Chiamata diretta, prof in campo

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di Alessandra Ricciardi,  ItaliaOggi  7.2.2017

– Collegio dei docenti chiamato a deliberare i criteri di scelta

Non solo un parere, ma una delibera. Un atto vincolante, quello a cui sarebbe chiamato il collegio dei docenti nel fissare i criteri a cui dovrà attenersi il dirigente scolastico nella scelta dell’insegnante. Al preside dunque la responsabilità della scelta finale, al collegio dei docenti il compito di definire il profilo dell’insegnante di cui la scuola ha bisogno. È una delle novità in merito alla chiamata per competenze che oggi potrebbe essere formalizzata nel corso dell’incontro che si terrà a viale Trastevere tra i vertici ministeriali e sindacali.

Ieri sera il dicastero era al lavoro per definire i dettagli della bozza, una prima proposta su cui intavolare la trattativa. E il condizionale è d’obbligo.

Firmato il contratto sulla mobilità, resta aperta la partita della chiamata diretta. I sindacati firmatari del contratto sui trasferimenti 2017 hanno voluto una nota a margine nella quale le parti hanno messo nero su bianco che l’intesa sulla chiamata dovrà essere pronta per la firma quando la mobilità tornerà dai controlli per il via libera. Le due cose insomma devono viaggiare insieme, in caso contrario i sindacati ritengono di avere le mani libere al punto da poter anche rifiutare l’intesa sui trasferimenti.

Un esito, questo, che nessuno però vuole. Non lo vuole il ministero guidato da Valeria Fedeli, che è impegnato a ricucire lo strappo prodottosi nella scuola con la riforma della legge 107; non lo vogliono i sindacati, Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Snals-Confsal, che attraverso la contrattazione puntano a sminare e mitigare la Buona scuola, non potendola abrogare. E dunque, a differenza dello scorso anno quando la trattativa saltò, questa volta sembrano esserci i requisiti perché un accordo alla fine si faccia.

Oggi dovrebbe essere illustrato un testo articolato, che dovrebbe tener conto già di alcune richieste sindacali. Sulla necessità di coinvolgere il collegio dei docenti sui requisiti di selezione c’è l’imprimatur dell’Anac, l’autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, a garanzia dell’imparzialità e trasparenza dell’operato del preside. Ora potrebbe esserci il salto di qualità, prevedendo una delibera sulle competenze richieste: sarebbe così valorizzata, ed è una richiesta sindacale che si è levata forte in queste settimana, la funzione di un organo collegiale della scuola, contrappeso di quello dirigenziale. Il preside a quel punto dunque avrebbe due vincoli, il piano dell’offerta formativa e la delibera del collegio dei docenti.

Non è escluso, è uno dei punti della trattativa, che gli insegnanti sottoposti alla chiamata per competenza possano alla fine essere anche graduati in un elenco reso pubblico così da formalizzare i motivi della scelta operata dal dirigente. Nella proposta ministeriale, sempre tre i campi di definizione dei requisiti: un elenco delle esperienze professionali, dall’insegnamento in aree particolarmente svantaggiate all’esperienza in programmi di alternanza scuola-lavoro; le esperienze organizzative, avversate dai sindacati perché ritenute estranee alla funzione docente; i titoli di studio. Tra le modalità di scelta del preside, figura anche il colloquio, previsto dalla legge 107, avversato dai sindacati e a cui l’amministrazione non vuole rinunciare. La partita è iniziata.

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Chiamata diretta, prof in campo ultima modifica: 2017-02-07T13:33:41+01:00 da Gilda Venezia
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