Bocciato per un cinque in condotta, il Tar: “E’ legittimo”

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Oggiscuola  4.11.2016

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– È legittimo bocciare col cinque in condotta gli studenti che si macchiano di “singoli episodi di assoluta gravità”. Lo hanno ribadito i giudici del Tar Sardegna che hanno respinto il ricorso presentato dai genitori di un alunno delle scuole medie, bocciato in terza per il voto sul comportamento legato ad un grave atto vandalico.

Il voto in condotta sarebbe derivato dal presunto coinvolgimento dell’alunno in atti vandalici, compiuti fuori dall’orario delle lezioni all’inizio di quest’anno. “Risulta che la scuola frequentata dal minore”, scrivono i giudici, “sia stata interessata da gravi atti vandalici. In particolare sono stati asportati oggetti e materiali didattici e i locali dell’istituto risultavano inagibili perché era stato sparso il liquido contenuto negli estintori nei pavimenti e negli arredi”.

Un tempo a essere temuto era il famigerato 7 in condotta, ma dal 2009 la norma è cambiata e a determinare la bocciatura è il 5. Il 5 in condotta può essere assegnato solo per casi gravi, al seguito dei quali lo studente sia stato sospeso per un periodo superiore ai 15 giorni.

La sanzione non può essere decisa solo da un professore, ma deve essere presa collegialmente dall’intero consiglio d’istituto. Una sanzione molto severa che non può scaturire da singoli episodi, ma deve essere conseguenza di un comportamento scorretto dello studente protrattosi per tutto l’anno scolastico.

Il 7 in condotta rimane un marchio per quegli studenti che, sebbene promossi, abbiano dimostrato un atteggiamento poco corretto nei confronti dei professori e dell’istituto che si siano mostrati particolarmente poco diligenti nello svolgimento dei compiti e degli esercizi.

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