L’inverno della scuola: uno studente su tre al freddo

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di Paolo Festuccia,  La Stampa 8.12.2017

La denuncia nell’indagine di Skuola.net: caloriferi vecchi o non funzionanti. Ma i problemi sono anche strutturali: solo il 37% si sente sicuro a lezione

ROMA
Gli edifici scolastici in Italia sono oltre 41mila. Ospitano quasi otto milioni di allievi, ma uno studente su tre si sente in pericolo nel frequentarli. Il disagio e la preoccupazione si acuiscono in quelle zone che più o meno nel recente passato sono state interessate da gravi fenomeni sismici o calamità naturali e che, nei fatti, nell’ultimo decennio hanno direttamente interessato la maggior parte delle regioni dell’Italia centrale.

L’istantanea di una così forte preoccupazione è stata fotografata e messa nero su bianco dal sito Skuola.net, che in occasione della recente giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole a fine novembre, ha chiesto a cinquemila studenti italiani (per lo più della scuola secondaria ma anche primaria) come giudicano l’edificio che li ospita sia per le qualità strutturale che per i servizi interni. Ebbene, solo per il 37 per cento degli intervistati le aule sarebbero sicure, mentre il 30 per cento non ha esitato a denunciare come all’interno delle aule tema per la propria incolumità.

Ma a creare disagio, naturalmente, non c’è solo la solidità delle infrastrutture ma pure i servizi erogati (dai bagni alle aule didattiche ai laboratori): a far arricciare il naso, infatti, c’è tra i primi posti per inefficienza la pulizia della aule e dei bagni ma anche il riscaldamento. Ed, infatti, proprio su quest’ultimo aspetto quasi la metà della popolazione scolastica si è detta scontenta della climatizzazione interna: spesso in inverno i caloriferi restano freddi (per il 28%) e in troppe circostanze la loro «potenza» è insufficiente a rendere confortevole l’ambiente (20%).

Problemi su problemi, insomma, che gli studenti elencano uno dopo l’altro come perle infinite di una lunga collana di disagi: a cominciare dalla scarsa manutenzione. Secondo i dati elaborati, infatti, quest’ultima solo raramente riguarderebbe le sezioni strutturali dell’edificio (solo il 16%) con al punto più basso per inefficienza l’impianto idraulico: carenza di acqua calda e scarichi a singhiozzo. Eppure dal 2014 ad oggi le cifre che il governo ha messo in campo per far fronte al riammodernamento delle strutture scolastiche non sono di poco conto, con una dotazione totale di quasi 4 miliardi; che negli ultimi 36 mesi – segnala il Miur – hanno portato alla realizzazione di oltre 12mila interventi. Ma il nodo, nel confronto con gli studenti, resta più aperto che mai. Pochi fondi per tutti gli oltre 41mila edifici scolastici? Forse, e comunque, non sufficienti a rendere le scuole al passo con le richieste dei suoi frequentatori.

All’appello, infatti, mancherebbero ancora 845 interventi (stabiliti all’interno del decreto legge «del fare» per la «Scuola sicura») che saranno finanziati con i ribassi d’asta. Ad oggi sono stati certificati 692 interventi dei quali 418 conclusi; 227 avviati e 47 ancora da avviare. Numeri che se rendono onore agli impegni finanziari assunti non riescono, però, a eludere, da qui le critiche, o a soddisfare le richieste di migliaia di giovani che chiedono sì, e in primo luogo sicurezza, ma pure un ambiente confortevole, accogliente e funzionale.

Insomma, tra le righe del rapporto, si legge pure che se è indispensabile avere solai solidi è altresì intollerabile avere pareti che attendono da anni di essere ritinteggiate o pavimenti non lucidati da mesi. Da qui, il pollice verso di un terzo degli studenti (il 32%) che sostiene che nell’ultimo anno il loro edificio non è stato interessato né da interventi di manutenzione straordinaria né ordinaria. Come dire: muri e tetti sono sempre gli stessi ma anche le pareti restano tinte di sporco come, anzi e di più, dell’anno prima. Ed, inoltre, nel sondaggio condotto da Skuola.net si segnala che anche quando la manutenzione è stata fatta, questa non sempre ha raggiunto gli obiettivi: infatti, per il 23 per cento del campione intervistato gli interventi fatti non hanno portato a nessun tipo di miglioramento (soprattutto al Sud dove gli scontenti toccano quota trenta per cento). Solo in un caso su quattro (il 26 per cento del campione), al contrario, il volto della scuola è mutato in senso positivo: al Nord si sale al 33 per cento al Centro-Sud non si arriva al 20 per cento. Per il restante 51 per cento, invece, le migliorie sarebbero avvenute solo in parte. Una parte, dunque. Come del resto i fondi che non bastano mai. Nel 2014, infatti, a leggere i dati del Miur (ministero Università e ricerca), sono state coinvolte con il capitolo «Scuole belle» 7mila 235 scuole e ad altre 10mila sarebbe toccato lo scorso anno. Il tutto con un’iniezione finanziaria di 280milioni in due fasi (150milioni per il 2015, 130milioni per il 2016). Altri fondi, naturalmente, sono andati al tema antisismico e altri ancora per la costruzione di scuole nuove di zecca.

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