Il premier difende la Buona Scuola: “Può essere migliorato, ma è la prima riforma che dopo decenni mette soldi all’istruzione e dà continuità educativa”

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Il premier difende la Buona Scuola: “Può essere migliorato, ma è la prima riforma che dopo decenni mette soldi all’istruzione e dà continuità educativa”

TGCom 24, 17.5.2015

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– Aut aut di Matteo Renzi sul ddl scuola. “O il provvedimento è una sciagura come dice chi protesta. Oppure come pensiamo noi può essere migliorato ma è la prima riforma che dopo decenni mette soldi sulla scuola e dà continuità educativa – ha scritto infatti il premier su Facebook -. Discutiamo, facciamo modifiche ma poi votiamo. Altrimenti saltano gli investimenti”.

“Basta con i tagli alla scuola” – “Il ddl Buona Scuola – si legge nel post – prevede centomila professori in più, una diversa organizzazione basata sull’autonomia, più soldi per la formazione e finalmente il merito nella valutazione. Per la prima volta un governo mette più soldi (tanti) sulla scuola perché per noi è strategico. Basta coi tagli alla scuola, investiamo finalmente!”.

“Provvedimento bloccato in Senato, a rischio investimenti” – “In molti però hanno contestato questo provvedimento – osserva Renzi – chiedendone il ritiro e dicendo che avrebbe distrutto la scuola pubblica. Al Senato di conseguenza il provvedimento è bloccato da migliaia di emendamenti che cercano di stopparne l’approvazione”.

“Ora, delle due l’una. O questo provvedimento è una sciagura – prosegue – come dice chi protesta. Oppure, come pensiamo noi, può essere migliorato ma è il primo provvedimento dopo decenni che mette soldi sulla scuola e restituisce continuità educativa ai nostri ragazzi. Discutiamo, facciamo modifiche, ma poi votiamo. Altrimenti saltano gli investimenti”.

“Per nuove assunzioni serve una nuova organizzazione” – “Oggi qualcuno parla di ricatto – sottolinea il premier – ma la verità è molto semplice: puoi assumere solo e soltanto se cambi il modello organizzativo. Dare più professori alle scuole impone l’autonomia degli istituti e una diversa organizzazione. Altrimenti la scuola diventa ammortizzatore sociale per i precari e non servizio educativo per i nostri ragazzi e le famiglie. Assumiamo i professori per metterli a lavorare, in un sistema organizzativo diverso (e questo spiega il ruolo del preside, su cui si può discutere, ma qualcuno che decide nella scuola dell’autonomia ci vuole. O pensiamo di andare avanti con le circolari da Roma?)”.

“Con ddl, la scuola avrà più risorse e più personale” – “A regime normale – prosegue il post – si assumono ogni anno 20mila persone. Noi investiamo sulla scuola e proponiamo di farne 100mila. I precari – che sono tre volte tanto – vorrebbero essere assunti tutti e ovviamente non è possibile perché si entra nella scuola vincendo un concorso non altrimenti. Noi ci siamo, pronti al confronto fin dalla prossima conferenza nazionale sulla scuola”.

“Se il disegno di legge già approvato alla Camera va in porto anche al Senato – conclude Renzi – la scuola italiana ha più risorse, più personale ed è più forte. Perché dopo anni di tagli finalmente c’è chi investe sulla scuole non a parole, non nei convegni”.

Relatori a gruppi Senato: “Sfoltire numero emendamenti” – Sfoltire il numero degli emendamenti al ddl scuola per consentirne l’approvazione in tempi brevi: è questa la richiesta che i relatori del disegno di legge in Commissione Istruzione al Senato, Francesca Puglisi (Pd) e Franco Conte (Ap), hanno rivolto alle opposizioni e al Pd, dopo il richiamo arrivato martedì dal presidente del Consiglio sui tempi della “Buona scuola” e sul rischio di uno slittamento delle assunzioni dei docenti precari.

Scuola, lo stop di Renzi  di Enrico Laurelli

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