24 CFU, partono i corsi degli Atenei: anche gli over 50 fra gli iscritti

di Fabrizio De Angelis, La Tecnica della scuola  27.11.2017

–  Come abbiamo scritto in precedenza, entro fine anno è atteso il bando di concorso docenti riservato agli abilitati. Successivamente, all’inizio del 2018, dovrebbe toccare al bando di concorso per non abilitati, che per partecipare, dovranno possedere, fra i vari requisiti, 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

A tal proposito, abbiamo anche riportato, l’elenco in aggiornamento degli atenei che stanno aprendo i corsi o quelle che lo faranno a breve, per dare ai candidati interessati, le informazioni necessarie.

PF24 dell’Università di Sassari

A tempo di record si segnala l’apertura del corso PF24 dell’Università di Sassari, che già conta quasi 1800 iscritti, fra i primi atenei in Italia: “Per noi la formazione degli insegnanti è un tema centrale per lo sviluppo socio-economico della nostra isola e per il futuro dei nostri ragazzi– dichiara il Rettore dell’Università di Sassari Massimo Carpinelli – Tra gli iscritti a questo corso ci sono gli insegnanti che entreranno in ruolo nel 2020, quando è prevista la creazione di 5.000 nuovi posti di lavoro nella scuola“.
Gli iscritti ai corsi a Sassari, come riporta un comunicato dell?Università, hanno un’età compresa fra i 28 e i 39 anni, anche se non mancano i 50enni e anche chi ha quasi raggiunto la soglia dei 60 anni. Per quanto riguarda la provenienza geografica, il Nord Sardegna la fa da padrone, ma c’è anche una discreta rappresentanza della zona di Oristano e Cagliari e, in minima parte, del resto d’Italia: “la nostra idea è quella di dare un contributo di lungo periodo alla formazione degli insegnanti sardi – prosegue il Rettore – ed è per questo che stiamo lavorando in modo mirato sull’offerta formativa per proporre un percorso completo, che parta già dopo il diploma“.
Che aggiunge: “l’Università di Sassari si sta impegnando per dare ai futuri insegnanti sardi la possibilità di formarsi qui, in Sardegna. Cogliamo l’opportunità di costruire un legame indissolubile tra scuole, università e territorio, con notevoli, con vantaggi in termini anche di risparmi economici“.

Il percorso: corsi dal 1° dicembre

L’acquisizione dei 24 crediti formativi universitari ulteriori, infatti, come ricorda l’ateneo sardo, è titolo richiesto dalla normativa nazionale (decreto ministeriale n. 616 del 10 agosto 2017) per l’accesso al concorso nazionale per la Formazione Iniziale e Tirocinio (FIT) finalizzata all’ingresso di insegnanti nella Scuola secondaria di I e di II grado.
Sono in tutto 120 ore di lezione che vertono su materie di ambito pedagogico, psicologico, antropologico e metodologico-didattico. I corsi, per i quali è stata necessaria una riprogrammazione, considerato il successo dell’iniziativa, inizieranno il 1° dicembre e si concluderanno entro febbraio.

I costi da sostenere

Il tema del costo della certificazione dei crediti posseduti è già emerso nel dibattito pubblico nazionale.
L’Università di Sassari tiene a precisare che chi segue il piano standard e sostiene tutti e quattro gli esami delle attività formative specifiche previste non paga per la certificazione che in questo caso è ottenuta in modo automatico; invece, per coloro che chiedono il riconoscimento di attività formative pregresse svolte in un qualsiasi ateneo italiano è richiesto il pagamento di un contributo, da 50 a 200 euro, proporzionale alla quantità di attività di cui si chiede il riconoscimento. Ciò è dovuto ai costi amministrativi che una verifica approfondita di questo genere comporta per poter dar luogo a una certificazione in base ai requisiti del DM n. 616/2017.

Ci rendiamo conto che la questione è complessa, conclude il Rettore Massimo Carpinelli, e quindi abbiamo deciso di considerare questo corso, a tutti gli effetti, come un corso istituzionale, senza delegare niente all’esterno, dedicando a questa attività i nostri docenti e il nostro personale tecnico-amministrativo, che è a disposizione per fornire ogni chiarimento utile”.

