Congedo maternità, fruibile dopo il parto entro i successivi cinque mesi. Le condizioni

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Orizzonte Scuola, 24.12.2018

– La Legge di Bilancio si appresta a modificare le modalità di fruizione del congedo obbligatorio di maternità, ma secondo il Presidente della SIN (Società Italiana Neonatologia) non è sufficiente.

Le modifiche al congedo di maternità

Le mamme con lavoro da dipendente pubblico potranno rimanere al posto di lavoro fino al nono mese di gravidanza, previa autorizzazione del  medico.

Ad oggi è vietato adibire al lavoro le donne:

  1. durante i due mesi precedenti la data presunta del parto;
  2. durante i tre mesi dopo il parto (precisandosi che il computo decorre dal giorno successivo a quello del parto).

Vi è però una misura alternativa, ossia quella di richiedere l’astensione obbligatoria nella formula 1+4, quindi al lavoro fino all’ottavo mese di gravidanza compiuto, per usufruire di un mese in più dopo la nascita del bambino. Per accedere a tale misura occorre il parere favorevole del medico.

Appello della Società Italiana di Neonatologia

Allungare il congedo di maternità per garantire un allattamento al seno esclusivo di sei mesi.

E’ questo l’appello diffuso dal dott.  Fabio Mosca – direttore U.O. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, Fondazione Irccs Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e Presidente della SIN attraverso il Sole24Ore

“A me servirebbe che il congedo di maternità sia più lungo dopo il parto. Se vogliamo garantire l’allattamento al seno esclusivo per sei mesi, che è il periodo minimo stabilito dall’Organizzazione mondiale della Sanità , non si può certo far tornare la mamma a lavorare dopo tre mesi, o quattro” – afferma il dott. Mosca

Inoltre la misura avrebbe anche dei vantaggi sociali “La mamma più allatta e meno è esposta a tumori al seno, il neonato è meno esposto a infezioni e ci sono meno ricoveri. Quindi l’allattamento è vantaggioso per la società: sono più i vantaggi di un allattamento esclusivo di cinque-sei mesi piuttosto che i risparmi che si generano facendo tornare la donna a lavorare“.

I dati sull’allattamento

Sempre sul Sole24Ore si legge “all’uscita dall’ospedale il 90% delle mamme allatta, ma a partire dai quattro mesi l’allattamento esclusivo crolla al 31 per cento. A sei mesi solo il 10% dlle mamme lavoratrici riesce ad allattare. ”

Un congedo prolungato di 6 mesi favorirebbe sicuramente il mantenimento dell’allattamento. “La misura ottimale – conclude il dott. Mosca –  sarebbe due più sei. Ma basterebbe anche due più cinque“.

Congedo maternità: a scuola fino al nono mese. E’ corretto?

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Congedo maternità, fruibile dopo il parto entro i successivi cinque mesi. Le condizioni ultima modifica: 2018-12-24T08:16:44+01:00 da Gilda Venezia
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