzia e le scuole, i decisori politici nazionali e locali.

Il gruppo nazionale allargato alle figure di collaborazione[2] ha preso il testimone e fin da subito ha proseguito le azioni disegnate da Giancarlo avviando, con diverse modalità, la consultazione. La Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici del Ministero dell’istruzione e l’ufficio II, specifico per gli Ordinamenti della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione[3], hanno assunto la regia d’insieme per delineare le diverse modalità di ascolto e di raccolta di pareri, idee, commenti.

Come raccogliere dati quantitativi e qualitativi

Una prima strada è quella volta a raccogliere i dati quantitativi, iniziata il 31 marzo 2021 e attiva fino al 10 luglio 2021, con due diversi link di accesso[4] riservati a singoli operatori, genitori, ad organizzazioni. In questo caso si tratta di una raccolta quantitativa su un questionario e una qualitativa su schede a domande aperte. Al momento attuale sono pervenuti più di mille questionari e circa 70 schede di osservazione pur mancando ancora diverse settimane per la conclusione della consultazione.

Una seconda strada, di particolare rilevanza, consiste nella consultazione di tipo qualitativo a soggetti privilegiati, i cosiddetti stakeholder. Sono stati individuati otto gruppi di interesse, a partire dalle OO.SS., agli Enti Locali, alle Associazioni professionali compresi i Forum, gli Enti privati, le Università, i Coordinamenti Pedagogici Territoriali e le Associazioni dei Pedagogisti, le Associazioni dei soggetti con disabilità, le Associazioni degli Psicologi e dei Pediatri. Questa opzione ha dato luogo alla produzione di documenti liberi a corredo delle testimonianze raccolte da parte di soggetti appartenenti alle diverse categorie consultate ad integrazione delle sintetiche riflessioni raccolte nei gruppi di ascolto attivati. Sulla metodologia degli audit anche in questo caso la regia è stata svolta dall’ufficio II della DGOSVI[5] del Ministero.

Come diffondere ad ampio raggio la proposta

Ma c’è anche una terza via, è di carattere più divulgativo: gli USR si fanno carico di presentare le linee pedagogiche nei territori regionali. Anche in questo caso il Presidente Cerini aveva messo a punto il modello di incontro che è stato adottato dall’Ufficio II e divulgato nelle sedi regionali. Consiste in una parte iniziale di saluti istituzionali, utile per chiamare alla presenza oltre che i Direttori Generali degli USR, gli Assessori regionali all’istruzione e al welfare, i rappresentanti dell’ANCI e degli enti privati più significativi del territorio. La parte centrale è quella della presentazione del documento, affidata a componenti del gruppo nazionale allargato, nella misura di due persone. Questi hanno il compito di tratteggiare gli aspetti istituzionali e le parole chiave delle linee pedagogiche. Lo scopo è quello di portare l’attenzione sui sei capitoli del testo e sul valore dello stesso in raccordo alle Indicazioni del 2012 e al documento in corso di elaborazione sugli Orientamenti per lo 0-3. Poi deve seguire da parte delle scuole e dei servizi per l’infanzia della regione la presentazione di alcune esperienze significative per far conoscere progettualità e iniziative innovative sullo 0-6. La conclusione è poi affidata nuovamente al Direttore dell’USR e ai rappresentanti della Regione o degli Enti locali.

Questa azione divulgativa è iniziata il 13 maggio in Veneto[6] e si concluderà nei primi giorni di luglio con l’obiettivo di far conoscere il testo e divulgare l’utilizzo del questionario e della scheda di lettura e di osservazioni affinché tutte le regioni possano esprimersi sul documento avvicinando la base dei docenti, degli educatori, degli enti e delle associazioni locali.

Una questione di governance

Monitorare un documento per definirlo è una novità all’interno dell’amministrazione scolastica, tale azione denota una visione strategica di lungo respiro, necessaria per poter rendere attivo il sistema integrato zerosei. Già il D.lgs 65/2017, che l’ha avviato, si è posto in chiave innovativa sullo scenario del sistema educativo, per raccordare i servizi per l’infanzia e le scuole gestite da due soggetti diversi: le Regioni e gli Enti locali da un lato, lo Stato dall’altro, in conformità ai compiti derivanti dal titolo V della Costituzione.

I due segmenti 0-3 e 3-6, per essere saldati in forma di dialogo attivo e di scambio di pratiche, richiedono un lavoro di governance a vario livello: da quello nazionale a quello dei territori, nel rispetto del dettato costituzionale e delle esigenze di aumento della percentuale di presenza di questi servizi in tutte le regioni italiane. È richiamata la priorità di raggiungere il benchmark europeo del 33% per lo 0-3, in forma di equa distribuzione tra le diverse aree del paese e del 95%, meglio del 100% di frequenza, nelle scuole dell’infanzia.

