Chiamata diretta: resterebbe anche cancellando il decreto Brunetta

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Reginaldo Palermo, La Tecnica della scuola  2.2.2017

La chiamata diretta potrebbe avere i giorni contati: è quanto si augurano i sindacati del comparto che già si stanno preparando alla trattativa prevista dalla premessa al contratto mobilità siglato il 31 gennaio.

Ma come si potrà cancellare il meccanismo della chiamata dei docenti dagli albi?
In concreto ci sono due strade: la prima potrebbe essere quella di fissare delle regole di carattere generale valide alle quali dovrebbero attenersi tutti i ds, ma questa soluzione non consentirebbe di superare i vincoli posti dalla legge 107 che prevede espressamente che il ds possa scegliere il personale docente avendo come riferimento il Piano triennale dell’offerta formativa e non le graduatorie di istituto.
La seconda soluzione è quella di modificare la norma di legge con un contratto nazionale, come da sempre chiedono i sindacati e come era consentito fino al 2009.
E’ per questo che i sindacati auspicano che il Governo affronti il tema per via legislativa, modificando cioè il “decreto Brunetta” del 2009.
Ad una analisi più accurata dei testi normativi  emerge però che per ottenere questo risultato non basta modificare la legge Brunetta, ma occorre intervenire direttamente anche sul testo della legge 107 dove si dice esplicitamente che bonus premiale e chiamata diretta sono disposizioni che non possono essere derogate per via contrattuale.
E questo meccanismo rimarrebbe in vigore anche cancellando le disposizioni introdotte all’epoca del ministro Brunetta.
Insomma anche la strada legislativa non è semplicissima.

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Chiamata diretta: resterebbe anche cancellando il decreto Brunetta ultima modifica: 2017-02-02T16:11:03+01:00 da Gilda Venezia
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