Contro maltrattamenti a scuola ci vogliono più maestre e pause dall’insegnamento

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Orizzonte Scuola, 20.1.2019 

– Per contrastare maltrattamenti sui bimbi a scuola bisogna puntare sulla riqualificazione del personale e prevedere piani di decompressione, perché il rapporto con i bambini può creare problemi agli insegnanti.

A dirlo è il procuratore capo, Carlo Fucci, in riferimento all’episodio di maltrattamento su alcuni bambini avvenuto in provincia di Isernia.

Le parole del Procuratore sono state pronunciate durante la conferenza stampa sull’inchiesta.

Il rapporto con i bambini di quell’età richiede una preparazione che non può essere affidata soltanto alla capacità della ‘buona madre di famiglia’ – ha aggiunto – serve altro e questo è ormai un dato certo. Una questione che va affrontata, probabilmente, a livello nazionale. È comprensibile che, occuparsi ogni giorno di venti bambini con esigenze diverse, può creare momenti di ‘sfasamento’ dell’insegnante. Forse servono più maestre, occorre prevedere interruzioni nel rapporto: ma questo rientra nelle competenze della pubblica istruzione“.

Poi ha parlato delle telecamere a scuola come deterrente: “Si può anche parlare di telecamere, che naturalmente necessita di un intervento normativo, ma è necessaria una maggiore prevenzione. Quando interveniamo lo facciamo su un dato patologico, quindi c’è repressione che al contempo ha una finalità preventiva. Un fenomeno che non può essere eliminato a livello generale, ma può essere ridotto di molto“.

A parlare di telecamere era stato l’assessore regionale alla Pubblica istruzione, Roberto Di Baggio. Come riferito da IsNews, all’indomani dell’episodio che ha scosso nuovamente l’Italia, Di Baggio ha sollecitato la Commissione sulla proposta delle regione Molise per la dotazione delle telecamere e sulla necessità di prevedere test psico-attitudinali per insegnanti e personale scolastico.

Un sostegno all’uso delle telecamere è arrivato anche dalla consigliera regionale, Paola Matteo, che suggerisce anche un “lavoro di controllo rispetto a eventuali situazioni di disagi vissuti dalla categoria degli insegnanti“.

Secondo Matteo, il lavoro di maestra d’asilo particolarmente usurante sul piano emotivo richiede visite periodiche per accertare la presenza costante dei requisiti necessari a lavorare con i bambini. “Una categoria socialmente importante – ha detto ancora la Consigliera – come quella degli insegnanti merita maggiore considerazione e necessita di un lavoro di valutazione e supporto più intensi“.

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Contro maltrattamenti a scuola ci vogliono più maestre e pause dall’insegnamento ultima modifica: 2019-01-21T05:18:41+01:00 da Gilda Venezia
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