La raccolta e il rilancio

Su questi presupposti si stanno raccogliendo i materiali finora pervenuti dalla consultazione pubblica, si stanno impostando le modalità di lavoro per l’analisi dei contributi sia di tipo quantitativo che qualitativo. Sui prodotti qualitativi, ossia gli esiti delle consultazioni nazionali con gli stakeholder individuati e dai documenti pervenuti dalle organizzazioni, è già iniziata la lettura da parte del gruppo di lavoro nazionale. L’orientamento è quello di cogliere gli elementi di apprezzamento sui contenuti delle linee pedagogiche e gli apporti volti a segnalare integrazioni e miglioramenti come pure aspetti da sfumare o da modificare.

Questo lavoro di lettura ragionata si sta mettendo a punto con una metodologia condivisa per ottimizzare la sintesi dei contributi e proseguirà nei mesi estivi, una volta chiusa la raccolta entro il 10 luglio prossimo.

Il cronoprogramma, già definito dal Presidente Cerini, prevede l’uscita del testo definitivo entro l’autunno, al fine di supportare anche gli investimenti contenuti nel PNRR.

Dagli incontri e dai dibattiti: un grande apprezzamento del documento

Nei mesi di aprile e maggio si sono registrati numerosi incontri e dibattiti sulle linee pedagogiche che hanno fatto registrare un apprezzamento generalizzato sul documento e sulla sua impostazione. Una prima considerazione attiene alla centralità data ai bambini e ai loro diritti dai quali far discendere i servizi e le azioni pedagogico-organizzative. Una seconda sottolineatura viene posta dai servizi 0-3 e dai soggetti coinvolti nella loro gestione, per la valenza educativa assegnata al lavoro di cura ed educazione, ritenuta indispensabile nella percezione collettiva per generare un effettivo investimento della società sui cittadini di domani. La consapevolezza che usufruire precocemente di interventi educativi intenzionali, come pure del valore della relazione di cura e delle esperienze rielaborate dei bambini, garantisce un benessere globale, contribuisce a costruire una società vitale, attenta ai soggetti, alle diversità e alla tutela dell’ambiente.

Continuare il lavoro di Giancarlo Cerini

La prematura scomparsa del Presidente Giancarlo Cerini proprio subito dopo il lancio delle linee pedagogiche ha rinforzato lo svolgimento di numerosi momenti di incontro e dialogo sullo zerosei, come se si sentisse di restituire valore all’impegno di questo lascito generazionale. Si può parlare quasi di un momento d’oro per la cultura dell’infanzia per rilanciare le attività, le iniziative, i progetti che Giancarlo non si stancava mai di valorizzare e far crescere.

Proprio per continuare la sua opera ci sono già state diverse iniziative:

  • il 10 giugno all’Università di Lecce: “Incontro seminariale sul sistema integrato zero-sei” a cura di Piergiuseppe Ellerani;
  • nella stessa giornata: “La ballata popolare di Giancarlo e il sistema integrato 0-6” organizzato da Jaime Enrique Amaducci del CIDI;
  • precedentemente, il 3 giugno, un seminario di formazione “Ricordando Giancarlo. L’intelligenza che sa parlare al cuore”, da Proteo e CGIL per l’Abruzzo e Molise;
  • un ciclo di incontri organizzati da Arianna Lazzari e Lucia Balduzzi dell’Università di Bologna sul tema del “promuovere la continuità educativa all’interno del sistema integrato 0-6”;
  • diverse iniziative del gruppo nazionale Nidi e infanzia, la più recente il 18 giugno sul Coordinamento pedagogico territoriale.

In tutti questi momenti si è colta la forte attenzione a costruire il sistema integrato: implicitamente è anche un segno di riconoscimento all’ispettore Cerini e al suo impegno perché la scuola diventi sempre di più un luogo dalle luci sempre accese.


[1] https://www.istruzione.it/sistema-integrato-06/linee-pedagogiche.html

[2] https://www.istruzione.it/sistema-integrato-06/commissione.html

[3] Si ringrazia il Direttore Generale della DGOSV Maria Assunta Palermo e il Dirigente dell’Ufficio II Gianluca Lombardo

[4] https://questionari.pubblica.istruzione.it/questionariV3/index.php/362996?newtest=Y&lang=it per il questionario; https://questionari.pubblica.istruzione.it/questionariV3/index.php/398328?newtest=Y&lang=it per la scheda di lettura

[5] Direzione generale degli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione.

[6] L’inizio con il Veneto era anche questa una indicazione del presidente Cerini, rivolta alla scrivente per poter ‘tarare’ il modello degli incontri regionali, cfr. https://istruzioneveneto.gov.it/20210430_10993/

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Una scuola per i più piccoli ultima modifica: 2021-06-21T21:26:34+02:00 da Gilda Venezia
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