Adesso ricapitoliamo le modalità di acquisizione dei 24 crediti formativi universitari o accademici (acquisiti in forma curricolare, aggiuntiva o extra curricolare) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle materie didattiche, per i non abilitati, che potrebbero partecipare al concorso con le nuove regole già a partire dal 2018.

Come acquisire 24 CFU

Il ministero ha pubblicato, una tabella riassuntiva, in cui sono indicate chiaramente le modalità di

1) Il corretto conseguimento dei 24 crediti e il raggiungimento degli obiettivi formativi previsti dal DM 616/2017 (con indicati insegnamenti, altre attività formative, SSD, voti e CFU/CFA) deve essere certificato da una istituzione universitaria o AFAM. La certificazione è necessaria a i fini della partecipazione al Concorso docenti.

2) I CFU/CFA già conseguiti nel corso degli studi universitari o AFAM, in forma curriculare o aggiuntiva (corso di laurea triennale, specialistica, magistrale, master universitari o AFAM di primo e di secondo livello, dottorati di ricerca, scuole di specializzazione, corsi singoli), possono essere riconosciuti come validi dalle istituzioni universitarie o AFAM che rilasciano la certificazione di cui alla nota 1.

3) Si devono possedere almeno 6 CFU/CFA in almeno tre dei quattro ambiti disciplinari previsti dal DM 616/2017.

4) Per accedere al Concorso docenti è necessario il possesso sia dei 24 crediti formativi sia dei titoli di accesso alle Classi di Concorso previsti dai DM 259/2017, DPR 19/2016, DM 22/2005, DM 39/1998.

5) I CFU/CFA utilizzati per l’accesso alle Classi di Concorso possono essere utilizzati anche per il raggiungimento dei 24 crediti formativi (salvo quanto previsto dalle note 1 e 2) e viceversa.

Il decreto specifica inoltre che chi ancora non si è laureato, potrà integrare i crediti formativi mancanti a titolo gratuito, mentre, chi è già laureato e deve integrare gli esami potrà farlo pagando al massimo 500 euro, che saranno ridotti in proporzione al reddito e al numero di crediti da conseguire.

Inoltre, i crediti potranno essere acquisiti esclusivamente presso enti interni al sistema universitario o dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica. Si potranno acquisire per modalità telematica un massimo di 12 crediti.
Potranno essere riconosciuti anche i crediti conseguiti nell’ambito di Master, Dottorati di ricerca, Scuole di specializzazione.

Il Concorso 2018

Il concorso del 2018 dovrebbe prevedere due prove scritte e una prova orale:

  • La prima prova scritta verte su una disciplina a scelta appartenente alla classe di concorso.
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  • La seconda prova scritta verte sulle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecniche didattiche.
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  • La prova orale si svolge su tutte le discipline della classe di concorso e per la verifica delle competenze in lingua straniera e informatiche.
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  • Per quanto riguarda il sostegno è prevista una terza prova scritta relativa alla pedagogia speciale e alla didattica dell’inclusione.

Percorso FIT

Il percorso FIT, di durata triennale, è riservato a tutti i vincitori del concorso, che saranno suddivisi in due scaglioni annuali successivi.

Il FIT è così articolato:

  • il primo anno, svolto principalmente nelle strutture accademiche (con oneri a carico del MIUR) con momenti di tirocinio nelle scuole, è finalizzato al conseguimento del diploma di specializzazione all’insegnamento, specifico per la classe di concorso o per il sostegno. È previsto un compenso per 10 mesi di circa 600€ lordi.
  • il secondo anno vede momenti formativi integrati con il tirocinio nelle scuole e l’inizio di specifiche attività di insegnamento (supplenze brevi per assenze fino a 15 giorni).
    È previsto un compenso per 10 mesi di circa 600€ lordi, nonché lo stipendio per le supplenze brevi che saranno effettuate.
  • il terzo anno al partecipante sarà assegnata una cattedra vacante e disponibile, con tutte le responsabilità connesse. Percepirà lo stipendio pari a quello di una supplenza annuale.

Inoltre, si ricorda che al termine del primo e del secondo anno i candidati saranno soggetti a valutazione, così anche al termine del terzo anno e, in caso di valutazione positiva, saranno assunti a tempo indeterminato.

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