Alunni stranieri, un milione di euro per l’integrazione e l’accoglienza

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di Claudia Voltattorni (cvoltattorni@corriere.it),  Il Corriere della Sera  9.9.2015.  

Due bandi di concorso per le scuole: premiati progetti che potenziano l’italiano
come seconda lingua e per i minori stranieri non accompagnati. Vademecum agli istituti

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ROMA Cinquecentomila euro per potenziare l’insegnamento dell’italiano per gli studenti stranieri. Altri 500 mila per progetti di accoglienza e sostegno linguistico e psicologico dedicati ai minori stranieri non accompagnati. Li mette in bando il ministero dell’Istruzione per le scuole: c’è tempo fino al 15 ottobre per partecipare. I bandi sono pubblicati sui siti degli uffici scolastici regionali e la distribuzione dei fondi tiene conto delle realtà con il numero maggiore di studenti stranieri, in particolare quelli non accompagnati.

«Lingua passaporto di integrazione»

«La lingua – dice la ministra dell’istruzione Stefania Giannini – è passaporto di comunicazione e integrazione, per questo mettiamo a disposizione delle scuole risorse che consentiranno di dare una risposta al numero sempre crescente di alunni figli di migranti che oggi rappresentano il 9% della popolazione scolastica». Un anno fa, ricorda la ministra, «abbiamo riavviato l’Osservatorio nazionale per l’integrazione e l’intercultura» e «fra le priorità della Buona scuola c’è proprio il perfezionamento dell’italiano come lingua seconda perché la scuola è la cornice ideale per diventare cittadini sostanziali: ne siamo convinti e stiamo lavorando per questo». I progetti dovranno prevedere corsi intensivi in orario scolastico o extra, anche con il coinvolgimento delle famiglie. Potranno realizzarli le singole scuole o reti di scuole.

Minori non accompagnati

Per la prima volta mezzo milione di euro viene destinato all’accoglienza di minori stranieri non accompagnati. Che significa una serie di azioni sia sul piano linguistico ma soprattutto su quello psicologico, di sostegno in particolare, visto che si rivolge soprattutto a quei minori tra i 14 e i 17 anni, in prevalenza ragazzi, che arrivano da esperienze e contesti drammatici, come guerre e persecuzioni. Situazioni che spesso gli stessi docenti non sanno come affrontare. Perciò il ministero invia anche una circolare con un vademecum intitolato «Diversi da chi?» in cui detta 10 raccomandazioni e proposte operative mutuate dalle migliori pratiche scolastiche già in uso perché l’accoglienza sia più efficace, nell’ottica di una vera integrazione fin dai primi anni di scuola.

Il vademecum

Dal diritto all’inserimento a scuola anche per gli ultimi arrivati, fino al coinvolgimento delle comunità straniere, il vademecum indica come risolvere i problemi che più spesso le scuole si trovano ad affrontare nel momento in cui arriva un bambino straniero. Se di età tra i 3 e i 5 anni, spesso, il piccolo non viene inserito nella scuola dell’infanzia. Ecco perché il coinvolgimento della famiglia e della comunità straniera diventa fondamentale, come anche il privato sociale che possa aiutare nel rendere sostenibile le tariffe di iscrizione nelle scuole non pubbliche. Oppure: investire sul protagonismo degli studenti con background migratorio affinché continuino gli studi, magari aiutandoli con un orientamento agli studi plurilingue che coinvolga anche le famiglie. Importante inoltre anche prevenire la segregazione scolastica: «Si tratta – si legge sul vademecum – di agire con tutti gli attori coinvolti per garantire in tutte le scuole una buona qualità dell’insegnamento/apprendimento in maniera esplicita e trasparente investendo maggiori risorse nelle situazioni più difficili, affinché il diritto alla scuola di qualità valga dovunque e per tutti».

Alunni stranieri, un milione di euro per l’integrazione e l’accoglienza ultima modifica: 2015-09-10T06:30:59+00:00 da Gilda Venezia

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