Violazione della clausola europea dei contratti a tempo determinato,cos’è?

di Lauro Zanzara, La scuola semplice, 11.7.2018

Dalle notizie che si leggono, in merito al rinvio della sentenza di merito del TAR Lazio della decisione sui diplomati magistrali, scaturiscono alcune considerazioni che voglio condividere.

La giustizia amministrativa italiana appare ai cittadini come incomprensibile e lontana, i maestri ne portano il peso sulle spalle e anche i costi.

Poveri diplomati magistrali, tanto per prolungare di qualche mese i tempi della decisione, qualcuno deve aver scelto di presentare motivi aggiunti al ricorso in discussione oggi, per ottenere il rinvio della sentenza, in attesa della decisione del Governo già fin troppo chiara.

I principi del diritto dell’ Unione europea, evidentemente violati dal MIUR per anni, e non solo per i DM, entrano a far parte del contenzioso; forse c’è la volontà di risolvere contestualmente controversie tra loro collegate, in Italia mai risolte fino in fondo: chiusura delle GAE e sfruttamento delle persone per anni senza poter accedere al ruolo.

Una memoria ci dev’essere da qualche parte su questi motivi aggiunti, ma le migliaia e migliaia di persone interessate non ne sapevano nulla fino ad oggi, la giustizia è cosa da avvocati…

Proprio loro nei prossimi mesi illustreranno, per arrivare all’agognato merito, la clausola 5 dell’accordo quadro, intitolata «Misure di prevenzione degli abusi», che così recita:

“Per prevenire gli abusi derivanti dall’utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato, gli Stati membri, previa consultazione delle parti sociali a norma delle leggi, dei contratti collettivi e della prassi nazionali, e/o le parti sociali stesse, dovranno introdurre, in assenza di norme equivalenti per la prevenzione degli abusi e in un modo che tenga conto delle esigenze di settori e/o categorie specifici di lavoratori, una o più misure relative a:

a) ragioni obiettive per la giustificazione del rinnovo dei suddetti contratti o rapporti;

b) la durata massima totale dei contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato successivi;

c) il numero dei rinnovi dei suddetti contratti o rapporti.

Gli Stati membri, previa consultazione delle parti sociali, e/o le parti sociali stesse dovranno, se del caso, stabilire a quali condizioni i contratti e i rapporti di lavoro a tempo determinato:

a) devono essere considerati “successivi”;

b) devono essere ritenuti contratti o rapporti a tempo indeterminato”

Non dimentichiamo che l’Art 3 della nostra Costituzione sancisce il diritto della parità di trattamento e persino la clausola 4 dell’accordo europeo ricorda che le condizioni di impiego dei lavoratori a tempo determinato non possono essere meno favorevoli di quelle riservate ai lavoratori a tempo indeterminato, a meno che non sussistano ragioni oggettive.

Purtroppo però viene anche specificato che le disposizioni per l’applicazione di questa clausola saranno definite dagli Stati membri, previa consultazione delle parti sociali e/o dalle parti sociali stesse, viste le norme comunitarie e nazionali, i contratti collettivi e la prassi nazionali. Paese in cui vai, sfruttamento che trovi!

Ma già sappiamo, avendo intentato vari ricorsi in passato per molti precari, che la violazione di disposizioni imperative riguardanti l’assunzione o l’impiego di lavoratori, da parte delle pubbliche amministrazioni, non può comportare la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, il lavoratore interessato avrà diritto al risarcimento del danno derivante dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative.

La normativa europea lascia un grande margine di azione agli Stati Membri per quanto riguarda le loro amministrazioni pubbliche, possono, cioè, senza contravvenire all’accordo, stabilire le condizioni per l’accesso al ruolo dei loro dipendenti con contratti di lavoro a tempo determinato. (sentenza Rosado – Santana, leggete il punto76).

Mi sembra che sia davvero il momento di trovare una soluzione politica, di cambiamento ed equa che salvi il posto almeno a chi ha tre anni di servizio e li avrà in futuro.

Il governo del cambiamento deve studiare e trovare presto la soluzione che ha promesso o forse i nuovi politici sono “diversamente uguali”?

Parlare “In nome del Popolo Italiano”, mi dispiace, non è sufficiente!

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Violazione della clausola europea dei contratti a tempo determinato,cos’è? ultima modifica: 2018-07-12T06:06:06+00:00 da Gilda Venezia

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