Come ti sistemo il concorso ispettivo

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di Mario Maviglia, Educazione & Scuola, 14.2.2020

– Attenzione: questo è un intervento volutamente polemico e politicamente scorretto –

Com’è noto il Decreto-Scuola (DL 126/2019 convertito dalla legge 159/2019) ha previsto lo svolgimento di due distinti concorsi per l’assunzione di complessivi 146 nuovi dirigenti tecnici: un concorso per esami e titoli per il reclutamento, dal gennaio 2021, di 59 dirigenti tecnici, e un altro concorso per l’assunzione di ulteriori 87 DT, a decorrere dal 2023. Tanti docenti e dirigenti scolastici, sulla base di tale norma, hanno già cominciato a prepararsi per il concorso, sperando di poter utilizzare al meglio le loro competenze in fase concorsuale (come peraltro vuole la nostra carta costituzionale).

E invece ecco che saltano fuori tre emendamenti al decreto legge “milleproroghe” in discussione in Parlamento (numeri 1.34, 1.35, 1.36), proposti da rappresentanti del PD, di Forza Italia e del Gruppo Misto, uguali nella sostanza, che se dovessero essere approvati manderebbero all’aria il concorso richiamato sopra. O meglio lo trasformerebbero in una furbesca immissione in ruolo ope legis per quei docenti e dirigenti che presentano particolari requisiti. Infatti, secondo questi emendamenti, i dirigenti scolastici che attualmente ricoprono un incarico dirigenziale ex art. 19 comma 5bis del D.Lvo 165/2001 (in qualità di dirigente amministravo o tecnico presso il MIUR o gli USR) potrebbero transitare definitivamente nei ruoli dei dirigenti tecnici. Stessa sorte toccherebbe ad altro personale che ricopre un incarico dirigenziale ex art. 19 comma 6 del medesimo D.Lvo 165/2001 (docenti, dirigenti, esperti esterni all’Amministrazione) e che presenta un servizio continuativo superiore a 36 mesi. Gli emendamenti non fissano un tetto numerico a queste assunzioni e dunque tutti coloro che si trovano nelle condizioni previste da tali proposte rientrerebbero a pieno titolo in questa sorta di “sanatoria” erodendo di fatto i 146 posti del concorso ordinario contemplato dal Decreto-Scuola.

Per salvare le forma, gli emendamenti prevedono una forma di selezione che non si sa se definire farsa o offesa al comune senso del pudore. Infatti gli interessati “accedono ad una selezione attraverso una sessione speciale di esame consistente nell’espletamento di una prova orale sull’esperienza maturata, anche in ordine alla valutazione sostenuta, nel corso del servizio prestato. A seguito del superamento di tale prova con esito positivo, sono confermati i rapporti di lavoro instaurati con i predetti dirigenti”. Difficile pensare che una “prova” di questo tipo non venga superata dai candidati, in fondo si tratta di fare una chiacchierata sull’attività svolta. D’altro canto sembra che questo tipo di concorso-farsa oggi vada per la maggiore: è successo così anche per il concorso riservato di scuola primaria e dell’infanzia conclusosi nel 2018 e che prevedeva comunque l’inclusione nella graduatoria generale di merito anche ottenendo il punteggio zero nell’unica “prova” prevista, in forma orale.

Ma torniamo a noi. Il personale cui si rivolgono i tre emendamentiè stato nominato dirigente di seconda fascia (amministrativo o tecnico) in seguito a procedura comparativa dei curricula, secondo quanto previsto dall’art. 19, commi 5 bis e 6 del D.Lvo 165/2001(dunque non in seguito allo svolgimento di un regolare concorso per titoli ed esami). A pensar male, è facile immaginare che, nella maggior parte dei casi, trattasi di personale che è stato “cooptato” per affiliazione politica, conoscenza personale, e altri motivi estrinseci alle competenze professionali. Questo stesso personale oggi avrebbe la possibilità di transitare definitivamente nel ruolo dirigenziale saltando la fastidiosa (e imprevedibile) trafila concorsuale. Ovviamente i firmatari di questi emendamenti sono pronti a sottoscrivere documenti inneggianti il valore della meritocrazia, della valorizzazione del merito e via cantando. Del resto, siamo in Italia. Eppure sarebbe così semplice inneggiare al merito: basterebbe indicare date certe per l’indizione dei concorsi ordinari. Ma evidentemente ci sono amici degli amici che vanno tutelati.

Si badi bene, tutto ciò è perfettamente legittimo, ancorché disdicevole, essendo previsto dal D.Lvo 165. E infatti andrebbero immediatamente abrogati i commi 5bis e 6 dell’art. 19 di tale decreto. Ma un emendamento di questo tipo non sembra sia stato presentato dagli illustri onorevoli. Dare la possibilità a tutti di partecipare ad un regolare concorso sarebbe un’operazione troppo democratica e trasparente per un Paese come l’Italia che nella classifica internazionale 2019 stilata da TransparencyInternational sull’Indice di percezione della corruzione occupa il 51° posto, a pari merito con Paesi come Rwanda e Arabia Saudita, mentre risulta essere il 6° Paese più corrotto in Europa, sopra solo a Slovacchia, Grecia, Ungheria, Romania, Bulgaria. Gli emendamenti presentati e illustrati sopra sono perfettamente in sintonia con tale propensione corruttiva dell’Italia.

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Come ti sistemo il concorso ispettivo ultima modifica: 2020-02-16T06:03:04+01:00 da Gilda Venezia
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